Mercoledì 19 agosto 2026
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Migranti, dopo la Germania anche la Svizzera rimanda i richiedenti asilo in Italia

U.E. - ITALIA
Notizia ·

Dopo la Germania, anche la Svizzera ha annunciato l'intenzione di riprendere i trasferimenti verso l'Italia dei richiedenti asilo la cui domanda, secondo il regolamento di Dublino, spetta al nostro Paese esaminare. Come riportato dalla Radiotelevisione Svizzera (RSI), la ripresa dei trasferimenti arriva dopo quasi quattro anni di blocco e riguarderà, almeno in una prima fase, i cosiddetti "dublinanti": persone sbarcate in Italia che si sono poi spostate in territorio elvetico per chiedere protezione.

 

A confermare la decisione è stata Magdalena Baker, portavoce della Segreteria di Stato della migrazione (SEM), secondo cui le prime prenotazioni dei voli sono già state effettuate e i primi trasferimenti dovrebbero avvenire entro la fine di agosto. La ripresa, ha assicurato, non avverrà in modo brusco ma graduale e concordato con le autorità italiane: la Svizzera ha infatti interesse a gestire il processo "in modo sostenibile per entrambe le parti, affinché il sistema funzioni in modo duraturo e non venga sovraccaricato".

 

Il blocco era scattato nel dicembre 2022, quando il governo guidato da Giorgia Meloni aveva sospeso tutte le riammissioni di richiedenti asilo provenienti da altri Paesi europei, violando di fatto gli obblighi previsti dall'accordo di Dublino, secondo cui la responsabilità di esaminare una domanda d'asilo spetta al primo Paese europeo in cui il migrante è entrato. La sospensione italiana non riguardava soltanto la Svizzera ma tutti gli Stati aderenti al sistema di Dublino, e da allora Berna aveva più volte sollecitato Roma a rispettare gli accordi, senza ottenere risultati.

La conseguenza è stata che la Confederazione elvetica ha dovuto farsi carico direttamente di migliaia di procedure che, in base alle regole di Dublino, sarebbero dovute passare all'Italia. Secondo i dati della SEM, dal dicembre 2022 sono stati 3.784 i richiedenti asilo che la Svizzera avrebbe dovuto trasferire in Italia e che invece ha dovuto gestire sul proprio territorio. Nel frattempo la situazione di molte di queste persone si è evoluta: quasi il 40% ha ottenuto una qualche forma di protezione e può restare in Svizzera, per oltre 1.300 la procedura d'asilo è ancora in corso, mentre restano 652 persone che, secondo la SEM, potrebbero oggi essere effettivamente trasferite in Italia.

 

La svolta è legata all'entrata in vigore, lo scorso 12 giugno, del nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, che ha modificato le regole di Dublino pur mantenendone il principio di fondo: la responsabilità dell'esame della domanda ricade sul Paese di primo ingresso in Europa. Il nuovo patto prevede per i Paesi sotto maggiore pressione migratoria, come l'Italia, forme di compensazione economica e altri sgravi, a condizione però che rispettino gli obblighi previsti, incluso quello di esaminare le richieste di asilo dei dublinanti.

 

Per ora, secondo quanto riferito dalla SEM, i primi rimpatri dalla Svizzera riguarderanno i richiedenti asilo arrivati dopo il 12 giugno, mentre non è ancora chiaro se Roma sia effettivamente disposta a riprendere anche chi è transitato in Italia prima di quella data. Proprio su questo punto, pochi giorni fa in Germania è fallito il primo tentativo di trasferimento di tre richiedenti asilo verso l'Italia: secondo quanto riferito dalla Frankfurter Allgemeine Zeitung, i tre erano entrati in territorio tedesco prima del 12 giugno. Berna ha comunque precisato di non aver ancora raggiunto con le autorità italiane un'intesa che escluda dai trasferimenti le persone entrate in Svizzera prima di quella data.

 

Il caso più seguito nelle ultime ore resta comunque quello tedesco: mercoledì è previsto il primo volo di rimpatrio dalla Germania, quello di una ventiduenne somala che dovrebbe lasciare il Paese in direzione Italia. La giovane è stata però accolta in un "Kirchenasyl", una forma di protezione offerta dalle comunità religiose, da una chiesa evangelica di Norimberga, che ha annunciato l'intenzione di tutelarla fino a quando la Germania non deciderà di annullare definitivamente il trasferimento.

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