Narcotrafficanti latinoamericani espandono la presenza in Europa

Le organizzazioni criminali latinoamericane stanno rafforzando in modo sempre più strutturato la propria presenza in Europa, non limitandosi più a rifornire i mercati della cocaina ma costruendo vere e proprie reti locali che toccano anche droghe sintetiche e traffico d'armi. Lo segnala un'analisi pubblicata dalla Global Initiative Against Transnational Organized Crime (GI-TOC), organizzazione con sede a Ginevra che monitora da anni l'evoluzione della criminalità organizzata transnazionale. Secondo lo studio, questa espansione potrebbe essere una conseguenza diretta della pressione crescente esercitata dagli Stati Uniti sui gruppi criminali latinoamericani e del ritorno, in diversi paesi della regione, a politiche più dure contro la criminalità organizzata. Anche se la designazione, nel 2025, di alcuni di questi gruppi come organizzazioni terroristiche straniere da parte di Washington ha avuto scarso impatto sui loro comportamenti criminali in patria, l'Europa sembra essere diventata un terreno meno rischioso per alcune attività, in particolare il riciclaggio di denaro e altre operazioni legate al settore privato. Spostare parte delle operazioni nel continente europeo riduce i rischi e consente ai gruppi latinoamericani di inserirsi in un ecosistema criminale già maturo, dove le loro competenze e le loro reti vengono spesso accolte con favore dalle controparti europee. Le organizzazioni criminali messicane, si legge nell'analisi, non si limitano più alla produzione di metanfetamine ma hanno stretto alleanze con un'ampia gamma di reti criminali locali per entrare nel redditizio mercato della cocaina. Pur restando i network colombiani i principali fornitori di cocaina per l'Europa, cartelli messicani come il Jalisco Nueva Generazione (CJNG) hanno aumentato il proprio coinvolgimento nel mercato spagnolo della cocaina, restando comunque attivi anche in quello delle metanfetamine, come dimostrano alcuni arresti recenti in Catalogna. Il coinvolgimento di questi gruppi nei mercati criminali europei va però oltre la droga. Nell'agosto 2026 quattro presunti membri del CJNG sono stati arrestati a Praga con l'accusa di aver cercato di procurarsi armi di tipo militare. In precedenza, nell'aprile 2025, la Spagna aveva estradato negli Stati Uniti un cittadino bulgaro accusato di aver cospirato per fornire proprio al CJNG armamenti di livello militare. Anche altri attori criminali provenienti dall'America Latina risultano sempre più attivi in Europa. L'anno scorso le autorità di Barcellona hanno arrestato il fratello del leader del Tren de Aragua Héctor "Niño" Guerrero, ucciso nel giugno 2026 in un'operazione congiunta tra Stati Uniti e Venezuela. Secondo l'analisi GI-TOC, mentre l'espansione europea di gruppi come Los Lobos, il Primeiro Comando da Capital (PCC) brasiliano e lo stesso Tren de Aragua sembra per ora concentrarsi su Spagna e Portogallo, la stessa dinamica ha caratterizzato in passato altre reti latinoamericane che poi si sono progressivamente integrate negli ecosistemi criminali europei. Il panorama della criminalità organizzata in Europa, spiega ancora lo studio, è estremamente frammentato e, salvo poche eccezioni, si caratterizza per strutture relativamente orizzontali e reti fluide: una configurazione che facilita l'ingresso di gruppi esterni nei mercati locali più redditizi. Vi sono già segnali, secondo i ricercatori, di un apprendimento reciproco tra organizzazioni criminali dei due lati dell'Atlantico, con i modelli di "crime-as-a-service" che stanno diventando un fattore chiave nella costruzione di queste nuove alleanze transnazionali.