Giovedì 11 giugno 2026
Menu

Italia. Manifesto scienziati: finanziare e sostenere ricerca su embrionali

U.E. - ITALIA
Notizia ·
La ricerca e' doverosa: ed e' 'dovere morale' proseguire nell'ampliamento della 'nuova frontiera' in quanto la ricerca sulle cellule staminali embrionali costituisce un passo necessario per lo sviluppo della conoscenza di come si formano i tessuti umani e di come si ammalano.
E' con questo intento che un nutrito 'Gruppo' tra i maggiori e piu' qualificati scienziati italiani che fanno ricerca sulle cellule staminali embrionali, in collaborazione la 'Consulta di Bioetica', l'Associazione 'Luca Coscioni', l'Associazione 'Rosa nel Pugno', hanno dato vita a Roma al secondo Convegno Nazionale per presentare al pubblico le loro ragioni che sostengono l'impegno nella ricerca sulle cellule staminali comprese le embrionali.
Il Convegno da Maurizio Mori, docente di Bioetica all'Universita' di Torino e Presidente della Consulta di Bioetica, dal genetista Antonino Forabosco, docente di genetica Universita' di Modena e Reggio Emilia e dal docente di Bioetica Universita' Messina, Demetrio Neri, con interventi sulle singole linee di ricerca (cardiologia, neurologia, etc) delle staminali comprese le embrionali, di Lucio Luzzatto (Universita' Firenze), Tiziano Barberi (del Beckman Research Institute of The City of Hope, Duarte), Giovanna Lazzari (Laboratorio Tecnologie Riproduzione, Cremona), Elena Cattaneo (Universita' Milano), Federica Sangiuolo (Universita' Tor Vergata Roma), Gianluigi Condorelli (Universita' La Sapienza, Fondazione Parco Scientifico Biomedico San Raffaele Roma), Marisa Jaconi (Universita' Ginevra) Salvatore Oliviero (Universita' Siena), Elisabetta Cerbai, (Universita' Firenze), Fulvio Gandolfi (Universita' Milano) e Fabio Marazzi, Universita' Bergamo).
Dal Convegno, al quale erano presenti: il Presidente della Commissione Sanita' del Senato, Ignazio Marino, Lanfranco Turci, Marco Cappato e Antonio Del Pennino, uscira' il 'Manifesto' con la posizione degli scienziati e il contributo di intellettuali come Giuseppe Benagiano, Maurizio Calipari, Eugenio Lecaldano, Sergio Rostagno e Mario Scialoja Gli scienziati italiani insomma difendono l'importanza della ricerca sulle staminali e le embrionali: la prospettiva rosea e' disporre di una medicina 'rigenerativa' ossia la ricostruzione e sostituzione di un intero organo malato. "Come scienziati siamo abituati ad operare per rendere piu' fluido il rapporto tra la ricerca scientifica e la societa' civile e a presentare pubblicamente i risultati del lavoro svolto ed i progetti in cantiere per il futuro. Siamo abituati al confronto trasparente e senza esitazione e a sottoporre al vaglio critico quanto conseguito e quanto ancora in progettazione: cio' permette a chi ha altre idee ed obiezioni, di carattere etico-valutativo o scientifico-descrittivo, di avanzarle in modo civile perche' solo dal confronto critico dei diversi risultati e delle diverse tesi in gioco e' possibile sperare di conseguire la posizione piu' accettabile su questioni controverse". Questo, insomma, e' "lo stile di discussione fondamentale e nodale, non solo perche' e' rispondente ai principi del metodo scientifico, ma soprattutto perche' riteniamo favorisca la crescita della societa' civile e rafforzi la democrazia: questo modo d'impostare la discussione ci pare quanto mai opportuno ed urgente oggi, dal momento che nel corso del tempo si sono acuiti i toni della polemica in alcuni ambiti le nostre ricerche sulle embrionali sono state paragonate agli orribili crimini compiuti in campi di sterminio come Auschwitz". Per cui, "considerati questi tentativi continui di criminalizzare la ricerca sulle embrionali con argomenti spesso pieni di contraddizioni, riteniamo di dovere difendere con fermezza il valore scientifico, morale e civile del nostro lavoro presentando un Manifesto che esponga le ragioni che ci portano a impegnare la nostra vita e le nostre risorse anche in questo campo".

IL MANIFESTO -
Fondi pubblici per la ricerca sulle cellule staminali embrionali, soprattutto se condotta su cellule gia' esistenti. Questa ha infatti un 'valore scientifico, morale e civile', del tutto confrontabile a quello della ricerca sulle cellule staminali adulte. E' quanto chiede il Manifesto firmato dai sette laboratori italiani impegnati in questo campo, che fanno capo al Gruppo dei Ricercatori Italiani sulle Cellule Staminali Embrionali.
Il Manifesto chiede di affrontare in una discussione pubblica i problemi etici relativi alla ricerca sulle staminali embrionali, come accade solitamente nel mondo della scienza e 'senza la presunzione che qualcuno goda di un qualsivoglia 'privilegio' rispetto agli altri'. Il documento respinge inoltre 'i tentativi in atto tesi a far passare l'idea che la ricerca sulle staminali embrionali sarebbe irrilevante dal punto di vista scientifico e inutile sul piano clinico e terapeutico, in quanto gli stessi risultati potrebbero essere conseguiti con lo studio delle sole staminali da adulto. Sul piano scientifico non c'e' alcuna contrapposizione: anche gli scienziati che lavorano sulle sole staminali adulte riconoscono come tra le due linee di ricerca non ci sia opposizione o discordanza ma complementarita''.
Ritengono inoltre 'inaccettabile' la tesi che la ricerca sulle staminali embrionali sarebbe molto costosa e sottrarrebbe fondi a quella sulle staminali adulte. 'Cio' e' palesemente falso: l'Unione Europea ha finanziato ben 110 progetti sulle staminali adulte, solo sette che prevedono l'impiego anche delle embrionali, e uno solo interamente dedicato a queste. In Italia, poi, non sono previsti finanziamenti pubblici per le staminali embrionali umane'. Per questo, i ricercatori chiedono che 'si provveda a riequilibrare la iniqua situazione attuale, procedendo al finanziamento pubblico della ricerca sulle staminali embrionali gia' derivate, permessa dalle leggi italiane e regolamentata nella maggioranza dei Paesi europei attraverso chiari vagli procedurali'.

