Domenica 27 settembre 2026
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Lanciato il Marchio biologico italiano

U.E. - ITALIA
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D’ora in poi i prodotti bio di origine italiana saranno immediatamente riconoscibili. In occasione della “Giornata europea del Biologico” è stato presentato il Marchio biologico italiano, che affiancherà il logo di produzione bio dell’Unione europea. Il marchio, formato dall’intreccio di tre foglie, verde bianca e rossa, identificherà in modo chiaro i prodotti biologici realizzati con materie prime coltivate o allevate in Italia, contribuendo a tutelare le produzioni nazionali e all’ulteriore sviluppo di un settore in cui l’Italia continua a essere un punto di riferimento in Ue. Inoltre, sono stati resi noti anche i principali dati dell’ultimo rapporto “Bio in cifre” di prossima pubblicazione, curato da Ismea In collaborazione con Ciheam Bari, nell’ambito dei programmi Masaf “Dimecobio” e “PRo4dati bio”. Nel dettaglio, nel 2025 si rafforza la dinamica positiva dei consumi domestici, in aumento di oltre il 9 per cento rispetto all’anno precedente. Il valore dei consumi dei prodotti biologici in Italia raggiunge i 4,4 miliardi di euro (+9,2% sul 2024), il più alto mai registrato, con una incidenza del 4% sul valore totale della spesa agroalimentare nazionale. Sono 8 le regioni insieme alla Provincia autonoma di Bolzano che hanno già superato l’obiettivo europeo del 25% di Superficie agricola utilizzata bio, che nel 2025 ha un’incidenza complessiva del 19,4% sul totale della superficie nazionale (2.377.749 ettari). Gli operatori biologici ammontano, invece, a 95.389, di cui 85.443 sono aziende agricole.

“In occasione della Giornata Europea del Biologico, voglio ricordare il ruolo fondamentale della conoscenza, dell’innovazione, del monitoraggio e del dialogo tra tutti gli attori. Come Ismea mettiamo a disposizione competenze e strumenti affinché le scelte future possano poggiare su basi informative solide e coerenti e contribuire allo sviluppo equilibrato e duraturo del settore – ha dichiarato il presidente di Ismea, Livio Proietti –. Altrettanto rilevanti sono le politiche di sostegno offerte dal Pnrr attraverso il Fondo Rotativo Contratti di Filiera, di cui Ismea è soggetto attuatore, a dimostrazione di come l’Istituto, nell’ambito degli indirizzi del Ministero vigilante, stia facendo la propria parte per contribuire alla creazione di valore lungo la filiera e rafforzare la competitività dell’intero sistema agroalimentare italiano”.

(FoodAffairs.it)

 

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