Italia. Societa' Dante Alighieri: necessaria legge sulla lingua italiana
Occorre una legge che razionalizzi il sistema di apprendimento della lingua italiana. A rivendicarlo e' la Societa' Dante Alighieri, ente morale per la diffusione della lingua e della cultura italiana, in riferimento ad una possibile riforma di legge in materia di immigrazione e, in particolare, ai provvedimenti che verranno presi per l'istruzione e l'apprendimento dell'idioma nazionale.
"Oltre ad essere una delle istituzioni che in Italia ha sentito per prima l'urgenza del problema con l'avvio di corsi per immigrati gia' dal 1994 nei Comitati di Bari, Siracusa e Crotone - dice il Segretario Generale Alessandro Masi - e' bene sottolineare che la 'Dante Alighieri' opera dal 2000 in convenzione con il Ministero della Solidarieta' e in applicazione dapprima della Legge Turco-Napolitano e in seguito dell'attuale normativa, fornendo assistenza per la preparazione linguistica degli immigrati provenienti in Italia presso le oltre 400 sedi presenti all'estero, come e' accaduto con successo in Tunisia, Sri Lanka, Bulgaria e Moldavia".
Per quanto riguarda la questione della cittadinanza, Masi ribadisce fortemente la necessita' per i richiedenti di un'adeguata conoscenza e condivisione della lingua e cultura italiana.
In merito alla certificazione, le cifre - fa notale la Societa' - parlano di un fenomeno che sara' difficilmente gestibile se "non razionalizzando le risorse a disposizione, ossia facendo ricorso a quanto gia' l'Unione Europea ha previsto in materia di insegnamento delle lingue con il Quadro comune europeo di riferimento, un documento con cui il Consiglio d'Europa ha inteso fornire una base comune in tutto il continente per l'elaborazione di programmi, curricula e libri di testo per l'apprendimento delle lingue europee moderne". A questo proposito per il titolo di studio la 'Dante Alighieri' punta gia' da alcuni anni con il proprio certificato PLIDA (Progetto Lingua Italiana Dante Alighieri), rilasciato con il riconoscimento del Ministero degli Affari Esteri; nonostante cio' - aggiunge la Societa' - "e' sempre maggiore la preoccupazione per la mancanza di un'unica certificazione che attesti le diverse competenze linguistiche degli apprendenti".
Dopo aver ricordato che oggi in Italia esistono quattro certificati rilasciati rispettivamente dalla stessa 'Dante Alighieri', dall'universita' di Roma Tre e da quelle per stranieri di Siena e di Perugia, la Societa' sottolinea quindi la presenza di "un sostanziale mosaico ingiustificato e soprattutto incomprensibile agli occhi di chi si avvicina allo studio della nostra lingua con esigenze professionali". Per questo motivo la 'Dante' ritiene ormai necessario il varo di una legge che disciplini il sistema di apprendimento dell'idioma nazionale.
"Oltre ad essere una delle istituzioni che in Italia ha sentito per prima l'urgenza del problema con l'avvio di corsi per immigrati gia' dal 1994 nei Comitati di Bari, Siracusa e Crotone - dice il Segretario Generale Alessandro Masi - e' bene sottolineare che la 'Dante Alighieri' opera dal 2000 in convenzione con il Ministero della Solidarieta' e in applicazione dapprima della Legge Turco-Napolitano e in seguito dell'attuale normativa, fornendo assistenza per la preparazione linguistica degli immigrati provenienti in Italia presso le oltre 400 sedi presenti all'estero, come e' accaduto con successo in Tunisia, Sri Lanka, Bulgaria e Moldavia".
Per quanto riguarda la questione della cittadinanza, Masi ribadisce fortemente la necessita' per i richiedenti di un'adeguata conoscenza e condivisione della lingua e cultura italiana.
In merito alla certificazione, le cifre - fa notale la Societa' - parlano di un fenomeno che sara' difficilmente gestibile se "non razionalizzando le risorse a disposizione, ossia facendo ricorso a quanto gia' l'Unione Europea ha previsto in materia di insegnamento delle lingue con il Quadro comune europeo di riferimento, un documento con cui il Consiglio d'Europa ha inteso fornire una base comune in tutto il continente per l'elaborazione di programmi, curricula e libri di testo per l'apprendimento delle lingue europee moderne". A questo proposito per il titolo di studio la 'Dante Alighieri' punta gia' da alcuni anni con il proprio certificato PLIDA (Progetto Lingua Italiana Dante Alighieri), rilasciato con il riconoscimento del Ministero degli Affari Esteri; nonostante cio' - aggiunge la Societa' - "e' sempre maggiore la preoccupazione per la mancanza di un'unica certificazione che attesti le diverse competenze linguistiche degli apprendenti".
Dopo aver ricordato che oggi in Italia esistono quattro certificati rilasciati rispettivamente dalla stessa 'Dante Alighieri', dall'universita' di Roma Tre e da quelle per stranieri di Siena e di Perugia, la Societa' sottolinea quindi la presenza di "un sostanziale mosaico ingiustificato e soprattutto incomprensibile agli occhi di chi si avvicina allo studio della nostra lingua con esigenze professionali". Per questo motivo la 'Dante' ritiene ormai necessario il varo di una legge che disciplini il sistema di apprendimento dell'idioma nazionale.
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