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 MONTENEGRO - MONTENEGRO - Un muro al confine con Albania e Kosovo?
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25 agosto 2019 15:07
 
Quale sarà il prossimo muro, a sorgere in Europa? Quello alla frontiera che il Montenegro condivide con Albania e Kosovo, in chiave anti-migranti e criminalità organizzata.È la più che controversa proposta lanciata da Nebojsa Medojevic, un altissimo papavero del Fronte democratico, coalizione filorussa e filoserba all'opposizione in Montenegro.
Fronte Democratico che, se e quando arriverà al potere, per contrastare i «narco-clan è pronto a erigere un muro» al confine montenegrino-albanese e montenegrino-kosovaro, ha detto Medojevic, specificando che la recinzione sarebbe l'unica via per stoppare i traffici «dei contrabbandieri». Il muro «non sarà costruito contro il popolo albanese o montenegrino, ma contro la mafia» che opererebbe nei due Paesi, ha aggiunto il politico di Podgorica, che ha suggerito che Pristina e Tirana sarebbero oggi «degli Eldorado» per i traffici di armi, sigarette, droga, armi, oltre che di migranti in transito via Balcani verso l'Europa più ricca. Parole di Medojevic che hanno causato dure reazioni e aspre critiche.
È «triste che qualcuno che, un tempo, ha ricevuto il sostegno» della minoranza albanese in Montenegro «parli in questo modo dispregiativo degli albanesi e che definisca il Kosovo uno Stato finto e un territorio serbo occupato», ha attaccato Nikola Gegaj, influente esponente del Partito democratico dei socialisti dell'inossidabile Milo Djukanovic, al potere da più di vent'anni a Podgorica, oggi sulla poltrona di presidente della Repubblica. Si tratta, ha aggiunto Gegaj, di dichiarazioni pensate solo per eccitare odi interetnici. Scioccato si è detto anche Fatmir Gjeka, leader del Partito democratico, che citato da Al Jazeera ha parlato di frasi da condannare, in «un momento di frontiere aperte». Ma a reagire è stato anche il ministero della Difesa montenegrino, che ha accusato il Fronte Democratico di voler minare la sicurezza del Paese e i buoni rapporti con le nazioni vicine. Sulla stessa linea, anche il premier kosovaro uscente, Ramush Haradinaj, che ha ricordato che «l'epoca dei muri» ormai è finita. Ma le uscite infelici di Medojevic sono il segnale di tensioni più o meno sotterranee tra Podgorica e vicini, che hanno eccitato gli animi nell'ultimo periodo. A provocare polemiche, in particolare, la presenza di poliziotti di frontiera albanesi, notati sul territorio montenegrino e poi sfruttata dai tabloid, anche serbi, per eccitare gli animi. È poi emerso che l'ingresso era stato concordato tra le due capitali, ma l'opposizione ha colto al balzo l'opportunità per lanciare l'idea del muro. Ma a preoccupare è stata anche l'esposizione della bandiera albanese - come pure di quella serba - a due concerti organizzati dalle due minoranze in Montenegro, operazioni che hanno fatto parlare Podgorica di «fronte» aperto di nazionalismo spinto.

(articolo di Stefano Giantin, pubblicato sul quotidiano "IL Piccolo", del 25/08/2019)
 
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