Italia. Senato approva mozione dell'Unione sui flussi
L'assemblea del Senato ha approvato con 151 voti a favore, 143 contrari e nessun astenuto la mozione dell'Unione (primo firmatario Massimo Livi Bacci) in tema di flussi migratori. Bocciata, con 151 no e 147 si' la mozione unitaria della Cdl.
Ma il dato politico balzato con piu' evidenza nel corso della seduta, e' stato purtroppo il completo caos, con urla e proteste contro i 'pianisti', che si e' venuto a creare durante le votazioni.
Dieci minuti di bagarre totale in Aula al Senato, interminabili e imbarazzanti: tanto si e' protratto il voto per bocciare la mozione unitaria della Cdl. Il presidente Marini ha tentato ogni tipo di richiamo all'ordine, cedendo anche alle mozioni degli affetti. Come un buon padre di famiglia ha pure sommessamente ricordato ai senatori in Aula che 'ci sono anche cittadini che stanno seguendo questo spettacolo...'.
Tutto inutile. I continui richiami affinche' i senatori sedessero al proprio posto al momento del voto, sono caduti nel voto, tanto che alla fine anche Marini e' sbottato in un 'qui non basta neppure un plotone per rimettere ordine!'.
Faticosamente Marini ha quindi chiuso le votazioni, ma all'ultimo momento con chiarezza implacabile il tabellone elettronico ha evidenziato una breve raffica di luci che si sono tempestivamente accese: poco meno di una decina di voti dell'ultimo momento, nelle fila dell'opposizione, che non sono comunque bastate a sovvertire l'esito negativo per la mozione Cdl.
Al termine della seduta molti gli interventi da parte di senatori che hanno sollecitato il presidente a trovare soluzione al problema del voto evitando confusioni. Marini e' stato da piu' parti invitato ad essere meno conciliante e piu' incisivo, anche sospendendo l'Aula finche' l'ordine non fosse ristabilito. Il senatore An, Francesco Storace, affiancato poi dal collega di partito Gramazio, invece ha denunciato 'intimidazioni' e 'provocazioni' da parte di senatori della maggioranza al momento del voto. Storace ha chiesto a Marini che si frapponesse al tentativo 'da parte di energumeni' di fare 'minacce' denuciando 'provocazioni che continuo a subire'. Per avere ordine nell'emiciclo, ha poi aggiunto 'bastano i segretari, non abbiamo bisogno del servizio d'ordine'.
Ma il dato politico balzato con piu' evidenza nel corso della seduta, e' stato purtroppo il completo caos, con urla e proteste contro i 'pianisti', che si e' venuto a creare durante le votazioni.
Dieci minuti di bagarre totale in Aula al Senato, interminabili e imbarazzanti: tanto si e' protratto il voto per bocciare la mozione unitaria della Cdl. Il presidente Marini ha tentato ogni tipo di richiamo all'ordine, cedendo anche alle mozioni degli affetti. Come un buon padre di famiglia ha pure sommessamente ricordato ai senatori in Aula che 'ci sono anche cittadini che stanno seguendo questo spettacolo...'.
Tutto inutile. I continui richiami affinche' i senatori sedessero al proprio posto al momento del voto, sono caduti nel voto, tanto che alla fine anche Marini e' sbottato in un 'qui non basta neppure un plotone per rimettere ordine!'.
Faticosamente Marini ha quindi chiuso le votazioni, ma all'ultimo momento con chiarezza implacabile il tabellone elettronico ha evidenziato una breve raffica di luci che si sono tempestivamente accese: poco meno di una decina di voti dell'ultimo momento, nelle fila dell'opposizione, che non sono comunque bastate a sovvertire l'esito negativo per la mozione Cdl.
Al termine della seduta molti gli interventi da parte di senatori che hanno sollecitato il presidente a trovare soluzione al problema del voto evitando confusioni. Marini e' stato da piu' parti invitato ad essere meno conciliante e piu' incisivo, anche sospendendo l'Aula finche' l'ordine non fosse ristabilito. Il senatore An, Francesco Storace, affiancato poi dal collega di partito Gramazio, invece ha denunciato 'intimidazioni' e 'provocazioni' da parte di senatori della maggioranza al momento del voto. Storace ha chiesto a Marini che si frapponesse al tentativo 'da parte di energumeni' di fare 'minacce' denuciando 'provocazioni che continuo a subire'. Per avere ordine nell'emiciclo, ha poi aggiunto 'bastano i segretari, non abbiamo bisogno del servizio d'ordine'.
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