Ocse: salari reali in Italia, Giappone e Sudafrica sotto i livelli pre-Covid
I salari reali di alcuni tra i maggiori Paesi del G20 non sono ancora tornati ai livelli precedenti la pandemia. Lo segnala l'Ocse nelle sue Prospettive economiche intermedie, presentate il 23 settembre 2026 a Parigi. Tra i Paesi indicati come più in ritardo figura anche l'Italia, insieme a Giappone e Sudafrica.
Come riporta il report dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, l'aumento dei prezzi del carburante per i consumatori arriva in un momento in cui, in queste economie, il potere d'acquisto dei salari resta fermo o addirittura inferiore rispetto a prima della pandemia da Covid-19.
Il rincaro dei carburanti, spiega l'Ocse, è legato sia all'aumento del prezzo del petrolio greggio sia a margini più elevati nella fase di raffinazione, in un contesto di crescenti colli di bottiglia nel settore. A pesare sono anche le interruzioni prolungate delle esportazioni dalle economie del Golfo, aggravate dal perdurare del conflitto in Medio Oriente, oltre a eventi meteorologici estremi legati a un El Niño particolarmente intenso.
Nonostante queste tensioni, la crescita economica globale ha mostrato una tenuta relativa. L'Ocse prevede un aumento del Prodotto interno lordo mondiale del 2,9% nel 2026 e del 3,0% nel 2027. Contestualmente, l'inflazione nell'area G20 è attesa in calo dal 4,1% al 3,6%, mentre quella "di fondo" (che esclude le componenti più volatili come energia e alimentari) dovrebbe scendere dal 2,7% al 2,5% nelle economie avanzate.
Per quanto riguarda specificamente l'Italia, l'Ocse ha rivisto al rialzo le stime di crescita del Pil per il 2026, portandole allo 0,9% (rispetto allo 0,5% indicato a giugno), per poi prevedere un rallentamento allo 0,6% nel 2027. Le prospettive globali restano comunque fortemente condizionate dal raggiungimento di una soluzione duratura al conflitto in Medio Oriente.
Tra i principali rischi al ribasso indicati dall'organizzazione parigina figurano, oltre al conflitto mediorientale, eventuali ulteriori interruzioni delle esportazioni dal Golfo, il rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato a lungo termine e la possibilità che gli investimenti legati all'intelligenza artificiale non producano i ritorni attesi.
Tra le raccomandazioni di policy, l'Ocse invita le banche centrali ad ancorare saldamente le aspettative di inflazione, i governi a sostenere le famiglie di fronte ai rincari energetici e tutti i Paesi a proseguire con riforme strutturali capaci di rilanciare la produttività, in un contesto in cui il recupero salariale resta lento e disomogeneo tra le diverse economie del G20.
Il testo completo delle Prospettive economiche intermedie è disponibile sul sito dell'OCSE.