Italia. Caritas/Migrantes: mezzo milione di irregolari
Sono circa mezzo milione gli immigrati irregolari in Italia, 5 milioni in Europa. Sono i dati della Caritas/Migrantes, resi noti oggi, a Roma, dai redattori del Dossier statistico sull'immigrazione per il 2005.
La pubblicazione rileva nel 2005 i respingimenti sono stati 23.878, gli sbarchi 22.939, i rimpatri 26.985, i transitati nei cpt (centri di permanenza temporanea) 16.163 (516 in più dell'anno precedente) e i non ottemperanti all'obbligo di lasciare l'Italia 65.617. Inoltre gli sbarchi, soprattutto dopo le restrizioni spagnole nelle enclaves marocchine di Ceuta e Melilla, sono raddoppiati, passando dai 13.635 del 2004 a 22.939 nel 2005. Tra i rimpatriati il 53% viene dai Paesi dell'est, soprattutto Romania, Albania e Bulgaria. La media dei rimpatri è stata di 45 ogni 100 intercettati. La Caritas deuncia una "discrepanza tra le quote ufficialmente stabilite e le effettive esigenze del mercato del lavoro". Nel 2006 le domande non soddisfatte, a fronte di 170.000 posti disponibili, sono state 314.000 con una domanda di forza lavoro aggiuntiva addirittura tripla rispetto alle opportunità stabilite. L'anno precedente le domande non soddisfatte erano state 150.000. La Lombardia registra quasi un quinto delle domande (18,8% pari a 90.000 unità), mentre detengono una quota di domande superiore al 10% del totale il Lazio (62.000 domande), il Veneto (59.000), l'Emilia Romagna (56.000).
L'antidoto a queste disfunzioni, secondo la Caritas/Migrantes, è "riuscire a contrastare l'irregolarità in maniera promozionale", ossia con "quote più adeguate", un ripensamento delle espulsioni e dei Centri di permanenza temporanei (Cpt), la modifica del Regolamento di applicazione "e se necessario, anche della legge", controlli nelle aziende per contrastare il lavoro nero.
La pubblicazione rileva nel 2005 i respingimenti sono stati 23.878, gli sbarchi 22.939, i rimpatri 26.985, i transitati nei cpt (centri di permanenza temporanea) 16.163 (516 in più dell'anno precedente) e i non ottemperanti all'obbligo di lasciare l'Italia 65.617. Inoltre gli sbarchi, soprattutto dopo le restrizioni spagnole nelle enclaves marocchine di Ceuta e Melilla, sono raddoppiati, passando dai 13.635 del 2004 a 22.939 nel 2005. Tra i rimpatriati il 53% viene dai Paesi dell'est, soprattutto Romania, Albania e Bulgaria. La media dei rimpatri è stata di 45 ogni 100 intercettati. La Caritas deuncia una "discrepanza tra le quote ufficialmente stabilite e le effettive esigenze del mercato del lavoro". Nel 2006 le domande non soddisfatte, a fronte di 170.000 posti disponibili, sono state 314.000 con una domanda di forza lavoro aggiuntiva addirittura tripla rispetto alle opportunità stabilite. L'anno precedente le domande non soddisfatte erano state 150.000. La Lombardia registra quasi un quinto delle domande (18,8% pari a 90.000 unità), mentre detengono una quota di domande superiore al 10% del totale il Lazio (62.000 domande), il Veneto (59.000), l'Emilia Romagna (56.000).
L'antidoto a queste disfunzioni, secondo la Caritas/Migrantes, è "riuscire a contrastare l'irregolarità in maniera promozionale", ossia con "quote più adeguate", un ripensamento delle espulsioni e dei Centri di permanenza temporanei (Cpt), la modifica del Regolamento di applicazione "e se necessario, anche della legge", controlli nelle aziende per contrastare il lavoro nero.
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