Morbillo, il Ministero richiama le Regioni: nessuna al 95% col richiamo
Il morbillo torna a preoccupare la sanità pubblica italiana. Il Ministero della Salute ha inviato una circolare alle Regioni per richiamarle a rafforzare sorveglianza, vaccinazioni e recupero delle persone non immunizzate, dopo aver riscontrato che nel 2024 nessuna Regione o Provincia autonoma ha raggiunto la soglia raccomandata del 95% di copertura vaccinale con la seconda dose, considerata necessaria per interrompere la circolazione del virus.
Come riporta Quotidiano Sanità, la media nazionale per la seconda dose si ferma all'84,45%, mentre la prima dose raggiunge il 94,77%. Le coperture più basse per il richiamo si registrano in Sicilia (67,88%), Campania (71,89%) e nella Provincia Autonoma di Bolzano (73,69%), tutte ben al di sotto della soglia raccomandata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità per garantire l'immunità di gregge nelle fasce di popolazione target, che comprendono bambini, adolescenti e gruppi vulnerabili.
La circolare, firmata da Maria Rosaria Campitiello, a capo del Dipartimento della Prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie del Ministero, analizza l'andamento epidemiologico tra il 2024 e il 2026 e segnala la persistenza di focolai in Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio, Calabria e Sicilia, parlando esplicitamente di una condizione di endemicità del morbillo in Italia.
I numeri del 2026 confermano un'inversione di tendenza rispetto all'anno precedente. Nei primi cinque mesi sono stati confermati 472 casi, contro i 322 registrati nello stesso periodo del 2025 e i 509 del 2024. Se si considerano anche i casi possibili e probabili, le segnalazioni complessive salgono a 609 nel 2026, contro le 342 del 2025 e le 568 del 2024, anche se il Ministero avverte che questo dato risente dei tempi di aggiornamento della piattaforma di sorveglianza Premal e della trasmissione dei risultati di laboratorio.
L'aumento più vistoso riguarda la Calabria, dove i casi sono passati da 17 nel 2025 a 265 nel 2026, un incremento legato a un focolaio del genotipo D8-5963. Crescite significative si registrano anche in Campania, da 18 a 100 casi, nel Lazio, da 47 a 54, e in Toscana, da 6 a 49.
Secondo i dati del sistema Premal relativi al 2026, la maggior parte dei contagi colpisce i giovani adulti tra i 15 e i 39 anni: in questa fascia d'età il 94,7% dei casi con stato vaccinale noto riguarda persone non vaccinate. Considerando il totale dei casi 2026 con stato vaccinale noto, la quota di non vaccinati sale al 93,3%. Anche tra il personale sanitario colpito la situazione desta preoccupazione: l'88,9% degli operatori infetti non era vaccinato.
Il Ministero chiede quindi alle Regioni di potenziare i sistemi di sorveglianza, con un'accurata indagine epidemiologica dei casi sospetti e la conferma di laboratorio sia dei casi sporadici sia dei focolai, e di avviare campagne mirate di recupero vaccinale, in particolare per la seconda dose, rivolte ai giovani adulti tra i 15 e i 39 anni, alle categorie a rischio e al personale sanitario.
Il caso della Calabria è emblematico delle difficoltà strutturali che riguardano l'intero sistema vaccinale regionale: non solo il morbillo, ma anche le altre vaccinazioni obbligatorie per legge dal 2017 restano sotto la soglia del 95%. Per poliomielite, difterite, tetano, pertosse ed epatite B la copertura si ferma al 93,34%, mentre per la varicella scende al 92,05%.