Martedì 9 giugno 2026
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Italia. Novita' nel decreto legislativo in materia di soggiornanti di lungo periodo

U.E. - ITALIA
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L'avvio della sessione di Bilancio che vede impegnata in settimana tutte le Commissioni per approfondire le tabelle di rispettiva competenza e procedere all'attivita' conoscitiva preliminare di fatto blocca l'iter di numerosi progetti normativi gia' in discussione ad eccezione dei decreti legge e dei decreti legislativi. Tra questi figurano i due dlgs di recepimento delle direttive comunitarie sul diritto di ricongiungimento familiare e sullo status dei cittadini di Paesi terzi soggiornanti di lungo periodo. I due provvedimenti, infatti, sono oggi e giovedi' nuovamente all'ordine del giorno della Affari Costituzionali che ne ha avviato l'esame giovedi' scorso con le relazioni svolte, rispettivamente, da Sandro Gozi ed Alessandro Naccarato dell'Ulivo. Il primo decreto legislativo recepisce la direttiva 86/2003/CE che stabilisce norme comuni tra i Paesi europei per assicurare il diritto al ricongiungimento familiare per i cittadini di Paesi terzi legalmente residenti in Stati UE.

Questo schema normativo, oltre a prevedere disposizioni piu' favorevoli di quelle attualmente esistenti nel nostro ordinamento in favore dei familiari dei rifugiati, stabilisce che il cittdino di uno Stato terzo che ha ottenuto un permesso di soggiorno di validita' pari o superiore ad un anno e che abbia la prospettiva di poter stabilmente soggiornare in un Paesi membro ha il diritto di ricongiungersi ai propri familiari anch'essi cittadini di Paesi Terzi. Nei quattro articoli che compongono il decreto legislativo riguardante, invece, lo status dei soggiornanti di lungo periodo viene rivisto l'articolo 9 del testo unico sulla immigrazione sosituendo la carta di soggiorno con il permesso di lungo periodo rilasciato allo straniero che da almeno 5 anni abbia un permesso valido ed un reddito non inferiore all'assegno sociale annuo. Il permesso puo' essere richiesto dal lavoratore anche per i propri familiari a condizione che disponga di un alloggio con carateristiche di idoneita' igienico-sanitaria accertato dalla ASL competente. Su questi schemi di decreto legislativo si prospetta un confronto non facile tra maggioranza ed opposizione visto che alcune componenti della cdl vedono in queste disposizioni un tentativo di aggiramento della legge sugli extracomunitari varata nella scorsa legislatura.

CITTADINANZA: sostanzialmente per le stesse ragioni si registrano molte riserve da parte dei deputati della CdL nei confronti del ddl 1607 e sulle connesse proposte di modifica alla legge del 1992 sulla cittadinanza. Il dibattito svoltosi fino a giovedi' scorso in Commissione Affari Costituzionali ha posto in luce le osservazioni critiche di Carlo Giovanardi (UDC) secondo il quale la nascita nel territorio italiano del figlio di un extracomunitario non garantisce una reale integrazione ed e' inadeguato il termine di 5 anni per riconoscere il diritto visto che almeno sarebbero necessari 8 anni. Gabriele Boscetto di F.I. ha osservato che la cittadinanza non deve essere un mezzo per assicurare l'integrazione, ma il momento finale del processo itegrativo ed il periodo di permanenza stabile nel Paese per innescare il diritto di cittadinanza deve essere di 10 anni.

Su richiesta di Jole Santelli di F.I. prima di entrare nel merito del ddl governativo e delle connesse proposte di riforma della legge del 1992 bisognera' procedere ad audizioni del Ministro Amato, del Ministro Emma Bonino ed approfondire i problemi derivanti dal fatto che nella UE il contrasto alla immigrazione clandestina e' stato demandato ai singoli Stati membri visto che quelli non direttamente interessati dai flussi migratori tendono a non farsi carico del problema. Il Presidente della Commissione Luciano Violante ha concordato sulla opportunita' di prevedere anche un'audizione del Commissario Europeo Frattini. L'iter di questo provvedimento richiedera', quindi, ancora molte settimane prima con la definizione di un testo base sulla base del ddl governativo e poi discutendo le prevedibilmente numerosissime proposte di modifica.

RAZZISMO: la Commissione Affari Costituzionali, in seduta congiunta con la Esteri, domani mattina alle 8,30 procedera ad un incontro con il Relatore speciale delle Nazioni Unite sulle forme contemporanee di discriminazione raziale e xenofobia Doudou Diene.
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