Italia. Quasi 60% famiglie migranti vuole rimanare in Italia
Un futuro 'italiano' per se' e per i propri figli. Aspira a questo quasi il 60% delle famiglie di immigrati residenti nel nostro Paese. Lo rivela la ricerca "Famiglie migranti" realizzata dall'Iref-Acli intervistando un campione rappresentativo di mille famiglie immigrate di oltre 31 nazionalita' diverse.
Dall'indagine emerge pure che per il 58% delle famiglie migranti il diritto di voto rappresenterebbe il primo passo per non sentirsi piu' trattate da straniere. Un dato che ben si concilia con l'ipotesi prospettata ieri dal ministro dell' Interno, Giuliano Amato, in occasione della presentazione del rapporto Iref-Acli, di garantire la cittadinanza agli immigrati che vivono in Italia da 5 anni. "Se vogliamo dare il diritto di voto a chi e' radicato nel territorio - ha osservato Amato - facciamo prima a dargli la cittadinanza". E, sempre in tema di cittadinanza, il ministro per la Famiglia, Rosy Bindi, anche lei presente all'incontro, ha fatto notare che se un bimbo cinese parla perfettamente bolognese ha tutto il diritto di essere considerato a tutti gli effetti cittadino italiano.
Insomma, dal Governo sono arrivate significative "aperture" rispetto alle esigenze degli extracomunitari che risiedono in Italia. Esigenze che, secondo le Acli, potrebbero essere tenute in conto anche "esportando" il "modello Modena": azzerare, cioe', l'Ici sull'immobile affittato, con canone agevolato, alle categorie piu' svantaggiate, tra cui, ovviamente, le famiglie di immigrati stabilmente residenti in Italia.
CON BOSSI-FINI INGRESSI PER LAVORO AUMENTATI SOLO 2% - Il numero di ingressi irregolari pare in costante calo: dal 38% di chi entrato in Italia piu' di 8 anni fa, al 32% di chi e' giunto nel nostro Paese sotto la Turco-Napolitano (da 5 a 8 anni fa), al 24% di chi e' arrivato da meno di 4 anni, cioe' sotto la legge Bossi-Fini. Ma il dato piu' significativo riguarda gli ingressi per lavoro. Sebbene la Bossi-Fini fosse stata pensata proprio per favorire l'immigrazione a scopo lavorativo, questi visti sono aumentati solo del 2% rispetto al regime legislativo precedente (con la Turco-Napolitano si era registrato un incremento del 6%).
COPPIE GIOVANI CHE LAVORANO COME OPERAI O COLF - Le famiglie di immigrati che vivono in Italia sono costituite per lo piu' da coppie giovani (65% sotto i 40 anni), di media o alta istruzione (72%), con uno o piu' figli (56%). A fronte di un 30% di famiglie nelle quali lavora solo una persona, la gran parte dei nuclei intervistati (56%) e' caratterizzato da due persone occupate. Ben il 43% degli intervistati lavora come operaio e il 14% come collaboratore domestico. Lavori a bassa qualifica professionale e, molto spesso, a termine: il 61% dei rispondenti ha cambiando lavoro due o piu' volte da quando vive in Italia. Quanto al reddito delle famiglie immigrate e' schiacciato sulla fascia bassa, considerando che il 45% ha un reddito familiare compreso tra i 500 e i 1.200 euro e il 35% non supera i 2.000 euro. Non a caso la meta' degli intervistati (51%) ha dichiarato di aver avuto nell'ultimo anno difficolta' nel sostenere i consumi primari della propria famiglia (acquisto di generi alimentari, bollette, affitto, ecc.); il 20% in piu' di quanto registrato dall'Iref per le famiglie italiane.
