Italia. Strage in mare a Lampedusa. Amato: un vero crimine
Si e' concluso a 10 miglia dall'isola di Lampedusa il viaggio della speranza di oltre cento clandestini. Sogni di una vita migliore crollati la scorsa notte, quando e' affondato il barcone su cui viaggiavano 120 immigrati: dieci i morti, quaranta i dispersi, settanta quelli che sono stati salvati dalle motovedette della Capitaneria di porto, della Guardia di finanza, dalla nave "Minerva" della Marina militare e da una motovedetta dei carabinieri. Tra i superstiti due immigrati sono stati ricoverati in gravi condizioni all'Ospedale di Palermo. Nel primo pomeriggio vengono fermati dalla Polizia cinque scafisti, poi finiti in cella, mentre la procura della Repubblica di Agrigento fa sapere di aver aperto un'inchiesta per chiarire le cause della tragedia.
Tragedia che immediatamente scatena polemica politica. Il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, definisce quello di oggi un "vero e proprio crimine. E se i crimini non riusciamo a punirli, si ripetono. E si ripetono anche le tragedie. Vediamo - conclude - se riusciamo a scardinare una buona volta le organizzazioni criminali che mettono quotidianamente a repentaglio tante vite nella traversata del mediterraneo". Ma per tutta risposta il il coordinatore delle segreterie della Lega e vice presidente del Senato, Roberto Calderoli, tuona: "Criminale non e' soltanto chi organizza le carrette del mare, ma anche chi, con la propria politica, ha determinato la partenza dei viaggi della morte", consentendo "coscientemente la colonizzazione del nostro Paese".
Sono da poco passate le 3.30 quando la nave "Minerva" della Marina militare avvista un barcone di 10 metri con a bordo 120 caldestini e invia la segnalazione alla Capitaneria di porto, cominciando ad avvicinarsi. Secondo una prima ricostruzione fornita dai superstiti, appena vista la nave gli immigrati si sarebbero spostati tutti da un lato dell'imbarcazione, causandone il capovolgimento. L'inchiesta della Procura di Agrigento stabilira' se la dinamica e' stata questa oppure se a provocare il rovesciamento 'della carretta del mare' possa essere stata una sbagliata manovra della nave della Marina, come sosterrebbero alcuni sopravvissuti.
Partono le operazioni di recupero da parte della motovedette della Capitaneria di porto, quelle della Guardia di finanza, la nave "Minerva" una motovedetta dei carabinieri, mentre controlli dall'alto sono effettuati da un elicottero delle Fiamme gialle e da un aereo della Guardia costiera. Dieci i morti, e fra i corpi recuperati 4 sono donne. Tre donne invece tra i 70 superstiti, che, fatta eccezione per i due trasferiti in Ospedale, sono stati portati a Lampedusa dalle motovedette della Guardia costiera. Tra loro, secondo la Guardia costiera, 26 marocchini, 21 egiziani, 2 iracheni, 7 palestinesi, un libanese, 6 tunisini, un algerino.
Immediatamente si mette a lavoro un pool di esperti investigatori delle Squadre Mobili siciliane, appositamente distaccati da circa due anni per investigazioni sulle organizzazioni criminali che si dedicano alla tratta di esseri umani, coordinati dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e messi a disposizione della Questura di Agrigento. Un team che opera in stretto raccordo con l'autorita' giudiziaria di Agrigento.
I risultati non tardano ad arrivare: 5 presunti scafisti del barcone affondato, individuati grazie alle testimonianze dei superstiti, vengono fermati dalla Polizia e finiscono poi in manette, messi a disposizione dell'autorita' giudiziaria di Agrigento.
