Italia. Sindacati: pronti ad aiutare sportelli unici dell'immigrazione
Il ministro della Solidarieta' sociale Paolo Ferrero si appella ai patronati per dare supporto al lavoro degli sportelli unici dell'immigrazione delle Prefetture e per tutta risposta gli uffici immigrazione dei sindacati si dicono pronti a collaborare affinche', entro i prossimi mesi, si sblocchino i ritardi che hanno finora congelato la regolarizzazione di 170.000 immigrati. Una situazione che rischia di aggravarsi dopo la decisione dell'attuale Governo di concedere altri 350.000 ingressi andando a coprire sostanzialmente le oltre 500.000 domande di regolarizzazione giunte col decreto. E se i sindacati si lasciano coinvolgere per fronteggiare l'emergenza, chiedono che a lungo termine tutta la 'burocrazia dell'immigrazione', come il rinnovo dei permessi di soggiorno, passi direttamente ai Comuni.
"I ritardi accumulati da Poste italiane, incaricate da ricevere le domande di regolarizzazione per gli immigrati sono stati fuori dalla realta' - spiega all'ADNKRONOS il segretario confederale della Uil Guglielmo Loy, addetto alle Politiche migratorie - Ora a questa situazione se ne aggiunge un'altra: questo Governo, interpretando la legge, ha giustamente deciso di allargare il numero delle domande da accogliere coprendo in sostanza tutte le oltre 500.000 domande di regolarizzazione presentate. Credo che l'unica alternativa per fare in modo che gli immigrati che sono rientrati nel decreto flussi ottengano la regolarizzazione effettiva sia verificare i motivi per cui le Poste hanno accumulato questi ritardi, eventualmente e se necessario revocare questo accordo e fare un'operazione di straordinario investimento sulle prefetture, attraverso assunzioni a tempo indeterminato o affidando compiti esternamente".
"Abbiamo fatto anche noi la proposta di contribuire genericamente a sbrigare le pratiche - prosegue Loy - I primi di agosto abbiamo avuto un incontro con il ministro Ferrero che ha ipotizzato una straordinaria richiesta di aiuto, noi abbiamo dato la nostra disponibilita' anche se attendiamo di sapere come si potra' concretizzare".
Come spiega Piero Soldini, responsabile immigrazione della Cgil nazionale, "durante l'estate torna puntualmente la psicosi dell'assedio degli sbarchi, costellata anche di tragedie che si consumano nel Mediterraneo. Una situazione preoccupante e contraddittoria perche' se da un lato c'e' grossa attenzione al fenomeno dell'immigrazione clandestina dall'altro attendiamo ancora un provvedimento di ingresso regolare di lavoratori immigrati: ci sono oltre 500.000 immigrati in attesa di essere regolarizzati ed altrettanti datori di lavoro che hanno bisogno di questa manodopera".
"Gli sportelli unici non sono riusciti a fare passi in avanti - spiega Soldini - la convenzione con Poste italiane, che era stata sbandierata come soluzione a tutti i problemi, si e' dimostrata totalmente fallimentare e a questa si aggiungono problemi strutturali della nostra amministrazione perche' gli sportelli unici spesso sono virtuali, non hanno personale sufficiente mentre il fenomeno dell'immigrazione nel nostro paese e' aumentato esponenzialmente". Un'emergenza a cui si somma, secondo la Cgil, anche la situazione 'drammatica' dei rinnovi dei permessi di soggiorno.
"Mi sto occupando del caso di un immigrato - aggiunge Soldini - che ha fatto richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno il 13 giugno 2005 e ad oggi e' ancora in attesa". La situazione, spiega la Cgil, continua ad essere grave anche se e' migliorata dopo che il nuovo Governo ha deciso di rendere efficace anche la ricevuta rilasciata all'immigrato al momento della richiesta del rinnovo del permesso di soggiorno.
"Noi sindacati, compresi quelli dei datori di lavoro, abbiamo avuto un incontro col ministro per vedere se e' possibile costruire un protocollo e coinvolgere nella procedura amministrativa i patronati per snellire le procedure relative ai primi imgressi e le pratiche per il decreto flussi - afferma Soldini - Abbiamo dato ampia disponibilita' a collaborare ma per quanto ci riguarda a patto che ci sia 'un mandato di patrocinio' e che possiamo lavorare in autonomia e nelle nostre sedi".