Con il Manifesto i ricercatori italiani smettono di giocare in difesa, di minimizzare le critiche loro rivolte altrimenti percepite come corrette e passano all'attacco per contrastare la dittatura dell'embrione.
Cosi' il bioeticista Maurizio Mori spiega il 'senso' dell'iniziativa di oggi, messa in campo dai ricercatori e scienziati italiani che operano e fanno ricerca sulle cellule staminali embrionali.
"Gli scienziati vogliono sostenere l'eticita' delle loro ricerche osservando che in un contesto di pluralismo etico non si puo' continuare a subire passivamente la dittatura dell'embrione". E Demetrio Neri membro del Comitato Nazionale di Bioetica aggiunge: "non ho mai sentito uno scienziato chiedere lo smantellamento e la chiusura di una promettente linea di ricerca, quella sulle cellule staminali embrionali".
Sarebbe come dire, si fa ricerca sul cuore "pero' non e' lecita e consentita la ricerca sul ventricolo destro. Noi sosteniamo insomma la validita' della ricerca sulle cellule staminali adulte e sulle embrionali".

Dichiarazione di Donatella Poretti (Rnp):
Nel corso del secondo Convegno Nazionale sulla ricerca su cellule staminali embrionali e' stato presentato un Manifesto in cui si afferma che "la ricerca sulle staminali embrionali e' etica e doverosa, specie quando compiuta su cellule gia' esistenti e destinate alla distruzione".
Non posso che concordare con l'iniziativa presa da questi ricercatori, ricordando che Italia, secondo il censimento dell'ISS (Istituto Superiore di Sanita'), sarebbero 2.527 gli embrioni "abbandonati" nelle cliniche e in attesa di essere crioconservati nella biobanca milanese dell'Ospedale Maggiore. L'attuale normativa (la legge 40 sulla procreazione assistita), infatti, prevede che gli embrioni sovrannumerari invece di essere destinati alla ricerca siano congelati... per non si sa quale utilizzo.
Per questa inutile operazione erano stati stanziati 450 mila euro: 400 mila per la creazione della biobanca, l'acquisto cioe' dei contenitori dove mantenerli sotto azoto; e 50 mila per l'ISS per il trasporto dalle cliniche di fecondazione assistita dove si trovano.
Alcuni mesi fa venne fuori la notizia che l'operazione era bloccata per mancanza di fondi. Presentai a riguardo un'interrogazione al ministro della Salute per sapere: dove fossero finiti i soldi, come fossero stati utilizzati quelli gia' erogati e se non fosse il caso di intervenire legislativamente per destinare gli embrioni inutilizzabili a fini di ricerca.
Sto ancora aspettando la risposta!
Nel frattempo e' uscita la relazione annuale sulla legge 40 del ministro della Salute e i dati riportati non sono per niente positivi. Questa legge e' nata con lo spirito di vietare alcune pratiche invece che regolamentarle e metterle a disposizione delle coppie con problemi di infertilita' o con problemi di malattie genetiche ereditabili. Avere inserito in una legge, che si sarebbe dovuta preoccupare di far nascere bambini, il veto sulla ricerca scientifica, e' stata la conferma dello spirito ideologico della norma e della necessita' di riformarla.
L'unica soluzione praticabile per tutti coloro che volessero aiutare la ricerca scientifica, e' quella proposta dall'associazione Luca Coscioni con una campagna, inaugurata proprio nella Giornata per la liberta' di ricerca (il 20 febbraio scorso), con la quale si invitano tutte le coppie italiane interessate a donare gli embrioni destinati all'abbandono nei Paesi esteri in cui e' consentita la ricerca.

"Sia ieri che oggi leggo ancora sui quotidiani articoli firmati da professori e ricercatori, come il presidente della Consulta di bioetica Maurizio Mori, che insistono nel voler utilizzare per la ricerca le cellule staminali embrionali, questo si' che potremmo chiamarlo accanimento". Lo afferma la senatrice Laura Bianconi, capogruppo di Forza Italia in commissione Igiene e Sanita'. "La ricerca scientifica, a quanto apprendiamo ormai da mesi ha fatto passi da gigante nella sperimentazione delle cellule staminali adulte, anzi stando alle ultime notizie sara' possibile la creazione di queste cellule in laboratorio, scoperta nella quale sono riposte molte speranze per la cura di gravi patologie". Questo, sottolinea la senatrice, "grazie al lavoro di ricerca dei laboratori dell'Istituto superiore di sanita'". E si chiede Bianconi: "Se tutto questo come sembra e' vero perche' ci si ostina a ricorrere ancora alla distruzione degli embrioni in nome di una ricerca senza scrupoli?".
Cosi' facendo, conclude la senatrice, "non si nobilita di certo il mondo scientifico ma, anzi, persone come il professor Mori contribuiscono caparbiamente a metterne in luce il lato peggiore, privo di etica e sensibilita'. Sarebbe interessante sapere se tutto il comitato di Bioetica si riconosce nella deriva radicale del suo presidente".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →