Italia. Brescia. 17 omicidi in 17 giorni, sindaco: piu' integrazione
"Piu' stato, piu' sicurezza e piu' integrazione". Sono queste le richieste di Paolo Corsini, sindaco di Brescia, all'indomani del triplice omicidio che porta a sette il numero delle vittime della citta' in 17 giorni. Una maggiore sicurezza dello Stato e un binomio non distinguibile tra sicurezza e integrazione e' la formula del primo cittadino per evitare nuovi episodi criminali.
"Un fronte comune da parte di tutte le forze istituzionali contro la criminalita' -dice Corsini- per garantire maggiore sicurezza e ordine pubblico. Nei prossimi giorni abbiamo previsto un incontro con i rappresentanti delle comunita' degli immigrati, non solo sui temi delle responsabilita' e dei diritti ma anche sui costumi e sulle tradizioni degli stranieri". Il sindaco Corsini, dopo la seduta straordinaria della giunta comunale ha chiesto, inoltre, "un tavolo istituzionale che coinvolga la chiesa, le imprese e i sindacati per rilanciare il modello bresciano di integrazione".
CASO HINA
"Intitolare a Hina il nome di un'organizzazione. Questa donna può diventare il simbolo dell'emancipazione femminile". Questa la proposta del sindaco, Paolo Corsini, in una conferenza stampa a Brescia, che ha deciso di intitolare a Hina Saleem, la pachistana uccisa e sepolta nel giardino della casa di Sarezzo, un'associazione per promuovere i diritti femminili. "Hina è un'immagine positiva - ha continuato Corsini - anche per il mondo musulmano". "Ai nostri immigrati - ha concluso il sindaco - chiediamo un confronto sui costumi oltre che il rispetto rigoroso delle nostre leggi. Non possiamo accettare che questa città sia sopraffatta dalla cultura tribale che ha contraddistinto la morte di Hina. Cultura che non è compatibile con la moderna società italiana".
"Un fronte comune da parte di tutte le forze istituzionali contro la criminalita' -dice Corsini- per garantire maggiore sicurezza e ordine pubblico. Nei prossimi giorni abbiamo previsto un incontro con i rappresentanti delle comunita' degli immigrati, non solo sui temi delle responsabilita' e dei diritti ma anche sui costumi e sulle tradizioni degli stranieri". Il sindaco Corsini, dopo la seduta straordinaria della giunta comunale ha chiesto, inoltre, "un tavolo istituzionale che coinvolga la chiesa, le imprese e i sindacati per rilanciare il modello bresciano di integrazione".
CASO HINA
"Intitolare a Hina il nome di un'organizzazione. Questa donna può diventare il simbolo dell'emancipazione femminile". Questa la proposta del sindaco, Paolo Corsini, in una conferenza stampa a Brescia, che ha deciso di intitolare a Hina Saleem, la pachistana uccisa e sepolta nel giardino della casa di Sarezzo, un'associazione per promuovere i diritti femminili. "Hina è un'immagine positiva - ha continuato Corsini - anche per il mondo musulmano". "Ai nostri immigrati - ha concluso il sindaco - chiediamo un confronto sui costumi oltre che il rispetto rigoroso delle nostre leggi. Non possiamo accettare che questa città sia sopraffatta dalla cultura tribale che ha contraddistinto la morte di Hina. Cultura che non è compatibile con la moderna società italiana".
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