"A settembre ci sara' presentata una proposta di protocollo - aggiunge - per iniziare sperimentalmente il lavoro, sperando determini una situazione piu' fluida nella gestione delle pratiche per il futuro". D'altra parte una rete che unisce associazioni, comuni e sindacati per le procedure di rinnovo dei permessi di soggiorno e' gia' attiva in alcune citta', come Pavia, Brescia e Genova, con ottimi risultati.
"A regime pero' - precisa il responsabile immigrazione della Cgil - vogliamo che l'obiettivo sia trasferire la 'burocrazia dell'immigrazione' a gli enti locali, tranne il legittimo controllo di sicurezza che spetta alle forze di polizia". E se per Soldini ai comuni deve andare la competenza di queste procedure e vanno quindi dotati di risorse umane, tecnologiche e finanziarie nel frattempo, per risolvere i ritardi, il sistema "migliore e' sicuramente un meccanismo che oberi il passaggio agli enti locali e operi in sinergia con l'associazionismo".
Oberdan Ciucci, Responsabile Nazionale Politiche Migratorie della Cisl, annuncia "piena collaborazione affinche' si risolva il dramma di migliaia di immigrati in attesa di essere regolarizzati" e sottolinea che "vanno superati i meccanismi burocratici e quella del rinnovo va resa una pratica piu' elementare che coinvolga i comuni. Crediamo che solo il rilascio del primo permesso di soggiorno debba essere affidato allo sportello unico della questura, dal secondo rinnovo in poi la competenza deve invece riguardare i comuni".
Sulla stessa linea d'onda anche le associazioni, tra cui quella nazionale per l'immigrazione (Animi). "Gli sportelli unici per immigrazione delle prefetture non riescono a sopperire alle esigenze di questi flussi di domande di regolarizzazione per mancanza di personale - spiega il presidente dell'Animi, l'avvocato Mario Pavone - Sarebbe molto piu' risolutorio l'affidamento ai comuni delle pratiche di soggiorno.
"I comuni per i servizi demografici sono pronti al disbrigo di pratiche di residenza e al controllo di polizia tramite i vigili urbani - prosegue Pavone - Hanno le competenze necessarie per avviare anche il discorso dello sportello unico. D'altra parte e' giusto che sia una competenza dei comuni, chiamati a esprimersi sulla questione dell'immigrazione, che affierisce il proprio territorio. A seconda della esigenze abitative, ad esempio, un comune potrebbe negare o meno i permessi soggiorno che hanno un impatto sociale notevole".
(Fonte: Adnkronos)
"I ritardi accumulati da Poste italiane, incaricate da ricevere le domande di regolarizzazione per gli immigrati sono stati fuori dalla realta' - spiega all'ADNKRONOS il segretario confederale della Uil Guglielmo Loy, addetto alle Politiche migratorie - Ora a questa situazione se ne aggiunge un'altra: questo Governo, interpretando la legge, ha giustamente deciso di allargare il numero delle domande da accogliere coprendo in sostanza tutte le oltre 500.000 domande di regolarizzazione presentate. Credo che l'unica alternativa per fare in modo che gli immigrati che sono rientrati nel decreto flussi ottengano la regolarizzazione effettiva sia verificare i motivi per cui le Poste hanno accumulato questi ritardi, eventualmente e se necessario revocare questo accordo e fare un'operazione di straordinario investimento sulle prefetture, attraverso assunzioni a tempo indeterminato o affidando compiti esternamente".
"Abbiamo fatto anche noi la proposta di contribuire genericamente a sbrigare le pratiche - prosegue Loy - I primi di agosto abbiamo avuto un incontro con il ministro Ferrero che ha ipotizzato una straordinaria richiesta di aiuto, noi abbiamo dato la nostra disponibilita' anche se attendiamo di sapere come si potra' concretizzare".
Come spiega Piero Soldini, responsabile immigrazione della Cgil nazionale, "durante l'estate torna puntualmente la psicosi dell'assedio degli sbarchi, costellata anche di tragedie che si consumano nel Mediterraneo. Una situazione preoccupante e contraddittoria perche' se da un lato c'e' grossa attenzione al fenomeno dell'immigrazione clandestina dall'altro attendiamo ancora un provvedimento di ingresso regolare di lavoratori immigrati: ci sono oltre 500.000 immigrati in attesa di essere regolarizzati ed altrettanti datori di lavoro che hanno bisogno di questa manodopera".
