Mondo. Parkinson, dubbi sulle cure con cellule embrionali
I progressi nella cura del morbo di Parkinson mediante cellule fetali segnano il passo. I malati di Parkinson sono pazienti (500 mila in Italia) che soffrono di una carenza di dopamina, la molecola indispensabile alla comunicazione tra le cellule nervose che controllano sia il movimento che altre funzioni. Le cellule fetali non smettono di produrre dopamina e allora si penserebbe che l'iniezione di questo tipo di cellule dovrebbe portare a dei miglioramenti da parte dei malati. I risultati pero' degli studi piu' recenti (lo studio pubblicato sul New England Journal Of Medicine) hanno fornito dei risultati deludenti. Gli autori hanno infatti rilevato che l'iniezione di cellule embrionali non porta nessun beneficio. Peggio ancora, il 15% dei pazienti ha avuto grossi problemi, perche' le cellule embrionali producevano troppa dopamina. Uno dei pochi lati positivi e' stato il rilevare che le persone al di sotto dei 60 anni traevano qualche beneficio da tale operazione. L'indagine solleva anche grossi dubbi relativi agli studi precedenti i quali suggerivano che il trapianto di cellule embrionali fosse in grado di aumentare la concentrazione cerebrale di dopamina, diminuendo cosi' la rigidita', il tremore, e la lentezza dei movimenti tipici dei malati di morbo di Parkinson. In realta', le nostre nozioni relative ai trapianti di cellule embrionali -si legge sulla Harvard Health Letter- sono grezze e inadeguate per poter arrivare al giusto equilibrio fra troppa e poca dopamina. Oggi, si conclude, bisogna considerare i trapianti di cellule embrionali come argomento di ricerca e non scienza comprovata. I benefici sono ancora da provare, mentre i rischi si dimostrano assolutamente reali.
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