Il lusso a tavola va oltre il prezzo: contano qualità, rarità ed esperienza, vino resta simbolo
Materia prima di qualità, rarità e lavorazione sofisticata sono i principali elementi che definiscono un prodotto enogastronomico di lusso. Ma il concetto cambia anche in base alle generazioni e non si esaurisce nel prezzo: per il 41% degli italiani il vero lusso a tavola è vivere esperienze particolari in luoghi esclusivi.
Che cosa significa oggi “lusso a tavola” per gli italiani? A delineare il quadro è un’indagine realizzata con un sondaggio CAWI su un campione rappresentativo nazionale di 800 maggiorenni, condotto dal 16 al 18 settembre 2026. I risultati mostrano un’idea di lusso enogastronomico articolata, nella quale il valore del prodotto si intreccia con qualità, esclusività, esperienza e servizio.
Qualità, rarità e lavorazione sofisticata definiscono il lusso
Quando si chiede quali caratteristiche debba avere un prodotto enogastronomico per essere considerato di lusso, al primo posto si trova la qualità e selezione delle materie prime, indicata dal 36% degli italiani. Seguono la rarità del prodotto o la produzione in quantità limitate, con il 28%, e la lavorazione artigianale o sofisticata, con il 26%.
Le generazioni attribuiscono però un peso diverso agli elementi che costruiscono il concetto di lusso. La Gen Z presta maggiore attenzione all’identità del prodotto e del produttore, i Millennials si concentrano sulla “premiumness”, mentre la Gen X guarda soprattutto all’esclusività.
Perché gli italiani acquistano prodotti enogastronomici di lusso
Anche le motivazioni di acquisto cambiano in base alla frequenza con cui si comprano prodotti considerati di lusso.
Tra chi li acquista solo occasionalmente prevalgono le ragioni legate alla circostanza. Il 41% indica infatti la scelta di un prodotto pregiato per festeggiare un’occasione speciale, una ricorrenza o una festività. Il 30% lo acquista invece per la curiosità di provare un prodotto ricercato o di alta qualità.
Tra gli acquirenti più abituali emergono invece motivazioni legate al valore personale e al rapporto con il mondo dell’enogastronomia. La passione personale per questo settore è indicata dal 31%, mentre il 19% acquista prodotti di lusso per sostenere produttori, territori e filiere di qualità.
Il vino è il simbolo del lusso enogastronomico italiano
Quando si parla delle categorie che rappresentano maggiormente l’eccellenza italiana nel lusso enogastronomico, il vino si conferma al primo posto: lo indica il 48% degli italiani, quasi uno su due.
Al secondo posto si trovano salumi e formaggi di particolare pregio, con il 35%, mentre olio, aceto e altri condimenti di alta qualità raggiungono il 25%. Seguono caviale, tartufi e altri prodotti rari o particolarmente ricercati, indicati dal 23%, e le carni pregiate o provenienti da razze e allevamenti selezionati, con il 10%.
Il lusso a tavola va oltre il prezzo
Per gli italiani il lusso a tavola non coincide necessariamente con il prezzo elevato. Il 41% lo associa soprattutto alla possibilità di vivere esperienze particolari in luoghi esclusivi, come ristoranti prestigiosi, cantine, agriturismi e resort.
Il 25% lo interpreta invece come la possibilità di acquistare prodotti pregiati da consumare a casa, mentre il 18% lo lega a un livello di servizio fuori dall’ordinario, caratterizzato per esempio da elevata personalizzazione e attenzione al cliente. Solo il 16% considera invece determinante, a prescindere dal prodotto o dall’esperienza, la fascia di prezzo premium.
Il quadro restituisce quindi una concezione del lusso enogastronomico che non può essere ricondotta a un unico elemento. Qualità e distintività del prodotto restano centrali, ma a queste si aggiungono il valore dell’esperienza, il servizio, il legame con il territorio e le diverse motivazioni che spingono gli italiani all’acquisto.
(FoodAffairs.it)