Si susseguono gli interventi politici sulla vicenda. Il ministro degli Interni Amato afferma:"Confido che la magistratura dedichera' alla ricerca dei responsabili lo stesso impegno interno e internazionale che giustamente dedica a reati meno gravi di questo. Nel suo lavoro avra' tutto l'appoggio del governo italiano e degli altri governi interessati". Mentre Calderoli precisa che "dopo i primi atti del governo Prodi infatti, in tutti quei paesi di grande partenza dell'immigrazione, la vox populi e' 'bisogna partire perche' una volta entrati in Italia si verra' regolarizzati tutti' e questo ha determinato il raddoppio degli sbarchi sulle nostre coste". "Se qualcuno, quindi, e' da punire - sostiene l'ex ministro delle Riforme - e' proprio l'attuale governo, e la sua politica, un governo che non solo dovra' rispondere di questi episodi ma che dovra' rispondere davanti alla storia anche del crimine di attentato all'identita' di un popolo e del fatto di aver consentito coscientemente la colonizzazione del nostro Paese".
Nelle file dell'opposizione parla anche il presidente della Regione Sicilia Salvatore Cuffaro, che definisce la tragedia in mare "un lutto che sentiamo nostro". "Siamo vicini a queste persone - prosegue - ed alle loro famiglie ma non basta esprimere costernazione e cordoglio. Dalla Sicilia non possiamo che sollevare un nuovo grido di allarme affinche' il Governo Nazionale e la Comunita' Europea non restino a guardare inerti mentre prosegue questo massacro".
Il governatore parla della costruzione negli anni di "un piano Marshall destinato ad accelerare lo sviluppo, non solo economico, dei Paesi della sponda sud del Mediterraneo dai quali provengono gran parte dei migranti che sbarcano sulle nostre coste. Il piano e' stato cofinanziato dall'Ue per 28,2 milioni di euro - conclude Cuffaro - Proprio l'Unione Europea adesso si attivi, perche' le risorse diventino immediatamente fruibili ed il piano entri finalmente nel vivo".
Contro il Governo Prodi si scaglia anche la deputata di Forza Italia, Isabella Bertolini. "Altro che ventre molle dell'Europa, l'Italia colabrodo di Prodi ormai e' andata al di la' - afferma Bertolini - Ci vuole un immediato e fermo giro di vite, sia sugli sbarchi sia sulle espulsioni; non possiamo infatti piu' tollerare, ne' permetterci di essere considerati un facile approdo ed un terreno di conquista per chiunque".
E se Antonio Martusciello, componente della Consulta del presidente di Forza Italia, afferma che "le organizzazioni criminali dedite al traffico di esseri umani vanno sgominate con fermezza, ma nel governo si vedono soltanto lacrime di coccodrillo sul tema dell'immigrazione", a smorzare le polemiche e' il segretario della Democrazia cristiana Gianfranco Rotondi, secondo il quale "sulla tragedia di Lampedusa bisognerebbe evitare di fare polemiche, ma solo offrire il nostro pensiero e la nostra preghiera. Sull'immigrazione - prosegue - eviterei di fare crociate strumentali: e' un problema che investe tutti e su cui e' necessario avviare un confronto sereno tra i due poli".
A puntare l'attenzione sulla necessita' di nuove politiche sull'immigrazione in Italia e in Europa sono l'eurodeputato di Rifondazione comunista e capogruppo della Sinistra europea in commissione Giustizia e Affari interni, Giusto Catania, e il capogruppo dei Verdi alla Camera, Angelo Bonelli. (segue)
"La responsabilita' di questo naufragio - afferma Catania - e' da addebitare alla politica sull'immigrazione dell'Ue e dell'Italia. Non esiste un modo legale per entrare nella 'fortezza Europa'. Cosi' gli immigrati in fuga da fame e guerre, sono costretti a imbarcarsi sulle carrette del mare. Il governo italiano deve prendere l'iniziativa in sede di Consiglio europeo per promuovere un cambiamento della politica sull'immigrazione".
Bonelli definisce la tragedia "un crimine contro l'umanita' e afferma che bisogna cambiare politiche europee e nazionali sull'immigrazione: cooperazione, formazione nei paesi del sud del mondo in crisi e assistenza agli immigrati, contrasto duro alla criminalita' che organizza le tratte degli immigrati".
