Domenica 26 luglio 2026
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Metadone vietato in Tunisia: il giudice di pace di Perugia blocca l'espulsione

U.E. - ITALIA
Notizia ·

Il Giudice di Pace di Perugia ha annullato il decreto di espulsione emesso dal Prefetto nei confronti di un cittadino tunisino in cura presso il Sert della USL Umbria 1, stabilendo che il rimpatrio avrebbe esposto l'uomo a un grave rischio per la salute. Lo riporta Infodifesa.

L'uomo, presente in Italia dal 2011 e assistito dall'avvocato Francesco Di Pietro, seguiva un trattamento sostitutivo a base di levometadone per la dipendenza da oppioidi. Secondo i certificati medici depositati, l'interruzione brusca della terapia avrebbe provocato la comparsa di sintomatologia astinenziale, con conseguenze potenzialmente gravi per la sua salute.

 

Al centro della decisione vi è un dato decisivo: in Tunisia la terapia sostitutiva con metadone non è soltanto assente, ma è espressamente vietata dalla legislazione nazionale, che sanziona penalmente la produzione, la detenzione e il consumo di tale sostanza, senza alcuna eccezione terapeutica. Il giudice ha richiamato la giurisprudenza di legittimità sull'inespellibilità per ragioni di salute, precisando che la garanzia del diritto alla salute opera anche in relazione all'indisponibilità dei farmaci nel Paese verso cui lo straniero verrebbe rimandato.

 

La decisione si fonda sull'art. 19, comma 2, lett. d-bis) del Testo Unico sull'Immigrazione (d.lgs. 286/1998), che vieta l'allontanamento degli stranieri affetti da patologie di particolare gravità non adeguatamente curabili nel Paese d'origine. Il giudice ha inoltre respinto le eccezioni avanzate dalla Prefettura relative ai precedenti penali del ricorrente, osservando che l'avvenuta esecuzione della pena e il percorso terapeutico già intrapreso costituiscono elementi idonei a ridurre la pericolosità sociale, non sufficienti quindi a giustificare l'espulsione in presenza di un concreto rischio per la salute.

 

Con l'accoglimento dell'opposizione, il Giudice di Pace ha annullato sia il decreto di espulsione del Prefetto sia il conseguente ordine del Questore di lasciare il territorio nazionale entro sette giorni. Il cittadino tunisino potrà così proseguire il trattamento terapeutico in Italia, con la tutela del diritto alla salute riconosciuta prevalente rispetto alle ragioni dell'allontanamento.

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