Lavorano in Cie ma non vengono retribuiti perche' in attesa di espulsione
Lo status di clandestino non consente di incassare i compensi per il lavoro svolto in carcere. E' quanto accaduto ad alcuni clandestini che, terminato il periodo di detenzione, durante il quale hanno lavorato regolarmente, sono stati trasferiti al Cie di Ponte Galeria in attesa di espulsione.
E' Angiolo Marroni, Garante dei detenuti del Lazio, a denunciare questo caso di "assurdo burocratico", cui si sono rivolti diversi ospiti del Centro Espulsione ed Identificazione di Ponte Galeria.
Quando, dal Cie lo straniero chiede il pagamento delle ultime spettanze per il lavoro svolto in carcere, la Direzione dell'Istituto di provenienza spedisce rapidamente all'ex lavorante un assegno non trasferibile da ritirare all'Ufficio postale di Ponte Galeria.
"Il problema - spiega Marroni - e' che l'assegno non puo' essere riscosso che dall'immigrato, impossibilitato ad uscire liberamente dal Cie; per farlo avrebbe bisogno di una scorta e, soprattutto, di un documento di identita' che non possiede perche' clandestino e che invece aveva quand'era in carcere. L'alternativa e' quella di delegare alla riscossione il Direttore del Cie, ma senza documento anche questa e' impercorribile. La sostanza e' che molti assegni non vengono incassati dai legittimi titolari e rientrano nelle casse del Ministero di Giustizia".
E' Angiolo Marroni, Garante dei detenuti del Lazio, a denunciare questo caso di "assurdo burocratico", cui si sono rivolti diversi ospiti del Centro Espulsione ed Identificazione di Ponte Galeria.
Quando, dal Cie lo straniero chiede il pagamento delle ultime spettanze per il lavoro svolto in carcere, la Direzione dell'Istituto di provenienza spedisce rapidamente all'ex lavorante un assegno non trasferibile da ritirare all'Ufficio postale di Ponte Galeria.
"Il problema - spiega Marroni - e' che l'assegno non puo' essere riscosso che dall'immigrato, impossibilitato ad uscire liberamente dal Cie; per farlo avrebbe bisogno di una scorta e, soprattutto, di un documento di identita' che non possiede perche' clandestino e che invece aveva quand'era in carcere. L'alternativa e' quella di delegare alla riscossione il Direttore del Cie, ma senza documento anche questa e' impercorribile. La sostanza e' che molti assegni non vengono incassati dai legittimi titolari e rientrano nelle casse del Ministero di Giustizia".
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