Martedì 9 giugno 2026
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Italia. Ucoii: accettiamo carta valori, ma...

U.E. - ITALIA
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L' Unione delle Comunita' e Organizzazioni Islamiche in Italia ha deciso di accettare 'in linea di principio' la Carta dei Valori proposta ai membri della Consulta Islamica dal ministro dell'Interno Giuliano Amato, che, afferma l'Unione in una nota diffusa al termine del CdA riunito lo scorso 3 settembre a Bologna, "ha speso tempo e fatica in una vicenda che ha occupato uno spazio politico del tutto sproporzionato alla sua reale valenza". "Siamo tutti impegnati da sempre - spiegano i rappresentanti degli organismi aderenti all'Ucoii - a fare della nostra comunita' un insieme di donne e di uomini operosi e leali nei confronti del paese e delle sue intenzioni, spesso supplendo con poveri mezzi, ma con un grande slancio morale, alle carenze che lo Stato ha evidenziato in questi anni di convulsa imprevista immigrazione". "L'emarginazione dell'Ucoii dal circuito istituzionale - continua la nota dopo aver ammesso che l'inserzione che paragonava Israele ai nazisti e' stata un errore - si tradurrebbe inevitabilmente in una ghettizzazione di una parte importante dell'islam italiano, sviluppando una tendenza alla chiusura e al sospetto verso l'esterno e disperdendo quel capitale di pedagogia del dialogo e della relazione con l'altro che abbiamo sempre messo tra i primi scopi del nostro lavoro. Sarebbe triste, ingiusto e dannoso". Nel documento si legge ancora che l'Ucoii ribadisce la propria volonta' a "continuare con le istituzioni dello Stato e con la societa' civile italiana, di cui - affermano i dirigenti - siamo parte a pieno titolo, un dialogo finalizzato a fare della nostra comunita' una componente attiva e costruttiva del paese". "A questo proposito - continua il testo - guardiamo con speranza alla Consulta Islamica per l'islam Italiano come ad uno strumento utile, seppur insufficiente, per portare avanti un progetto di piena e responsabile inserzione dei musulmani". Per l'Ucoii, aver accettato di far parte di tale organismo "nonostante i limiti di rappresentativita' che esso denota, e' stato un segno di buona volonta' e di responsabilita' che non ha trovato talvolta riscontro nel comportamento oggettivamente ostile di altri componenti, che non hanno mai smesso di esprimerci atteggiamenti polemici, nella speranza che un nostro isolamento in questo contesto, potesse trasformarsi in una maggiore legittimazione che la loro consistenza sociale e culturale non avrebbe mai consentito". L'Ucoii stigmatizza pero' il comportamento di altre componenti dell'Islam italiano che hanno approfittato di un "errore di comunicazione" (l'inserzione a pagamento sul Quotidiano Nazionale) per "danneggiare la nostra comunita' religiosa nel suo insieme, danneggiando la sua piu' reale e operante organizzazione". L'auspicio dell'Ucoii e' che "al di la' delle polemiche del momento, si possa continuare un percorso di dialogo nell'interesse della pace tra i diversi e in quello di tutti i nostri figli che non devono portare sulle spalle il peso di inutili contrapposizioni e ostilita' preconcette". "In quanto musulmani - chiarisce la nota dei dirigenti degli organismi aderenti all'Ucoii - non possiamo, dottrinalmente e moralmente, coltivare alcun sentimento razzista". Per l'Islam infatti "il rispetto delle Genti della Scrittura e' precetto stringente cosi' come la solidarieta' per chi soffre e l'affermazione della necessita' della giustizia sono costanti della nostra etica e rappresentano uno dei principi fondanti della Costituzione Italiana, cui - concludono i membri del CdA Ucoii - ribadiamo il piu' sincero attaccamento".
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