Giovedì 11 giugno 2026
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Italia. Test analizza i cromosomi nell'ovocita

U.E. - ITALIA
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E' stata sperimentata su dieci donne una tecnica che permette di analizzare i cromosomi all'interno dell'ovocita senza dover danneggiare la cellula, in modo da ridurre al minimo il rischio di mancato impianto dell'embrione negli interventi di fecondazione artificiale. La tecnica e' stata messa a punto a Roma, nel Centro di Medicina della Riproduzione dello European Hospital. Finora riuscire a vedere i cromosomi negli ovociti era possibile soltanto colorando le cellule-uovo, ma questo significava naturalmente danneggiarle e renderle inutilizzabili per la fecondazione assistita.
Utilizzando una speciale apparecchiatura che sfrutta la luce polarizzata e analizza le immagini cosi' ottenute con l'aiuto del computer, i ricercatori, coordinati dal responsabile del centro, Ermanno Greco, sono riusciti a vedere i cromosomi nella cellula viva, localizzando esattamente la loro posizione e osservando le loro "condizioni di salute" sulla base della struttura e della brillantezza. Secondo Greco la nuova tecnica, in via di sperimentazione anche in Svizzera, Germania e Svezia, permettera' di evitare uno dei rischi maggiori della Icsi, la tecnica di fecondazione artificiale che consiste nell'introdurre lo spermatozoo direttamente nell'ovocita. La Icsi comporta infatti il rischio di provocare una lesione della struttura che contiene i cromosomi all'interno degli ovociti, chiamata "fuso mitotico". 'Un danno biologico che, osserva Greco, "si puo' tradurre poi, dal punto di vista clinico, in un mancato impianto dell'embrione o in un aborto precoce (in genere entro il primo trimestre di gravidanza) o addirittura, nei casi piu' gravi, ad alterazioni genetiche nel nascituro". Questo accade, prosegue Greco, perche' "con i microscopi convenzionali non e' possibile localizzare direttamente i cromosomi all'interno dell'uovo, e quindi la loro posizione viene supposta in maniera indiretta, sulla base della loro vicinanza ad un'altra struttura normalmente visibile, detta corpo polare".
La nuova tecnica sperimentata a Roma e in alcuni centri europei, e' riuscita a evidenziare i cromosomi in oltre l'80% degli ovociti esaminati. Secondo il ricercatore la possibilita' di osservare direttamente i cromosomi nell'ovocita permette inoltre di individuare gli ovociti di qualita' migliore in base all"'aspetto" e alla brillantezza dei cromosomi. "Cio' -ha rilevato- potrebbe essere di fondamentale importanza se un domani si arrivera' ad una limitazione del numero di embrioni da formare nei programmi di fecondazione assistita, come attualmente prevede la proposta di legge italiana". Permettera' inoltre, ha concluso Greco, di aumentare efficacia e sicurezza del congelamento degli ovociti.
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