Onu. Forum permanente per 191 Stati sulle migrazioni
Un Forum permanente sull'immigrazione, per offrire ai 191 Stati membri dell'Onu un "luogo in cui discutere in maniera sistematica e globale i temi legati a migrazioni internazionali di sviluppo". Dal Symposium delle Nazioni Unite su "International Migration and Development", aperto oggi al Politecnico di Torino, si ribadisce la necessita' di una visione di insieme di migrazione e sviluppo, non solo "attraverso le lenti visuali di separati dipartimenti governativi".
Nei tre giorni del Simposio, che si chiudera' il 30 giugno prossimo, sono affrontati tutti i temi legati all'immigrazione e allo sviluppo, inteso non solo nei Paesi di arrivo, ma anche nei Paesi d'origine. Riccardo Viale, Presidente della Fondazione Rosselli, ha elencato i fattori importanti nel bilancio immigrazione-sviluppo: le rimesse economiche (ovvero i soldi che gli immigrati puntualmente inviano alle famiglie), la crescita e l'introduzione di nuovi modelli culturali sono gli aspetti che piu' influiscono sullo sviluppo nei Paesi d'origine. Le maggiori risorse creative, la copertura di parte del mercato del lavoro, il fattore risparmio, il Welfare, sono i settori che traggono maggior giovamento nei paesi di immigrazione. Secondo i dati divulgati, durante il primo giorno del convegno, il numero totale dei migranti internazionali, nel 2005, ammontava a 191 milioni, dei quali circa un terzo vive in un Paese in via di sviluppo e proviene da un altro Paese in via di sviluppo, mentre un altro terzo vive in un Paese sviluppato e ne proviene da un altro in via di sviluppo. Questo a significare che i migranti "dal Sud al Sud" sono pari a quelli "dal Sud al Nord".
In particolare , sempre nel 2005, l'Europa ha accolto il 34% di tutti i migranti, l'America del Nord il 23%, l'Asia il 28%. Per quanto riguarda il sesso: la meta' dei migranti a livello mondiale e' composta da donne. Ancora, relativamente al grado di istruzione, nel 2000, si sono registrati 20 milioni di migranti con un'eta' minima di 25 anni e un'educazione post-secondaria, contro i 12 milioni registrati nel 1990. Tra i relatori del convegno Haya Rashed Al-Khalifa, neo-eletta Presidente della prossima Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Jose' Antonio Ocampo, vicesegretario generale delle Nazioni Unite per le questioni economiche e sociali, Peter Sutherland, Rappresentante speciale del Segretario Generale dell'Onu per la Migrazione, Ali Hachnani, Presidente del Consiglio Economico e Sociale dell'Onu, Hania Zlotnik, direttrice della Divisione della Popolazione dell'Onu.
Nei tre giorni del Simposio, che si chiudera' il 30 giugno prossimo, sono affrontati tutti i temi legati all'immigrazione e allo sviluppo, inteso non solo nei Paesi di arrivo, ma anche nei Paesi d'origine. Riccardo Viale, Presidente della Fondazione Rosselli, ha elencato i fattori importanti nel bilancio immigrazione-sviluppo: le rimesse economiche (ovvero i soldi che gli immigrati puntualmente inviano alle famiglie), la crescita e l'introduzione di nuovi modelli culturali sono gli aspetti che piu' influiscono sullo sviluppo nei Paesi d'origine. Le maggiori risorse creative, la copertura di parte del mercato del lavoro, il fattore risparmio, il Welfare, sono i settori che traggono maggior giovamento nei paesi di immigrazione. Secondo i dati divulgati, durante il primo giorno del convegno, il numero totale dei migranti internazionali, nel 2005, ammontava a 191 milioni, dei quali circa un terzo vive in un Paese in via di sviluppo e proviene da un altro Paese in via di sviluppo, mentre un altro terzo vive in un Paese sviluppato e ne proviene da un altro in via di sviluppo. Questo a significare che i migranti "dal Sud al Sud" sono pari a quelli "dal Sud al Nord".
In particolare , sempre nel 2005, l'Europa ha accolto il 34% di tutti i migranti, l'America del Nord il 23%, l'Asia il 28%. Per quanto riguarda il sesso: la meta' dei migranti a livello mondiale e' composta da donne. Ancora, relativamente al grado di istruzione, nel 2000, si sono registrati 20 milioni di migranti con un'eta' minima di 25 anni e un'educazione post-secondaria, contro i 12 milioni registrati nel 1990. Tra i relatori del convegno Haya Rashed Al-Khalifa, neo-eletta Presidente della prossima Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Jose' Antonio Ocampo, vicesegretario generale delle Nazioni Unite per le questioni economiche e sociali, Peter Sutherland, Rappresentante speciale del Segretario Generale dell'Onu per la Migrazione, Ali Hachnani, Presidente del Consiglio Economico e Sociale dell'Onu, Hania Zlotnik, direttrice della Divisione della Popolazione dell'Onu.
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