TRA MAGGIORI OSTACOLI LA DIFFICOLTA' DI TROVARE CASA - Gli ostacoli piu' grandi che le famiglie migranti incontrano vivendo nel nostro paese sono la difficolta' di trovare una casa (22%) e un lavoro (18%), due fronti per i quali vorrebbero assistenza. Ma chiedono anche maggiore tutela legale (11%) e assistenza sanitaria (10%), corsi di formazione professionale (9%) o di lingua italiana (7%); il sostegno, infine, di mediatori culturali (6%). In caso di necessita', allo stato attuale, quasi una famiglia su quattro (24%) chiede aiuto all'interno della propria cerchia di conoscenze immigrate (connazionali e non). MA BILANCIO E' NONOSTANTE TUTTO POSITIVO - Malgrado le difficolta' economiche e l'endemica carenza di servizi di sostegno, gran parte delle famiglie migranti sostiene, tuttavia, di aver migliorato (molto o abbastanza) le proprie condizioni da quando vive in Italia (50%), a fronte di una minoranza che non ha registrato alcun miglioramento (13%) e di una quota residuale per cui sono addirittura peggiorate (2%).
"L'unico cinismo e' quello della sinistra, che vuole riempire le strade di clandestini, aprendo le frontiere e chiudendo i Cpt". Cosi' Isabella Bertolini, deputato di Forza Italia, gia' relatrice parlamentare della legge Bossi- Fini, commenta le dichiarazioni del ministro della Famiglia, Rosy Bindi, intervenuta alla presentazione del primo rapporto nazionale "Famiglie migranti", realizzato dall'Iref, istituto di ricerca delle Acli.
"Il ministro Bindi ci risparmi- continua Bertolini- la sua ideologica lezioncina. La legge Bossi-Fini ha corretto i disastri fatti dalla sinistra garantendo risultati concreti nel contrasto all'immigrazione clandestina. Da sinistra registriamo invece, ancora un volta, una montagna di demagogia, di falsita' ed un desolante vuoto di proposte e strategie".
Secondo il deputato di Forza Italia, "non e' certamente aprendo le frontiere a tutti, con la promessa di regolarizzare subito tutti i clandestini, che si fa il bene dell'Italia". Critiche anche per la commissione Amato che ispezionera' i centri di permanenza temporanea, questo infatti "fa solo il gioco della sinistra estrema e delegittima, di fatto, l'operato di chi ogni giorno lavora affinche' questi centri continuino a garantire l'importante ed insostituibile funzione per la quale sono nati.
"La sinistra- conclude Bertolini- anche sul tema dell'immigrazione, non e' capace di fare nulla di buono per l'Italia. Anche gli elettori del centro sinistra se ne sono accorti".
"La Bossi-Fini sarebbe tutta da rifare? E' un non senso: questa è la prima riforma fatta in Italia sull'immigrazione e dice semplicemente che qui si viene per lavorare e non per delinquere". Lo ha detto il coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord e vicepresidente del Senato Roberto Calderoli, intervistato su Radio Padania, dopo che ieri il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, ha annunciato di volere presentare in un pacchetto unico le varie modifiche che il centrosinistra intende apportare alla legge Bossi-Fini sull'immigrazione.
Per Calderoli la maggioranza di Governo, modificando la legge, decide di "andare anche contro ciò che l'Europa ha ritenuto giusto e di trasformare l'Italia in un hotel 4 stelle per gli extracomunitari". In particolare, l'ex ministro delle Riforme polemizza con il ministro Bindi, che ha annunciato di volere estendere anche agli immigrati il bonus bebè: "Si vuole dare il bonus bebè ai figli degli extracomunitri - ha detto Calderoli - imponendo ai cittadini italiani una serie di spese e oneri aggiuntivi tutti a vantaggio degli extracomunitari. E' paradossale".
"Mi fa piacere sentire Visco - ha quindi rilevato - che dice che per finanziare questo bonus andrà a tassare i figli di Berlusconi, ma insieme a quelli tasserà anche i figli di qualcun altro". Del resto, che la situazione dei conti pubblici non sia grave come la sinistra andava dicendo lo dimostra l'Istat, che parla di una riduzione del debito pubblico e di un aumento della crescita. I giornali però ci vendono una situazione catastrofica che vuole giustificare la futura stangata: ora ci si renderà conto di quello che vuol dire avere votato a sinistra".
"Altro che cinica la legge Bossi-Fini, la verita' e' che questo Governo vuole far entrare milioni di immigrati. E piu' si parla di allargare le maglie, piu' gli immigrati clandestini partono dai Paesi di origine". Con queste parole Roberto Cota, segretario nazionale della Lega Nord Piemont, risponde alle dichiarazioni del ministro Bindi circa l'inadeguatezza, il cinismo e l'ingiustizia sull'attuale legge sull'immigrazione.
