Sabato 26 settembre 2026
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L'ombra dei cartelli messicani dietro l'allarme droga nell'Africa del sud

AFRICA
Notizia ·
David Trinks - Unsplash
Foto: David Trinks — Unsplash (Unsplash License (libero uso))

 L'Africa meridionale sta trasformandosi da area di transito del narcotraffico internazionale a mercato di consumo e produzione con il coinvolgimento e expertise di cartelli latino americani, in particolare messicani.

Un'inchiesta Afp mostra come il cartello di Sinaloa abbia scelto il Sudafrica come territorio ideale per la produzione industriale di metanfetamina destinata soprattutto ai redditizi mercati di Australia e Nuova Zelanda.

Gli ingredienti chimici vengono importati da Cina e India.

Secondo gli investigatori, almeno sette laboratori clandestini legati a reti messicane sono stati scoperti nell'Africa meridionale negli ultimi due anni. Il caso più noto è quello del mega-laboratorio individuato a maggio nei pressi di Swartruggens, nella provincia del North West, ritenuto in grado di produrre fino a cinque tonnellate di metanfetamina al mese. Le autorità sospettano che chimici messicani siano stati inviati direttamente dal cartello per addestrare personale locale e supervisionare la produzione.

 

In Mozambico, inoltre, sono stati recentemente arrestati quattro cittadini messicani coinvolti nel traffico di droga. Secondo le autorità, fino a circa cinque anni fa il Paese era considerato quasi esclusivamente un punto di passaggio per eroina, metanfetamine e cocaina. Oggi, la crescente disponibilità di stupefacenti sul territorio sta anche alimentando un preoccupante consumo interno. Il Mozambico registra un aumento di flussi di cocaina lungo la cosiddetta "rotta lusofona" che collega il Brasile ai Paesi africani di lingua portoghese. Parallelamente sta emergendo il traffico di fentanyl, il pericoloso oppioide sintetico. (ANSA).

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