Martedì 9 giugno 2026
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Italia. No al permesso di soggiorno per testimoniare al processo su violenze subite da polizia. Arrestato immigrato

U.E. - ITALIA
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Anche i piu' elementari diritti quando si e' immigrati possono essere conculcati, negati, soppressi. E il tutto sotto l'egida della regolarita' amministrativa. Ne puo' essere un esempio la storia ricordata in una interrogazione parlamentare del senatore verde Mauro Bulgarelli: Said Imich, marocchino di Casablanca, 44 anni, il 2 marzo del 2003 si trovava nel Cpt di via Mattei a Bologna. Quella notte la polizia interviene dopo un tentativo di fuga, ne nasce una rissa e otto cittadini stranieri presenti nel Centro restano feriti. I segni lasciano pensare a manganellate sulla testa e sul corpo. Tra i feriti c'e' Said Imich, che subito denuncia le percosse subite da parte degli agenti. Si istruisce un processo, ma evidentemente se sei immigrato parteciparvi non fa parte dei tuoi diritti: prima la Questura e poi il Tar negano al cittadino marocchino il permesso di soggiorno per motivi di giustizia, finche' lo scorso sabato la polizia lo preleva dal dormitorio Sabatucci, sempre Bologna, dove abitava e aveva lavorato in un progetto del Comune. Ora e' rinchiuso in camera di sicurezza in attesa di essere giudicato per direttissima per aver violato la legge sull'immigrazione. Insomma, Said Imich sara' espulso nonostante debba essere testimone in un processo che deve accertare se abbia o meno subito violenza da agenti di polizia.
Ma il Pm Silvia Marzocchi, titolare del processo Cpt, ha deciso che Imich non potra' essere espulso almeno fino al 20 luglio. La decisione contro l'espulsione e' stata presa su istanza dell'avvocato Simone Sabattini, che assiste Imich. Il 20 luglio ci sara' proprio la prossima udienza. La testimonianza di Said Imich era gia' stata acquisita con un incidente probatorio, un meccanismo previsto dal codice di procedura penale che serve per anticipare una fase del dibattimento.
Nella sua decisione Marzocchi comunica alla Questura che i nove immigrati sono parti lese e testimoni e quindi "allo stato la presenza degli stranieri sul territorio e' necessaria per ragioni di giustizia e pertanto non si concede il nullaosta all'eventuale loro espulsione".
Il processo ai poliziotti era cominciato un paio di giorni prima dell'arresto dell'immigrato. Davanti al Giudice Monocratico di Bologna Manuela Melloni sono imputati un ispettore e tre agenti di polizia accusati di lesioni aggravate per il presunto pestaggio di nove immigrati, avvenuto in seguito a una rivolta nel centro di permanenza temporanea (Cpt) del capoluogo emiliano, il 2 marzo 2003. Imputati anche cinque immigrati nordafricani accusati di danneggiamento e lancio di cose.
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