"Gli sportelli unici non sono riusciti a fare passi in avanti - spiega Soldini - la convenzione con Poste italiane, che era stata sbandierata come soluzione a tutti i problemi, si e' dimostrata totalmente fallimentare e a questa si aggiungono problemi strutturali della nostra amministrazione perche' gli sportelli unici spesso sono virtuali, non hanno personale sufficiente mentre il fenomeno dell'immigrazione nel nostro paese e' aumentato esponenzialmente". Un'emergenza a cui si somma, secondo la Cgil, anche la situazione 'drammatica' dei rinnovi dei permessi di soggiorno.
"Mi sto occupando del caso di un immigrato - aggiunge Soldini - che ha fatto richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno il 13 giugno 2005 e ad oggi e' ancora in attesa". La situazione, spiega la Cgil, continua ad essere grave anche se e' migliorata dopo che il nuovo Governo ha deciso di rendere efficace anche la ricevuta rilasciata all'immigrato al momento della richiesta del rinnovo del permesso di soggiorno.
"Noi sindacati, compresi quelli dei datori di lavoro, abbiamo avuto un incontro col ministro per vedere se e' possibile costruire un protocollo e coinvolgere nella procedura amministrativa i patronati per snellire le procedure relative ai primi imgressi e le pratiche per il decreto flussi - afferma Soldini - Abbiamo dato ampia disponibilita' a collaborare ma per quanto ci riguarda a patto che ci sia 'un mandato di patrocinio' e che possiamo lavorare in autonomia e nelle nostre sedi".
"A settembre ci sara' presentata una proposta di protocollo - aggiunge - per iniziare sperimentalmente il lavoro, sperando determini una situazione piu' fluida nella gestione delle pratiche per il futuro". D'altra parte una rete che unisce associazioni, comuni e sindacati per le procedure di rinnovo dei permessi di soggiorno e' gia' attiva in alcune citta', come Pavia, Brescia e Genova, con ottimi risultati.
"A regime pero' - precisa il responsabile immigrazione della Cgil - vogliamo che l'obiettivo sia trasferire la 'burocrazia dell'immigrazione' a gli enti locali, tranne il legittimo controllo di sicurezza che spetta alle forze di polizia". E se per Soldini ai comuni deve andare la competenza di queste procedure e vanno quindi dotati di risorse umane, tecnologiche e finanziarie nel frattempo, per risolvere i ritardi, il sistema "migliore e' sicuramente un meccanismo che oberi il passaggio agli enti locali e operi in sinergia con l'associazionismo".
Oberdan Ciucci, Responsabile Nazionale Politiche Migratorie della Cisl, annuncia "piena collaborazione affinche' si risolva il dramma di migliaia di immigrati in attesa di essere regolarizzati" e sottolinea che "vanno superati i meccanismi burocratici e quella del rinnovo va resa una pratica piu' elementare che coinvolga i comuni. Crediamo che solo il rilascio del primo permesso di soggiorno debba essere affidato allo sportello unico della questura, dal secondo rinnovo in poi la competenza deve invece riguardare i comuni".
Sulla stessa linea d'onda anche le associazioni, tra cui quella nazionale per l'immigrazione (Animi). "Gli sportelli unici per immigrazione delle prefetture non riescono a sopperire alle esigenze di questi flussi di domande di regolarizzazione per mancanza di personale - spiega il presidente dell'Animi, l'avvocato Mario Pavone - Sarebbe molto piu' risolutorio l'affidamento ai comuni delle pratiche di soggiorno.
"I comuni per i servizi demografici sono pronti al disbrigo di pratiche di residenza e al controllo di polizia tramite i vigili urbani - prosegue Pavone - Hanno le competenze necessarie per avviare anche il discorso dello sportello unico. D'altra parte e' giusto che sia una competenza dei comuni, chiamati a esprimersi sulla questione dell'immigrazione, che affierisce il proprio territorio. A seconda della esigenze abitative, ad esempio, un comune potrebbe negare o meno i permessi soggiorno che hanno un impatto sociale notevole".
(Fonte: Adnkronos)
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