Martedì 9 giugno 2026
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Italia. Lampedusa. Soccorsi oltre 400 migranti in 24 ore

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Non si fermano gli sbarchi di clandestini a Lampedusa: nelle ultime 24 ore sono giunti 410 immigrati che ora si trovano nel centro di prima accoglienza, dove e' di nuovo emergenza: il Cpt infatti puo' ospitare fino a 190 persone. Gli immigrati sono stati soccorsi in tre distinte operazioni a largo dell'isola.
E nelle ultime ore unita' navali della capitaneria di porto, della marina militare e della guardia di Finanza si sono dirette a 75 miglia a sud di Lampedusa dopo l'avvistamento di due barconi carichi di clandestini. L' equipaggio della nave militare "Driade" ha recuperato un cadavere, durante la navigazione verso la zona di mare, in avanzato stato di decomposizione. Molto probabilmente si tratta del corpo di un clandestino morto durante una delle traversate delle settimane scorse. Le unita' navali italiane stazionano nella zona dove sono stati avvistati i due barconi ma non intervengono perche' i natanti con gli extracomunitari si trovano in acque non italiane.
I primi due avvistamenti sono avvenuti ieri sera entrambi a circa 40 miglia a sud dell'isola. A dare l'allarme e' stato un aereo della marina militare che ha segnalato centinaia di immigrati ammassati in una imbarcazione in legno. Il natante e' stato soccorso da due motovedette della guardia costiera e da una unita' della guardia di finanza; i 345 clandestini, tra cui 14 donne, sono stati trasbordati sulle unita' militari e trasferiti nell'isola per l'identificazione e l'accompagnamento nel centro di prima accoglienza.
Nella seconda imbarcazione, un gommone di circa dieci metri, c'erano invece 39 extracomunitari, tra cui una donna, soccorsi da una motovedetta della guardia costiera. Nel pomeriggio, invece, e' stato avvistato un altro natante con 26 clandestini, tra cui tre donne, avvicinato da un motopesca italiano a 30 miglia a sud di Lampedusa. Alcuni degli extracomunitari quando hanno visto l'imbarcazione si sono tuffati per raggiungerla a nuoto. Tutti sono stati tratti in salvo da una nave della marina militare e una motovedetta della guardia costiera che li hanno raggiunti e portati a terra.
Alcuni dei 345 clandestini hanno riferito di "essere partiti da un porto libico mentre i barconi precedenti erano partiti dalla Tunisia a causa di maggiori controli per la festa dell' anniversario della presa del potere da parte del col.Gheddafi". Gli extracomunitari, inoltre, hanno detto che si "e' sparsa la voce che in Italia vi sara' una sanatoria di clandestini e quelli che sono nel Paese entro il 15 settembre verranno regolarizzati". Per questo, hanno riferito, e' in atto una sorta di corsa ai "viaggi della speranza". Intanto, gli agenti della squadra mobile di Agrigento hanno arrestato due tunisini accusati di essere, uno il proprietario della barca e l'altro lo scafista di un viaggio della speranza avvenuto il 5 settembre scorso. I poliziotti hanno fermato i due tunisini in seguito ad accertamenti; il presunto proprietario della barca in passato era stato espulso dall'Italia ma era tornato mettendo a disposizione del gruppo dei migranti la propria imbarcazione.
Nelle prossime ore saranno attivate le procedure per il trasferimento dei clandestini a Lampedusa in altri centri di permanenza, via mare e attraverso i ponti aerei.