"Semmai - conclude Cota - non e' la legge Bossi-Fini ad essere inadeguata, ma certi ministri di questo Governo".
Dall'indagine emerge pure che per il 58% delle famiglie migranti il diritto di voto rappresenterebbe il primo passo per non sentirsi piu' trattate da straniere. Un dato che ben si concilia con l'ipotesi prospettata ieri dal ministro dell' Interno, Giuliano Amato, in occasione della presentazione del rapporto Iref-Acli, di garantire la cittadinanza agli immigrati che vivono in Italia da 5 anni. "Se vogliamo dare il diritto di voto a chi e' radicato nel territorio - ha osservato Amato - facciamo prima a dargli la cittadinanza". E, sempre in tema di cittadinanza, il ministro per la Famiglia, Rosy Bindi, anche lei presente all'incontro, ha fatto notare che se un bimbo cinese parla perfettamente bolognese ha tutto il diritto di essere considerato a tutti gli effetti cittadino italiano.
Insomma, dal Governo sono arrivate significative "aperture" rispetto alle esigenze degli extracomunitari che risiedono in Italia. Esigenze che, secondo le Acli, potrebbero essere tenute in conto anche "esportando" il "modello Modena": azzerare, cioe', l'Ici sull'immobile affittato, con canone agevolato, alle categorie piu' svantaggiate, tra cui, ovviamente, le famiglie di immigrati stabilmente residenti in Italia.
CON BOSSI-FINI INGRESSI PER LAVORO AUMENTATI SOLO 2% - Il numero di ingressi irregolari pare in costante calo: dal 38% di chi entrato in Italia piu' di 8 anni fa, al 32% di chi e' giunto nel nostro Paese sotto la Turco-Napolitano (da 5 a 8 anni fa), al 24% di chi e' arrivato da meno di 4 anni, cioe' sotto la legge Bossi-Fini. Ma il dato piu' significativo riguarda gli ingressi per lavoro. Sebbene la Bossi-Fini fosse stata pensata proprio per favorire l'immigrazione a scopo lavorativo, questi visti sono aumentati solo del 2% rispetto al regime legislativo precedente (con la Turco-Napolitano si era registrato un incremento del 6%).
COPPIE GIOVANI CHE LAVORANO COME OPERAI O COLF - Le famiglie di immigrati che vivono in Italia sono costituite per lo piu' da coppie giovani (65% sotto i 40 anni), di media o alta istruzione (72%), con uno o piu' figli (56%). A fronte di un 30% di famiglie nelle quali lavora solo una persona, la gran parte dei nuclei intervistati (56%) e' caratterizzato da due persone occupate. Ben il 43% degli intervistati lavora come operaio e il 14% come collaboratore domestico. Lavori a bassa qualifica professionale e, molto spesso, a termine: il 61% dei rispondenti ha cambiando lavoro due o piu' volte da quando vive in Italia. Quanto al reddito delle famiglie immigrate e' schiacciato sulla fascia bassa, considerando che il 45% ha un reddito familiare compreso tra i 500 e i 1.200 euro e il 35% non supera i 2.000 euro. Non a caso la meta' degli intervistati (51%) ha dichiarato di aver avuto nell'ultimo anno difficolta' nel sostenere i consumi primari della propria famiglia (acquisto di generi alimentari, bollette, affitto, ecc.); il 20% in piu' di quanto registrato dall'Iref per le famiglie italiane.
TRA MAGGIORI OSTACOLI LA DIFFICOLTA' DI TROVARE CASA - Gli ostacoli piu' grandi che le famiglie migranti incontrano vivendo nel nostro paese sono la difficolta' di trovare una casa (22%) e un lavoro (18%), due fronti per i quali vorrebbero assistenza. Ma chiedono anche maggiore tutela legale (11%) e assistenza sanitaria (10%), corsi di formazione professionale (9%) o di lingua italiana (7%); il sostegno, infine, di mediatori culturali (6%). In caso di necessita', allo stato attuale, quasi una famiglia su quattro (24%) chiede aiuto all'interno della propria cerchia di conoscenze immigrate (connazionali e non). MA BILANCIO E' NONOSTANTE TUTTO POSITIVO - Malgrado le difficolta' economiche e l'endemica carenza di servizi di sostegno, gran parte delle famiglie migranti sostiene, tuttavia, di aver migliorato (molto o abbastanza) le proprie condizioni da quando vive in Italia (50%), a fronte di una minoranza che non ha registrato alcun miglioramento (13%) e di una quota residuale per cui sono addirittura peggiorate (2%).
"L'unico cinismo e' quello della sinistra, che vuole riempire le strade di clandestini, aprendo le frontiere e chiudendo i Cpt". Cosi' Isabella Bertolini, deputato di Forza Italia, gia' relatrice parlamentare della legge Bossi- Fini, commenta le dichiarazioni del ministro della Famiglia, Rosy Bindi, intervenuta alla presentazione del primo rapporto nazionale "Famiglie migranti", realizzato dall'Iref, istituto di ricerca delle Acli.
"Il ministro Bindi ci risparmi- continua Bertolini- la sua ideologica lezioncina. La legge Bossi-Fini ha corretto i disastri fatti dalla sinistra garantendo risultati concreti nel contrasto all'immigrazione clandestina. Da sinistra registriamo invece, ancora un volta, una montagna di demagogia, di falsita' ed un desolante vuoto di proposte e strategie".
Secondo il deputato di Forza Italia, "non e' certamente aprendo le frontiere a tutti, con la promessa di regolarizzare subito tutti i clandestini, che si fa il bene dell'Italia". Critiche anche per la commissione Amato che ispezionera' i centri di permanenza temporanea, questo infatti "fa solo il gioco della sinistra estrema e delegittima, di fatto, l'operato di chi ogni giorno lavora affinche' questi centri continuino a garantire l'importante ed insostituibile funzione per la quale sono nati.
"La sinistra- conclude Bertolini- anche sul tema dell'immigrazione, non e' capace di fare nulla di buono per l'Italia. Anche gli elettori del centro sinistra se ne sono accorti".
"La Bossi-Fini sarebbe tutta da rifare? E' un non senso: questa è la prima riforma fatta in Italia sull'immigrazione e dice semplicemente che qui si viene per lavorare e non per delinquere". Lo ha detto il coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord e vicepresidente del Senato Roberto Calderoli, intervistato su Radio Padania, dopo che ieri il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, ha annunciato di volere presentare in un pacchetto unico le varie modifiche che il centrosinistra intende apportare alla legge Bossi-Fini sull'immigrazione.
Per Calderoli la maggioranza di Governo, modificando la legge, decide di "andare anche contro ciò che l'Europa ha ritenuto giusto e di trasformare l'Italia in un hotel 4 stelle per gli extracomunitari". In particolare, l'ex ministro delle Riforme polemizza con il ministro Bindi, che ha annunciato di volere estendere anche agli immigrati il bonus bebè: "Si vuole dare il bonus bebè ai figli degli extracomunitri - ha detto Calderoli - imponendo ai cittadini italiani una serie di spese e oneri aggiuntivi tutti a vantaggio degli extracomunitari. E' paradossale".
"Mi fa piacere sentire Visco - ha quindi rilevato - che dice che per finanziare questo bonus andrà a tassare i figli di Berlusconi, ma insieme a quelli tasserà anche i figli di qualcun altro". Del resto, che la situazione dei conti pubblici non sia grave come la sinistra andava dicendo lo dimostra l'Istat, che parla di una riduzione del debito pubblico e di un aumento della crescita. I giornali però ci vendono una situazione catastrofica che vuole giustificare la futura stangata: ora ci si renderà conto di quello che vuol dire avere votato a sinistra".
"Altro che cinica la legge Bossi-Fini, la verita' e' che questo Governo vuole far entrare milioni di immigrati. E piu' si parla di allargare le maglie, piu' gli immigrati clandestini partono dai Paesi di origine". Con queste parole Roberto Cota, segretario nazionale della Lega Nord Piemont, risponde alle dichiarazioni del ministro Bindi circa l'inadeguatezza, il cinismo e l'ingiustizia sull'attuale legge sull'immigrazione.
"Semmai - conclude Cota - non e' la legge Bossi-Fini ad essere inadeguata, ma certi ministri di questo Governo".
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