Giovedì 30 luglio 2026
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Minori ucraini rifugiati: la Cassazione blocca il rimpatrio

U.E. - ITALIA
Notizia ·

La Corte di Cassazione ha emesso provvedimenti che bloccano il rimpatrio di minori ucraini rifugiati in Italia, confermando la tutela giuridica spettante ai bambini fuggiti dal conflitto bellico. Come riporta Diritto.it, la vicenda si articola in più pronunce della Suprema Corte e solleva questioni di rilievo che investono il diritto internazionale, la competenza dei tribunali italiani e lo status di rifugiato dei minori.

 

Con l'ordinanza n. 33944 del 22 dicembre 2024, la Cassazione ha rigettato il ricorso di una tutrice internazionale ucraina che chiedeva il rimpatrio di un minore di 10 anni, Adam, affidato a una famiglia di Catania. La Corte ha dato ragione alla famiglia affidataria, riconoscendo nella sostanza il diritto del bambino — che manifestava la volontà di restare in Italia anche per ragioni di sicurezza — a non essere allontanato dal territorio nazionale.

Successivamente, con l'ordinanza interlocutoria n. 12410/2025, pubblicata il 10 maggio 2025, la Prima Sezione Civile ha rimesso alle Sezioni Unite tre questioni di rilievo nomofilattico. Il nodo centrale riguarda la competenza funzionale: se spetti al giudice tutelare presso il Tribunale ordinario oppure al Tribunale per i minorenni decidere sull'istanza urgente di nomina di un curatore speciale per minori ucraini trasferiti in Italia nel contesto del conflitto bellico, in una situazione di conflitto di interessi tra il tutore internazionale — nominato dal Console generale d'Ucraina — e il minore stesso.

La seconda questione riguarda il riconoscimento automatico della nomina consolare: se sia possibile negare efficacia in Italia al provvedimento con cui il Console ucraino ha nominato un curatore speciale ai fini del rimpatrio, e in quale misura i giudici italiani possano sindacare tale atto in base alla Convenzione dell'Aja del 1996. La terza questione è se il riconoscimento dello status di rifugiato politico interferisca sulla competenza e sulle determinazioni relative al rimpatrio.

 

Sullo sfondo vi è un fenomeno di ampia portata: nelle prime settimane dell'invasione russa su larga scala, quasi 4.700 orfani e bambini privi di cure genitoriali furono evacuati in vari paesi europei con l'autorizzazione del governo ucraino. Kiev ha progressivamente avviato il rimpatrio di questi minori, ma secondo i dati del Servizio nazionale per l'infanzia ucraino, ad aprile 2025 oltre 1.700 bambini — circa il 40% del totale — si trovavano ancora all'estero. L'Italia, che dal 2022 ha accolto centinaia di questi bambini provenienti da case famiglia, è tra i paesi che non consentono il rimpatrio citando provvedimenti dei propri tribunali e il perdurare del conflitto.

 

La situazione nei tribunali italiani è tutt'altro che omogenea: vi sono casi in cui i giudici di merito non applicano in modo uniforme le indicazioni della Cassazione, privilegiando le norme nazionali sulla tutela dei minori rispetto agli obblighi di diritto internazionale. L'intervento delle Sezioni Unite appare quindi necessario per definire un quadro coerente, orientato al principio del superiore interesse del minore e alle norme internazionali vigenti.

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