Italia. Si apre il cantiere dei cattolici di Retinopera
Riparte da Vallombrosa il cantiere dei cattolici italiani. Sessant'anni dopo Camaldoli e con "lo stile di chi abita la frontiera", i cattolici che si ritrovano nella sigla Retinopera vogliono aprire "un nuovo grande cantiere per costruire un'agenda sociale, a servizio del Paese e della Democrazia". E' questo l'impegno ed il progetto "urgente e necessario" lanciato e sostenuto dal coordinamento in vista del Convegno di Verona che vedra' riuniti gli "stati generali" della Chiesa Italiana. In quell'occasione, del resto, "Retinopera" sara' tra i protagonisti: a Verona una delle relazioni di base sara' tenuta da Paola Bignardi, gia' presidente dell'Azione Cattolica e oggi tra i promotori del nuovo organismo, una scelta del Comitato preparatorio presieduto dal cardinale di Milano Dionigi Tettamanzi che testimonia un'indicazione della Cei a favore di questa formula. L'appuntamento a Vallombrosa, nella storica abbazia benedettina in provincia di Firenze, e' per il 7 luglio. Il seminario si protrarra' fino al 9, sul tema "Citta' e coscienza civile".
L'intento di Retinopera e' quello di rilanciare le citta', come luogo concreto in cui forgiare e mettere alla prova nuove sintesi di azione sociale e culturale ispirate cristianamente, spiega un comunicato.
L'Agenda di Retinopera propone "un metodo di lavoro, capace di coinvolgere le comunita' locali e il tessuto associativo: elaborazione culturale, proposta sociale, confronto politico e mobilitazione pubblica". Il primo punto riguarda la promozione della vita come nuova questione sociale. "Sul tavolo le prime due proposte, sulla scia dei recenti referendum sulla legge 40: investire da subito e in maniera significativa, fin dalle prossime Finanziarie, nei progetti di ricerca sulle cellule staminali adulte, che rappresentano oggi una concreta speranza per la cura di molte malattie; ripensare le attuali normative in materia di adozione e di affido, per realizzare concretamente il diritto dei bambini abbandonati ad essere amati, educati e cresciuti in una famiglia".
Il secondo punto dell'Agenda di Retinopera riguarda "le frontiere su cui si gioca il futuro della democrazia": la pace e la cooperazione tra i popoli. "Fondamentale il ruolo dell'Europa: l'istituzione di un servizio civile europeo, forse anche obbligatorio, potrebbe essere lo strumento per dare forma, a partire dai giovani, ad una cittadinanza europea condivisa e aperta al mondo".
Terza questione: l'immigrazione. "Occorre abbandonare l'atteggiamento difensivo per arrivare a vedere nei flussi migratori un'opportunita' di sviluppo e non un problema sociale. Le leggi devono riconoscere i diritti degli immigrati, dall'accoglienza all'integrazione al diritto d'asilo. Va rivista la normativa sulla cittadinanza a partire dai figli minori nati in Italia. Si deve facilitare la partecipazione sociale e politica degli stranieri a livello locale, attraverso il diritto di voto amministrativo per i residenti legali di lunga data".
L'intento di Retinopera e' quello di rilanciare le citta', come luogo concreto in cui forgiare e mettere alla prova nuove sintesi di azione sociale e culturale ispirate cristianamente, spiega un comunicato.
L'Agenda di Retinopera propone "un metodo di lavoro, capace di coinvolgere le comunita' locali e il tessuto associativo: elaborazione culturale, proposta sociale, confronto politico e mobilitazione pubblica". Il primo punto riguarda la promozione della vita come nuova questione sociale. "Sul tavolo le prime due proposte, sulla scia dei recenti referendum sulla legge 40: investire da subito e in maniera significativa, fin dalle prossime Finanziarie, nei progetti di ricerca sulle cellule staminali adulte, che rappresentano oggi una concreta speranza per la cura di molte malattie; ripensare le attuali normative in materia di adozione e di affido, per realizzare concretamente il diritto dei bambini abbandonati ad essere amati, educati e cresciuti in una famiglia".
Il secondo punto dell'Agenda di Retinopera riguarda "le frontiere su cui si gioca il futuro della democrazia": la pace e la cooperazione tra i popoli. "Fondamentale il ruolo dell'Europa: l'istituzione di un servizio civile europeo, forse anche obbligatorio, potrebbe essere lo strumento per dare forma, a partire dai giovani, ad una cittadinanza europea condivisa e aperta al mondo".
Terza questione: l'immigrazione. "Occorre abbandonare l'atteggiamento difensivo per arrivare a vedere nei flussi migratori un'opportunita' di sviluppo e non un problema sociale. Le leggi devono riconoscere i diritti degli immigrati, dall'accoglienza all'integrazione al diritto d'asilo. Va rivista la normativa sulla cittadinanza a partire dai figli minori nati in Italia. Si deve facilitare la partecipazione sociale e politica degli stranieri a livello locale, attraverso il diritto di voto amministrativo per i residenti legali di lunga data".
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