Italia. Fini: Alleanza Nazionale sosterra' con convinzione diritto di voto per immigrati
Alleanza Nazionale sosterra' con convinzione la proposta, gia' avanzata la scorsa legislatura, per il riconoscimento a certe condizioni del diritto di voto amministrativo agli immigrati e si dichiara pronta a una riflessione sul riconoscimento della cittadinanza ai loro figli. E' quanto si legge nel documento sulle nuove prospettive di An che Gianfranco Fini sta illustrando all'esecutivo del partito.
"Ora o mai piu' il diritto di voto per i cittadini stranieri: ci aspettiamo di vederlo al piu' presto all'ordine del giorno in Parlamento". Cosi' Gianluca Luciano, amministratore unico del gruppo editoriale Stranieri in Italia, commenta il passaggio del documento programmatico illustrato oggi da Gianfranco Fini all'esecutivo di An che ribadisce la volonta' di portare avanti la proposta di legge per il voto agli immigrati presentata nella scorsa legislatura.
"È la prima volta che in Parlamento c'e' una maggioranza cosi' vasta per riconoscere il diritto di voto ai cittadini stranieri- spiega Luciano- e' uno dei punti principali dedicati alle politiche per l'immigrazione nel programma dell'Unione e oggi arriva anche la conferma che Alleanza nazionale e' pronta a questo passo". La palla passa ora al Centrosinistra, "chi cercava allargamenti della maggioranza- conclude Luciano- non si lasci sfuggire questa occasione".
"Un ulteriore plauso a Fini per disponibilita' su diritto di voto e cittadinanza degli immigrati. L'aver confermato l'opportunita' di concedere il diritto di voto amministrativo e la cittadinanza a persone di origine straniera, e' una scelta che dimostra coerenza. Questa potrebbe essere il segnale che il leader di AN sta lavorando per creare in Italia una destra moderna e europea". Lo afferma Aly Baba Faye responsabile immigrazione dei Ds.
"La maggioranza - prosegue Faye - colga al volo questa disponibilita' e lanci subito un confronto per trovare una soluzione condivisa anche oltre i suoi perimetri. Infatti, trattandosi di temi che attengono alle regole dello Stato e' auspicabile una ampia convergenza delle forze politiche su una soluzione condivisa. Ora sembra che i numeri in Parlamento ci sono per varare una riforma della legge sulla cittadinanza e per concedere l'elettorato attivo e passivo alle elezioni amministrative. Per raggiungere questo obiettivo, la via potrebbe essere la ratifica del capitolo C della Convenzione di Strasburgo del 1992".
"Ora o mai piu' il diritto di voto per i cittadini stranieri: ci aspettiamo di vederlo al piu' presto all'ordine del giorno in Parlamento". Cosi' Gianluca Luciano, amministratore unico del gruppo editoriale Stranieri in Italia, commenta il passaggio del documento programmatico illustrato oggi da Gianfranco Fini all'esecutivo di An che ribadisce la volonta' di portare avanti la proposta di legge per il voto agli immigrati presentata nella scorsa legislatura.
"È la prima volta che in Parlamento c'e' una maggioranza cosi' vasta per riconoscere il diritto di voto ai cittadini stranieri- spiega Luciano- e' uno dei punti principali dedicati alle politiche per l'immigrazione nel programma dell'Unione e oggi arriva anche la conferma che Alleanza nazionale e' pronta a questo passo". La palla passa ora al Centrosinistra, "chi cercava allargamenti della maggioranza- conclude Luciano- non si lasci sfuggire questa occasione".
"Un ulteriore plauso a Fini per disponibilita' su diritto di voto e cittadinanza degli immigrati. L'aver confermato l'opportunita' di concedere il diritto di voto amministrativo e la cittadinanza a persone di origine straniera, e' una scelta che dimostra coerenza. Questa potrebbe essere il segnale che il leader di AN sta lavorando per creare in Italia una destra moderna e europea". Lo afferma Aly Baba Faye responsabile immigrazione dei Ds.
"La maggioranza - prosegue Faye - colga al volo questa disponibilita' e lanci subito un confronto per trovare una soluzione condivisa anche oltre i suoi perimetri. Infatti, trattandosi di temi che attengono alle regole dello Stato e' auspicabile una ampia convergenza delle forze politiche su una soluzione condivisa. Ora sembra che i numeri in Parlamento ci sono per varare una riforma della legge sulla cittadinanza e per concedere l'elettorato attivo e passivo alle elezioni amministrative. Per raggiungere questo obiettivo, la via potrebbe essere la ratifica del capitolo C della Convenzione di Strasburgo del 1992".
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