Italia. Provincia di Genova. Immigrazione media al 4,5% con punte dell' 11,6%
Un'incidenza media di immigrati sulla popolazione della provincia di Genova del 4,7 per cento con punte sino all'11,6 per cento: lo calcola il 'Terzo rapporto sull'immigrazione a Genova', promosso dalla Provincia e dal Centro studi Medi', con i contributi della Compagnia di San Paolo di Torino e presentato stamane.
Il Rapporto, a cura di Massimo Ambrosini, Andrea Torre e Luca Queirolo Palmas (Fratelli Frilli editore), per la prima volta, analizzando dati Istat (oltre a quelli del Ministero degli Interni), presenta anche un'analisi dettagliata della presenza della popolazione straniera nei diversi comuni della Provincia e diventa "uno strumento utilizzabile anche per i decisori pubblici", ha rilevato Torre.
Rispetto alla popolazione residente, l'incidenza maggiore degli stranieri resta in alcuni comuni dell'entroterra, come Mezzanego (11,4 per cento) dove su 1600 abitanti 161 arrivano da altri paesi. "L'immigrazione nell'entroterra ha una valenza sempre piu' marcata specie in Valle Scrivia, Val Trebbia e Val d'Aveto", ha detto l'assessore provinciale alle politiche sociali, Angelo Giulio Torti.
Secondo l'Istat, alla fine del 2004 nella Provincia di Genova erano oltre 36 mila gli stranieri regolarmente registrati e quasi 67 mila gli immigrati in tutta la Liguria, ma le stime (di Dossier Caritas/Migrantes) parlano di numeri piu' alti: oltre 40 mila a Genova e oltre 72 mila in Liguria.
Da un lato la comunita' piu' numerosa resta quella ecuadoriana (32 per cento) seguita da quella albanese (12 per cento) e marocchina (9 per cento), con l'accentuazione di fortissimi legami culturali e politici col paese di provenienza, tanto da parlare di 'migrazioni trasnazionali', come fa Ambrosini nell'introduzione.
Cosi' continuano a crescere gli studenti immigrati nelle scuole di ogni grado: "c'e' un'evoluzione continua - ha detto Torre - con punte sino al 20-25 per cento negli Istituti tecnici. Anche qui prevale la comunita' ecuadoriana che arriva a quasi il 50 per cento rispetto al totale degli alunni stranieri presenti nelle scuole di ogni grado. A questo proposito - ha osservato il sociologo - sarebbe utile studiare dei supporti personalizzati per aiutare le famiglie nella scelta scolastica, privilegiando, per chi ne ha, le propensioni anche per altre scuole, come i licei".
Il rapporto, ha insistito il presidente della Fondazione San Paolo, vuole servire come traccia per il vivere civile: "e' il terzo anno che sosteniamo il Centro Medi' e il suo rapporto per la validita' scientifica, culturale e umana - ha detto Caselli - Il nostro obiettivo prioritario e' lo studio dei fenomeni connessi all'integrazione degli immigrati, un'integrazione non subalterna, ne' funzionale, ma di vera partecipazione alla vita delle citta'".
Lo studio si conclude con alcune ricerche recenti sulla prostituzione delle migranti, l'immigrazione giovane e vecchia da due zone rurali del Marocco e una ricerca sulle bande dei latinos.
Il Centro Studi Medi' e' formato da Federazione regionale Solidarieta' e lavoro, Consorio sociale Agora', Fondazione Auxilium,, Provincia religiosa di San Benedetto di Don Orione e la Cooperativa La Salle.
Il Rapporto, a cura di Massimo Ambrosini, Andrea Torre e Luca Queirolo Palmas (Fratelli Frilli editore), per la prima volta, analizzando dati Istat (oltre a quelli del Ministero degli Interni), presenta anche un'analisi dettagliata della presenza della popolazione straniera nei diversi comuni della Provincia e diventa "uno strumento utilizzabile anche per i decisori pubblici", ha rilevato Torre.
Rispetto alla popolazione residente, l'incidenza maggiore degli stranieri resta in alcuni comuni dell'entroterra, come Mezzanego (11,4 per cento) dove su 1600 abitanti 161 arrivano da altri paesi. "L'immigrazione nell'entroterra ha una valenza sempre piu' marcata specie in Valle Scrivia, Val Trebbia e Val d'Aveto", ha detto l'assessore provinciale alle politiche sociali, Angelo Giulio Torti.
Secondo l'Istat, alla fine del 2004 nella Provincia di Genova erano oltre 36 mila gli stranieri regolarmente registrati e quasi 67 mila gli immigrati in tutta la Liguria, ma le stime (di Dossier Caritas/Migrantes) parlano di numeri piu' alti: oltre 40 mila a Genova e oltre 72 mila in Liguria.
Da un lato la comunita' piu' numerosa resta quella ecuadoriana (32 per cento) seguita da quella albanese (12 per cento) e marocchina (9 per cento), con l'accentuazione di fortissimi legami culturali e politici col paese di provenienza, tanto da parlare di 'migrazioni trasnazionali', come fa Ambrosini nell'introduzione.
Cosi' continuano a crescere gli studenti immigrati nelle scuole di ogni grado: "c'e' un'evoluzione continua - ha detto Torre - con punte sino al 20-25 per cento negli Istituti tecnici. Anche qui prevale la comunita' ecuadoriana che arriva a quasi il 50 per cento rispetto al totale degli alunni stranieri presenti nelle scuole di ogni grado. A questo proposito - ha osservato il sociologo - sarebbe utile studiare dei supporti personalizzati per aiutare le famiglie nella scelta scolastica, privilegiando, per chi ne ha, le propensioni anche per altre scuole, come i licei".
Il rapporto, ha insistito il presidente della Fondazione San Paolo, vuole servire come traccia per il vivere civile: "e' il terzo anno che sosteniamo il Centro Medi' e il suo rapporto per la validita' scientifica, culturale e umana - ha detto Caselli - Il nostro obiettivo prioritario e' lo studio dei fenomeni connessi all'integrazione degli immigrati, un'integrazione non subalterna, ne' funzionale, ma di vera partecipazione alla vita delle citta'".
Lo studio si conclude con alcune ricerche recenti sulla prostituzione delle migranti, l'immigrazione giovane e vecchia da due zone rurali del Marocco e una ricerca sulle bande dei latinos.
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