Bisogna accogliere in un patto di cittadinanza gli stranieri che vivono in Italia, un patto che passi attraverso "il deciso contrasto di ogni forma di sfruttamento degli stranieri" ma anche una sostanziale condivisione da parte degli immigrati "di regole e principi" che vigono in Italia. E' questa la strada, secondo il sottosegretario all'Interno Marcella Lucidi, per affrontare un fenomeno, quello dell'immigrazione, ormai "strutturale e che non puo' essere piu' considerato emergenziale".
Il segno della portata di questo fenomeno, secondo il sottosegretario, e' tutto in un numero, fornito di recente da Kofi Annan: nel 2005 le persone che hanno lasciato la propria terra sono state 191 milioni. "Un fenomeno epocale dunque - spiega Lucidi - e che ci accompagnera' per molti anni ancora". Per questo la "strategia di governo deve affrontare l'oggi e guardare nello stesso tempo al futuro". Una politica di integrazione perche', assicura il sottosegretario, "l'azione repressiva non puo' essere il segno di una legge sull' immigrazione: deve accompagnarla ma il sistema della legge, deve spiegare agli immigrati che conviene entrare regolarmente e vivere regolarmente in Italia. E ricevere in cambio una tutela". Di qui le iniziative sulle quali sta lavorando il governo come una serie di modifiche alla Bossi-Fini e la legge sulla cittadinanza. "Ma il riconoscimento della cittadinanza - avverte il sottosegretario - deve coincidere con la sostanziale condivisione di regole e principi che vigono nel Paese del quale si vuole diventare cittadini e non puo' dipendere solo dal tempo di permanenza".
Un esempio per tutti, fatto dal sottosegretario, il caso del padre di Hina, che ha ucciso la figlia e le sue abitudini troppo europee e che aveva chiesto la cittadinanza perche' si trovava ormai in Italia da dieci anni. "Serve dunque qualcosa in piu' - conclude Marcella Lucidi -, per questo la legge prevede la verifica reale dell'integrazione linguistica e sociale". Ed un esempio di integrazione arriva proprio dal sociologo albanese Rando Devole, autore del libro 'L'immigrazione albanese in Italia', presentato oggi a Roma. "Il risultato dell'impegno comune tra Italia e Albania - ha detto Marcella Lucidi - ha consentito di superare la situazione emergenziale ed oggi la comunita' albanese e' la seconda in Italia e la loro presenza e' passata dalle 2.034 persone del 1990 alle 255.000 del 2005".

"Il mediterraneo non deve essere il nuovo muro di Berlino. Chiudiamo tutti i cpt, a partire da quello di Lampedusa". Lo ha dichiarato Francesco Caruso, parlamentare indipendente di Rifondazione Comunista, che prendera' parte al corteo "contro le politiche xenofobe dell'Europa di Shenghen, per la chiusura immediata dei Cpt e l'abrogazione della legge Bossi-Fini".
La manifestazione, promossa da decine di associazioni antirazziste, movimenti, centri sociali della Sicilia e del meridione, si svolgera' sull'isola di Lampedusa domenica prossima. "Sara' uno "sbarco dei mille", ha aggiunto Caruso.
"La prima manifestazione di massa sulla piccola isola di Lampedusa per liberarla dalla vergogna dei Cpt, perche' non possiamo restare impassibili dinanzi alla strage infinita di migliaia di uomini e donne che tentano di sfuggire alla fame, alle guerre e alla miseria imposte sulle loro terre dal nostro neocolonialismo occidentale".

"Priorita' e' difendere l'identita' cristiana dell'Italia". Lo ha detto, con particolare vigore, l'ex presidente della Camera Pierferdinando Casini intervenendo al congresso nazionale della Margherita di Caorle sul tema dell'immigrazione.
Casini, ha ricordato che proprio qui nel Veneto molte aziende riescono ad andare avanti grazie al supporto della manodopera degli immigrati ("lavori che gli italiani non vogliono piu' fare"). "E' innegabile - ha proseguito l'esponente dell'Udc - che tra questi ultimi ci siano tante meravigliose persone che se maturano la volonta' di assumere l'impegno con se stessi e con lo Stato di essere cittadini italiani nei tempi e modi giusti e' giusto che li favoriamo".
Secondo Casini avere "questo senso di accoglienza significa avere chiara la percezione che qui c'e' una societa' che ha regole, tradizioni storiche che vanno rispettate".
"Guai - ha avvertito Casini rivolgendosi alla Margherita - se regalate questo tema: difendere oggi l'identita' cristiana dell'Italia non significa difendere il nostro essere cattolico, ma invece la nostra storia, la nostra tradizione e i nostri valori. Credo che su questo in Parlamento - ha concluso sempre rivolto ai dirigenti della Margherita seduti in prima fila - dobbiamo fare un lavoro assieme".

"Il nostro progetto politico sull' immigrazione e' quello di far incontrare le persone per farle vivere insieme. La Bossi-Fini e' ispirata dal sospetto, e' una legge fondata sulla paura". Cosi' il segretario dei Ds Piero Fassino, intervenuto alla Festa dell'Unita' a Bologna ha risposto a una domanda di Maurizio Costanzo sull'immigrazione. "Oltre a una legge che liberi dalla paura - ha aggiunto Fassino - bisogna porsi il problema che si viva meglio nei paesi da cui gli emigranti partono. I paesi industriali in questi anni hanno reso piu' difficile l'ingresso e allo stesso tempo ridotto i soldi per gli aiuti".
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