Italia. Piano Ds sul crimine e norme sull'identita' degli immigrati
"Introdurre nuove norme che assicurino in modo indiscutibile l'identita' delle persone immigrate, cosi' come e' assicurata l'identita' dei cittadini italiani". E' questa una delle 10 priorita' del "Piano sicurezza - Sconfiggere il crimine e la paura" che il segretario dei Ds, Piero Fassino, ha illustrato nel corso di una conferenza stampa insieme al responsabile Istituzioni del partito, Marco Filippeschi, e quello della sicurezza Giuliano Barbolini. "Gli elementi di identificazione sono fondamentali" per garantire la sicurezza, spiega a questo proposito Filippeschi, e per questo "ci assumiamo la responsabilita' di ipotizzare proposte per l'uso delle impronte, per altro gia' avanzate da Luciano Violante, come accade in tutti i Paesi europei". Insomma, i Ds rilanciano con forza la proposta di legge presentata dal presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera e dall'on. Pietro Marcenaro dove, tra l'altro, si prevede che: "lo straniero richiedente il permesso di soggiorno, o il suo rinnovo, deve rilasciare le proprie impronte digitali; lo straniero che sia sprovvisto di documenti di identita' deve essere sottoposto a rilievi fotografici e dattiloscopici per accertarne l'identita'; deve essere negato il permesso di soggiorno a chi si occulta sotto false generalita'; sara' punito con la reclusione da uno a sei anni chi cancella le creste papillari dei polpastrelli delle dita per impedire la propria identificazione".
Il segretario della Quercia, invece, parte da un dato fondamentale: "La centralita' che oggi la questione della sicurezza individuale assume per i cittadini". E ricorda anche che "in passato a sinistra si e' guardato a questo tema con diffidenza, pensando che fosse un tema di destra. Non e' cosi'.
Anzi, e' l'aspirazione di ogni uomo e di ogni donna quello di vivere sicuri. E chi governa deve sentire forte la responsabilita' di assicurare sicurezza ai cittadini".
Ecco dunque la necessita' di elaborare un pacchetto sicurezza che i Ds metteranno in campo affiancandolo ad una "campagna di ascolto" che tocchera' le citta' di Padova, Torino, Modena, Bologna, Firenze, Napoli, Bari, Lamezia Terme, Palermo e con una manifestazione conclusiva a Genova.
In sintesi, ecco le 10 priorita' del piano: rafforzamento dei corpi di polizia e miglioramento dei loro trattamenti; coordinamento tra apparati di polizia e servizi di sicurezza; coordinamento tra Polizia di Stato e polizie locali; accordi Stato-Enti locali per politiche urbane di sicurezza; rilancio delle misure di contrasto alle mafie; e alle loro attivita' economiche illegali; programmi straordinari Stato-Enti locali contro la violenza alle donne, all'infanzia, alla microcriminalita' urbana; potenziamento della ricerca finalizzata a tecnologie e sistemi di sicurezza; sviluppo di politiche contro la marginalita' sociale e la devianza minorile; potenziamento di risorse, organici e strumenti dell'amministrazione giudiziaria; programmi di ammodernamento del sistema penitenziario; politiche di integrazione dell'immigrazione legale di contrasto alla clandestinita' e al suo traffico.
Secondo Fassino "battersi per la sicurezza significa agire su quattro fronti: educazione alla legalita' per battere fenomeni come il bullismo, e qui la scuola e' centrale; politiche sociali che incidano sulla poverta', il degrado e la devianza; efficace azione di prevenzione e di repressione dello Stato e della Polizia; un'amministrazione della giustizia rapida, sicura ed efficiente".
Barbolini sottolinea che "la sicurezza e' un bene che si produce localmente". Serve, quindi "un profilo nazionale degli interventi, ma poi fondamentale e' il profilo di intervento territoriale".
Per questo, dice, "si deve aprire una stagione di patti e accordi territoriali tra Stato, le sue articolazioni periferiche e le istituzioni locali per mettere a fuoco progetti territoriali di sicurezza e che variano da luogo a luogo".
Il segretario della Quercia, invece, parte da un dato fondamentale: "La centralita' che oggi la questione della sicurezza individuale assume per i cittadini". E ricorda anche che "in passato a sinistra si e' guardato a questo tema con diffidenza, pensando che fosse un tema di destra. Non e' cosi'.
Anzi, e' l'aspirazione di ogni uomo e di ogni donna quello di vivere sicuri. E chi governa deve sentire forte la responsabilita' di assicurare sicurezza ai cittadini".
Ecco dunque la necessita' di elaborare un pacchetto sicurezza che i Ds metteranno in campo affiancandolo ad una "campagna di ascolto" che tocchera' le citta' di Padova, Torino, Modena, Bologna, Firenze, Napoli, Bari, Lamezia Terme, Palermo e con una manifestazione conclusiva a Genova.
In sintesi, ecco le 10 priorita' del piano: rafforzamento dei corpi di polizia e miglioramento dei loro trattamenti; coordinamento tra apparati di polizia e servizi di sicurezza; coordinamento tra Polizia di Stato e polizie locali; accordi Stato-Enti locali per politiche urbane di sicurezza; rilancio delle misure di contrasto alle mafie; e alle loro attivita' economiche illegali; programmi straordinari Stato-Enti locali contro la violenza alle donne, all'infanzia, alla microcriminalita' urbana; potenziamento della ricerca finalizzata a tecnologie e sistemi di sicurezza; sviluppo di politiche contro la marginalita' sociale e la devianza minorile; potenziamento di risorse, organici e strumenti dell'amministrazione giudiziaria; programmi di ammodernamento del sistema penitenziario; politiche di integrazione dell'immigrazione legale di contrasto alla clandestinita' e al suo traffico.
Secondo Fassino "battersi per la sicurezza significa agire su quattro fronti: educazione alla legalita' per battere fenomeni come il bullismo, e qui la scuola e' centrale; politiche sociali che incidano sulla poverta', il degrado e la devianza; efficace azione di prevenzione e di repressione dello Stato e della Polizia; un'amministrazione della giustizia rapida, sicura ed efficiente".
Barbolini sottolinea che "la sicurezza e' un bene che si produce localmente". Serve, quindi "un profilo nazionale degli interventi, ma poi fondamentale e' il profilo di intervento territoriale".
Per questo, dice, "si deve aprire una stagione di patti e accordi territoriali tra Stato, le sue articolazioni periferiche e le istituzioni locali per mettere a fuoco progetti territoriali di sicurezza e che variano da luogo a luogo".
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