Martedì 9 giugno 2026
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Italia. Napolitano: si' a cittadinanza per chi osserva la Costituzione

U.E. - ITALIA
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'Noi abbiamo una Costituzione, abbiamo dei principi in cui sono riconosciuti dei diritti e sono stabilite delle regole'. E' il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a ricordarlo rispondendo ai giornalisti in tema di cittadinanza agli immigrati. 'Non ci deve essere contraddizione' tra accoglienza e rispetto delle regole, spiega il Capo dello Stato ai giornalisti incontrati mentre si reca dal Sacro Convento di Assisi alla piazza di San Francesco, per partecipare alla cerimonia conclusiva del meeting dei capi religiosi. 'Chi viene nel nostro Paese per trovare lavoro - afferma - non puo' non tenere conto di questo quadro di riferimento e soprattutto se si vuole acquisire, come io mi auguro che si possa piu' facilmente acquisire la cittadinanza, bisogna riconoscersi in quei principi e quelle regole'.

"Cinque anni per diventare cittadini italiani sono pochi perche' essere cittadini vuol dire conoscere la nostra storia, la nostra cultura, ma soprattutto non e' un problema di tempo". Lo ha detto il leader di An Gianfranco Fini.
"Essere cittadini - ha aggiunto, parlando oggi pomeriggio a una manifestazione pubblica di An a Tuoro sul Trasimeno - significa in qualche modo sentirsi figli di una comunita', sentirsi figli di una Patria".
"La cittadinanza - ha continuato il presidente di Alleanza nazionale - non e' una scorciatoia per l'immigrazione: e' la gerarchia dei valori di riferimento che deve essere condivisa. Da questo punto di vista - ha osservato - e' una grande sfida culturale, e' il rapporto con l'Islam, una religione che va rispettata ma che a sua volta deve rispettare la nostra".
Per quanto riguarda l' arrivo degli immigrati clandestini in Italia, nel corso del suo comizio Fini ha aggiunto che "quando un ministro dice che sono una vergogna 3.000 dollari per pagare il negriero che ti porta sulle coste italiane, ha certamente ragione. Ma quando arriva a dire che e' meglio che lo Stato italiano si faccia carico del prezzo del biglietto del traghetto perche' possano arrivare nelle nostre coste, siamo in presenza di un' autentica follia".
"Questo perche' - ha proseguito - noi non possiamo accogliere tutti coloro che vogliono venire qui. Noi dobbiamo accogliere coloro ai quali riusciamo a garantire il lavoro perche' il lavoro da' la garanzia di integrazione. Se vengono qui e' il lavoro non ce l' hanno o non lo cercano e vivono ai margini della societa', determinano condizioni di xenofobia, di ribellione sociale, determinano quella piaga del razzismo che gli italiani non hanno mai conosciuto".
"Ecco perche' - ha detto ancora il leader di An - su questo dobbiamo continuare a tenere alta la guardia. Integrare uomini e donne di altre civilta' e' per certi aspetti un dovere, ma e' anche una necessita' perche' certi lavori i nostri figli non li fanno".
"Dobbiamo rispettare gli immigrati - ha affermato ancora Fini - ma rispettarli significa anche avere ben chiaro che ad ogni diritto si affianca un dovere. Coloro che vengono qui hanno il dovere di rispettare le nostre leggi, la nostra storia, la nostra tradizione, la nostra cultura, la nostra religione".

"La strategia che si deve seguire sui temi dell'immigrazione e' abbastanza complessa. C'e' bisogno di rispetto delle regole, di capacita' di integrazione, di saper ragionare fuori dai confini nazionali", ha detto il viceministro agli Interni Marco Minniti commentando la dichiarazione del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sul tema dell'immigrazione, a margine di un dibattito alla Festa dell'Unita' di Genova.
"Quella di Napolitano e' una posizione condivisibile - ha proseguito Minniti -. Il compito che il governo si e' dato in questi primi mesi di lavoro e' stato quello di presentare una proposta organica che sia capace di intervenire contemporaneamente su piu' temi".
"Mi pare che il quadro che viene fuori - ha concluso il viceministro - ci consentira' anche in tempi abbastanza rapidi di andare in Parlamento e presentare le proposte di modifica per la legge Bossi-Fini".
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