NYT: Usa trasferiscono droni "killer" Reaper in Colombia ed Ecuador

Le forze armate statunitensi hanno trasferito un piccolo numero di droni MQ-9 Reaper dall'Africa a Colombia ed Ecuador, nell'ambito dell'espansione della campagna militare dell'amministrazione Trump contro i gruppi narcotrafficanti latinoamericani. Lo ha rivelato il New York Times, che ha ripreso la notizia anche tramite l'edizione online di GV Wire.
Due funzionari statunitensi, che hanno parlato in forma anonima al quotidiano perché non autorizzati a discutere pubblicamente di questioni operative, non hanno precisato quanti droni siano stati assegnati a ciascun paese né quanti siano già arrivati a destinazione.
Il trasferimento arriva mentre il generale Francis L. Donovan, il più alto comandante militare statunitense per gran parte dell'America Latina, ha delineato piani per ampliare le operazioni: dagli attacchi contro imbarcazioni sospettate di traffico di droga si passerebbe a colpire bersagli terrestri.
Il Reaper, spesso definito aereo "hunter-killer" (cacciatore-assassino), può condurre missioni di sorveglianza e attacchi di precisione. È in grado di trasportare missili, bombe, telecamere a infrarossi e apparecchiature capaci di intercettare le comunicazioni elettroniche.
Colombia ed Ecuador, paesi che ospitano gruppi di narcotrafficanti classificati da Washington come organizzazioni terroristiche, sono tra le poche nazioni ad aver accettato di condurre operazioni congiunte con gli Stati Uniti sul proprio territorio. I ministeri della Difesa dei due paesi non hanno risposto alle richieste di commento del New York Times, così come il Comando Sud statunitense, che sovrintende alla regione e ha invocato motivi di sicurezza operativa per non commentare.
Secondo quanto riportato dai media locali, le autorità della Difesa di Colombia ed Ecuador hanno comunque riconosciuto i piani per ricevere i droni Reaper. Funzionari colombiani avevano dichiarato in estate che il paese aveva accettato di ricevere tre velivoli Reaper, valutando anche l'acquisto di un quarto esemplare. Il ministro della Difesa ecuadoriano, Gian Carlo Loffredo, ha confermato in un'intervista radiofonica di venerdì che due droni sono già stati consegnati all'Ecuador per la cooperazione bilaterale e sono operativi nei cieli del paese.
Il presidente ecuadoriano Daniel Noboa è stato quest'anno il primo leader della regione a consentire operazioni militari congiunte nel proprio paese e ha recentemente affrontato critiche per la presenza di truppe statunitensi in una base.
I droni Reaper, il cui costo può arrivare fino a 50 milioni di dollari ciascuno, sono diventati una risorsa sempre più scarsa per il Pentagono dopo le perdite subite durante la guerra con l'Iran: almeno 45 velivoli di questo tipo, circa un quarto dell'intera flotta statunitense, sono stati distrutti in quel conflitto.
Il trasferimento di questi sistemi d'arma avanzati in Sudamerica ha suscitato reazioni da parte di esperti legali e organizzazioni per i diritti umani, secondo i quali gli attacchi letali contro imbarcazioni sospettate di trasportare droga potrebbero configurarsi come azioni illegali: le persone colpite, infatti, non rappresenterebbero una minaccia diretta per la sicurezza degli Stati Uniti, condizione che secondo il diritto internazionale sarebbe necessaria per giustificare un uso letale della forza.