Martedì 9 giugno 2026
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Nike in tribunale: class action sui rimborsi dei dazi doganali

AMERICHE - USA
Notizia · Redazione ·

Nike è finita nel mirino di una class action presentata l'8 maggio 2026 presso il tribunale federale di Portland, in Oregon. I consumatori accusano il colosso dell'abbigliamento sportivo di aver scaricato su di loro i costi dei dazi doganali attraverso prezzi più alti, senza tuttavia impegnarsi a restituire i rimborsi che l'azienda sta ora recuperando dal governo federale.

Come riportato da GuruFocus/Yahoo Finance, la vicenda ha origine nelle tariffe imposte dall'amministrazione Trump attraverso l'International Emergency Economic Powers Act (IEEPA). Nike ha dichiarato di aver pagato circa 1 miliardo di dollari in dazi sulle merci importate. Per coprire questi costi, l'azienda aveva aumentato i prezzi di alcune calzature tra i 5 e i 10 dollari e di alcuni capi di abbigliamento tra i 2 e i 10 dollari.

A febbraio 2026, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha dichiarato illegittime le tariffe imposte tramite l'IEEPA, aprendo la strada ai rimborsi per le aziende che avevano sostenuto quei costi. Il 20 aprile, l'agenzia delle dogane e della protezione dei confini (CBP) ha lanciato un apposito portale online per il recupero dei dazi — il CAPE (Consolidated Administration and Processing of Entries) — con i primi accrediti attesi a partire dal 12 maggio 2026.

Il problema, secondo i ricorrenti, è che Nike si troverebbe così a recuperare due volte lo stesso esborso: prima dai consumatori tramite i prezzi gonfiati, e poi dallo Stato tramite i rimborsi. L'atto di citazione sottolinea che Nike "non ha assunto alcun impegno giuridicamente vincolante a restituire i sovrapprezzi legati ai dazi ai consumatori che li hanno effettivamente pagati".

Va inoltre evidenziato che i singoli consumatori non possono accedere direttamente al portale governativo di rimborso, riservato esclusivamente alle aziende che hanno operato come importatori di riferimento. Nike, in quanto importatore diretto, è l'unico soggetto abilitato a richiedere il rimborso statale: ecco perché i ricorrenti chiedono al giudice di obbligare l'azienda a trasferire quei fondi ai clienti che avevano sostenuto i costi dei dazi.

La causa si inserisce in un'ondata più ampia di contenziosi analoghi: più di 2.000 aziende hanno già presentato ricorso presso la Corte del Commercio Internazionale degli Stati Uniti per recuperare i dazi pagati. Tra i marchi già coinvolti in class action simili figurano Costco, Lululemon, Shein, Temu ed EssilorLuxottica, produttrice degli occhiali Ray-Ban. Le uniche grandi aziende che, ad oggi, si sono impegnate pubblicamente a restituire i rimborsi ai propri clienti sono FedEx, UPS e DHL. Nike non ha risposto alle richieste di commento.

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