A chiedere una riforma delle leggi sull'immigrazione e' l'Associazione per i diritti degli utenti e consumatori (Aduc), secondo cui fino alla radicale modifica della normativa in materia "il barcone sara' la sola ed unica 'scelta' per molti immigrati che aspirano ad un destino migliore, magari unicamente a trovare un lavoro".
Tragedia che immediatamente scatena polemica politica. Il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, definisce quello di oggi un "vero e proprio crimine. E se i crimini non riusciamo a punirli, si ripetono. E si ripetono anche le tragedie. Vediamo - conclude - se riusciamo a scardinare una buona volta le organizzazioni criminali che mettono quotidianamente a repentaglio tante vite nella traversata del mediterraneo". Ma per tutta risposta il il coordinatore delle segreterie della Lega e vice presidente del Senato, Roberto Calderoli, tuona: "Criminale non e' soltanto chi organizza le carrette del mare, ma anche chi, con la propria politica, ha determinato la partenza dei viaggi della morte", consentendo "coscientemente la colonizzazione del nostro Paese".
Sono da poco passate le 3.30 quando la nave "Minerva" della Marina militare avvista un barcone di 10 metri con a bordo 120 caldestini e invia la segnalazione alla Capitaneria di porto, cominciando ad avvicinarsi. Secondo una prima ricostruzione fornita dai superstiti, appena vista la nave gli immigrati si sarebbero spostati tutti da un lato dell'imbarcazione, causandone il capovolgimento. L'inchiesta della Procura di Agrigento stabilira' se la dinamica e' stata questa oppure se a provocare il rovesciamento 'della carretta del mare' possa essere stata una sbagliata manovra della nave della Marina, come sosterrebbero alcuni sopravvissuti.
Partono le operazioni di recupero da parte della motovedette della Capitaneria di porto, quelle della Guardia di finanza, la nave "Minerva" una motovedetta dei carabinieri, mentre controlli dall'alto sono effettuati da un elicottero delle Fiamme gialle e da un aereo della Guardia costiera. Dieci i morti, e fra i corpi recuperati 4 sono donne. Tre donne invece tra i 70 superstiti, che, fatta eccezione per i due trasferiti in Ospedale, sono stati portati a Lampedusa dalle motovedette della Guardia costiera. Tra loro, secondo la Guardia costiera, 26 marocchini, 21 egiziani, 2 iracheni, 7 palestinesi, un libanese, 6 tunisini, un algerino.
Immediatamente si mette a lavoro un pool di esperti investigatori delle Squadre Mobili siciliane, appositamente distaccati da circa due anni per investigazioni sulle organizzazioni criminali che si dedicano alla tratta di esseri umani, coordinati dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e messi a disposizione della Questura di Agrigento. Un team che opera in stretto raccordo con l'autorita' giudiziaria di Agrigento.
I risultati non tardano ad arrivare: 5 presunti scafisti del barcone affondato, individuati grazie alle testimonianze dei superstiti, vengono fermati dalla Polizia e finiscono poi in manette, messi a disposizione dell'autorita' giudiziaria di Agrigento.
Si susseguono gli interventi politici sulla vicenda. Il ministro degli Interni Amato afferma:"Confido che la magistratura dedichera' alla ricerca dei responsabili lo stesso impegno interno e internazionale che giustamente dedica a reati meno gravi di questo. Nel suo lavoro avra' tutto l'appoggio del governo italiano e degli altri governi interessati". Mentre Calderoli precisa che "dopo i primi atti del governo Prodi infatti, in tutti quei paesi di grande partenza dell'immigrazione, la vox populi e' 'bisogna partire perche' una volta entrati in Italia si verra' regolarizzati tutti' e questo ha determinato il raddoppio degli sbarchi sulle nostre coste". "Se qualcuno, quindi, e' da punire - sostiene l'ex ministro delle Riforme - e' proprio l'attuale governo, e la sua politica, un governo che non solo dovra' rispondere di questi episodi ma che dovra' rispondere davanti alla storia anche del crimine di attentato all'identita' di un popolo e del fatto di aver consentito coscientemente la colonizzazione del nostro Paese".
