Italia. Mantovano (An) ad Amato: applica Bossi-Fini o sarai denunciato
"Se Amato non applica la Fini-Bossi , verra' denunciato". Lo dice il senatore di AN Alfredo Mantovano. "Dai dati confusi che emergono in queste ore, sono non meno di 5.000 gli extracomunitari che hanno lasciato o stanno lasciando gli istituti di pena a seguito dell'indulto. Per il clandestino che viene scarcerato -spiega Mantovano, ex sottosegretario all'Interno- la legge prevede due ipotesi: se e' nota la sua identita', le forze di polizia hanno l'obbligo di procedere alla sua espulsione, con accompagnamento alla frontiera; se invece non e' identificato, va condotto, a cura delle forze di polizia, in un Centro di permanenza temporanea, per consentire che non si dilegui in attesa di accertare chi e' e da dove viene, e per poter quindi procedere alla sua effettiva espulsione. Solo in caso di concreta impossibilita' a farlo entrare in un Cpt, gli viene consegnata l'intimazione del Questore ad allontanarsi dal territorio nazionale. Ieri il sottosegretario alla Giustizia Manconi ha dichiarato che, poiche' il centrosinistra intende modificare la Fini Bossi, "nessuno di noi vuole inseguire il clandestino straniero e non li spediremo nei centri di accoglienza temporanea". Questo significa che, violando una legge in vigore, non ancora modificata ( al di la' delle intenzioni di farlo), il governo permettera' a extracomunitari clandestini (gia' per questo da espellere), a elevata pericolosita' (altrimenti non avrebbero ricevuto una condanna definitiva per una pena consistente), di circolare liberamente in Italia. Il perdurante silenzio del ministro fantasma dell'Interno Amato fa immaginare che anche su questo punto, che rientra nella sua competenza, egli si stia rendendo, o si rendera' complice, della trasgressione della legge italiana vigente annunciata da Manconi, mettendo in difficolta' gli operatori di polizia, per i quali la disapplicazione di una legge comporta responsabilita' piu' dirette. Alla stregua di questo comportamento irresponsabile non sara' demagogico, alla prima rapina commessa da uno dei beneficiari dell'indulto che ben avrebbe potuto essere espulso, chiamare in causa la grave colpa del governo, e in particolare dei ministri dell'Interno e della Giustizia. Egualmente, quando ci saranno prove evidenti di direttive ministeriali di non applicare la legge sull'immigrazione sul punto della espulsione, sara' altrettanto difficile sfuggire alla denuncia all'autorita' giudiziaria per comportamenti omissivi e di abuso".
Anche Osvaldo Napoli (Fi), mette in guardia il governo, in particolare dal rischio che il decreto sui flussi di immigrazione comporti "la creazione di famiglie che vivono con un reddito al di sotto del minimo vitale e di cui i Comuni dovranno farsi carico, poiche' un solo componente del nucleo lavora". Il parlamentare ha presentato una interrogazione per sapere quali misure il governo intende adottare "per ovviare a tale situazione" e se non sia il caso "di istituire un capitolo sulla prossima finanziaria con uno stanziamento che verra' erogato ai comuni in relazione alla stabilizzazione o alla residenza dei lavoratori extracomunitari, in modo da non pesare sui Comuni e di conseguenza sui cittadini".
Il decreto sui flussi, ricorda Napoli, "autorizza 350 mila nuovi ingressi di lavoratori extracomunitari, il decreto flussi del governo Berlusconi prevedeva 170 mila ingressi. Quindi il nuovo decreto ha triplicato il numero degli ingressi. Questo elevatissimo numero di persone in piu' (in tutto 500.000 circa) avra' un costo esorbitante per gli Enti Locali, ossia i Comuni, le Province e le Regioni, in quanto la gestione dei cittadini stranieri richiede l'investimento di ingenti risorse. Infatti se si accolgono lavoratori stranieri regolari devono essere trattati come i cittadini italiani, garantendogli tutti i servizi opportuni e necessari".
Anche Osvaldo Napoli (Fi), mette in guardia il governo, in particolare dal rischio che il decreto sui flussi di immigrazione comporti "la creazione di famiglie che vivono con un reddito al di sotto del minimo vitale e di cui i Comuni dovranno farsi carico, poiche' un solo componente del nucleo lavora". Il parlamentare ha presentato una interrogazione per sapere quali misure il governo intende adottare "per ovviare a tale situazione" e se non sia il caso "di istituire un capitolo sulla prossima finanziaria con uno stanziamento che verra' erogato ai comuni in relazione alla stabilizzazione o alla residenza dei lavoratori extracomunitari, in modo da non pesare sui Comuni e di conseguenza sui cittadini".
Il decreto sui flussi, ricorda Napoli, "autorizza 350 mila nuovi ingressi di lavoratori extracomunitari, il decreto flussi del governo Berlusconi prevedeva 170 mila ingressi. Quindi il nuovo decreto ha triplicato il numero degli ingressi. Questo elevatissimo numero di persone in piu' (in tutto 500.000 circa) avra' un costo esorbitante per gli Enti Locali, ossia i Comuni, le Province e le Regioni, in quanto la gestione dei cittadini stranieri richiede l'investimento di ingenti risorse. Infatti se si accolgono lavoratori stranieri regolari devono essere trattati come i cittadini italiani, garantendogli tutti i servizi opportuni e necessari".
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