Nelle file dell'opposizione parla anche il presidente della Regione Sicilia Salvatore Cuffaro, che definisce la tragedia in mare "un lutto che sentiamo nostro". "Siamo vicini a queste persone - prosegue - ed alle loro famiglie ma non basta esprimere costernazione e cordoglio. Dalla Sicilia non possiamo che sollevare un nuovo grido di allarme affinche' il Governo Nazionale e la Comunita' Europea non restino a guardare inerti mentre prosegue questo massacro".
Il governatore parla della costruzione negli anni di "un piano Marshall destinato ad accelerare lo sviluppo, non solo economico, dei Paesi della sponda sud del Mediterraneo dai quali provengono gran parte dei migranti che sbarcano sulle nostre coste. Il piano e' stato cofinanziato dall'Ue per 28,2 milioni di euro - conclude Cuffaro - Proprio l'Unione Europea adesso si attivi, perche' le risorse diventino immediatamente fruibili ed il piano entri finalmente nel vivo".
Contro il Governo Prodi si scaglia anche la deputata di Forza Italia, Isabella Bertolini. "Altro che ventre molle dell'Europa, l'Italia colabrodo di Prodi ormai e' andata al di la' - afferma Bertolini - Ci vuole un immediato e fermo giro di vite, sia sugli sbarchi sia sulle espulsioni; non possiamo infatti piu' tollerare, ne' permetterci di essere considerati un facile approdo ed un terreno di conquista per chiunque".
E se Antonio Martusciello, componente della Consulta del presidente di Forza Italia, afferma che "le organizzazioni criminali dedite al traffico di esseri umani vanno sgominate con fermezza, ma nel governo si vedono soltanto lacrime di coccodrillo sul tema dell'immigrazione", a smorzare le polemiche e' il segretario della Democrazia cristiana Gianfranco Rotondi, secondo il quale "sulla tragedia di Lampedusa bisognerebbe evitare di fare polemiche, ma solo offrire il nostro pensiero e la nostra preghiera. Sull'immigrazione - prosegue - eviterei di fare crociate strumentali: e' un problema che investe tutti e su cui e' necessario avviare un confronto sereno tra i due poli".
A puntare l'attenzione sulla necessita' di nuove politiche sull'immigrazione in Italia e in Europa sono l'eurodeputato di Rifondazione comunista e capogruppo della Sinistra europea in commissione Giustizia e Affari interni, Giusto Catania, e il capogruppo dei Verdi alla Camera, Angelo Bonelli. (segue)
"La responsabilita' di questo naufragio - afferma Catania - e' da addebitare alla politica sull'immigrazione dell'Ue e dell'Italia. Non esiste un modo legale per entrare nella 'fortezza Europa'. Cosi' gli immigrati in fuga da fame e guerre, sono costretti a imbarcarsi sulle carrette del mare. Il governo italiano deve prendere l'iniziativa in sede di Consiglio europeo per promuovere un cambiamento della politica sull'immigrazione".
Bonelli definisce la tragedia "un crimine contro l'umanita' e afferma che bisogna cambiare politiche europee e nazionali sull'immigrazione: cooperazione, formazione nei paesi del sud del mondo in crisi e assistenza agli immigrati, contrasto duro alla criminalita' che organizza le tratte degli immigrati".
A chiedere una riforma delle leggi sull'immigrazione e' l'Associazione per i diritti degli utenti e consumatori (Aduc), secondo cui fino alla radicale modifica della normativa in materia "il barcone sara' la sola ed unica 'scelta' per molti immigrati che aspirano ad un destino migliore, magari unicamente a trovare un lavoro".
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