L'opposizione sulle politiche anti-immigrazione? I vescovi
Le sofferenze dei migranti sono causate anche da discutibili provvedimenti messi in pratica da quei Paesi ricchi che dovrebbero impegnarsi piu' degli altri in seri percorsi di accoglienza. E' questo un passaggio dell' omelia della messa presieduta ieri pomeriggio in Duomo dall' arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi, e concelebrata con i vescovi provenienti da Africa, Asia e America Latina che fanno parte della delegazione del G8.
Le perplessita' dei vescovi italiani sul pacchetto sicurezza approvato in via definitiva dalle Camere restano tante, come confermano le parole di Tettamanzi. Alle quali oggi si e' aggiunta la replica alla Lega del vescovo di Piazza Armerina, mons.Michele Pennisi: 'i vescovi hanno il diritto e il dovere di esprimersi sulle questioni morali' anche sull'immigrazione perche' e' un tema che 'riguarda la dignita' della persona'.
Per cui i vescovi 'non si lasceranno intimidire' da attacchi come quelli del ministro degli Interni Roberto Maroni o del leader della Lega Nord Umberto Bossi. Mons. Pennisi chiede inoltre al Governo di varare un provvedimento che sani la situazione: 'se il governo vuole coniugare legalita' e solidarieta' deve fare una sanatoria perche' tutti quelli che attualmente risiedono in Italia e hanno un lavoro possano essere regolarizzati per avere diritto all'assistenza sanitaria e i loro figli all'istruzione'.
Nella sua omelia il cardinale Tettamanzi invita ad ascoltare chi nel mondo non ha voce: 'I diritti dei deboli non sono diritti deboli - afferma - Sono diritti che vanno proclamati, riconosciuti, difesi e promossi. Con tutte le nostre forze'. E fra i piu' deboli Tettamanzi cita proprio gli immigrati e ricorda quelle leggi che certo non li favoriscono: 'Milioni di persone al mondo subiscono ingiuste e drammatiche sofferenze, costrette come sono a migrare a causa delle difficili condizioni di vita nei Paesi d'origine. Molte di queste sofferenze - aggiunge riferendosi anche al contenuto del pacchetto sicurezza approvato di recente - sono causate ai migranti talvolta da discutibili provvedimenti messi in atto da quei Paesi ricchi che dovrebbero maggiormente impegnarsi in percorsi di accoglienza e integrazione seri, ragionati e rigorosi'.
'Dio vuole che riconosciamo con gioia e serieta' la fraternita' che tutti ci lega - dice ancora l' arcivescovo -: una fraternita' universale che non puo' piu' essere solo enunciata in modo vago o solo sussurrata in contesti lontani da quelli in cui si decidono le sorti dei popoli e il loro sviluppo'. Tettamanzi parla di un 'quanto mai diffuso egoismo che potremmo chiamare 'sociale' e che dietro il velo dell' apparente difesa dei propri diritti nasconde visioni ristrette, di chiusura, di vera e propria contrapposizione'. Cosi' il G8 de L'Aquila 'e' un'opportunita' che ci e' data per far sentire la voce che esprime la coscienza cristiana che avverte come proprie le necessita' di molti popoli del mondo, che purtroppo non hanno voce. Di questa 'non voce' la nostra coscienza vuole farsi carico'. 'Non posso non riaffermare con forza - aggiunge il cardinale in un altro passaggio del suo intervento - che le conseguenze dell'attuale crisi, la cui responsabilita' e le cui origini sono dei Paesi piu' ricchi, non devono alla fine ricadere pesantemente sui Paesi poveri'.
Per Tettamanzi, 'lo sviluppo e' premessa indispensabile per la pace' e in questo senso 'la cancellazione del debito estero, la necessita' di contrastare gli effetti devastanti dovuti ai cambiamenti climatici, l'esigenza di una governance globale dell'economia e della finanza come pure di una nuova regolamentazione del mercato delle risorse e dei beni a raggio internazionale, sono altrettante priorita' che non ammettono dilazione alcuna. E se al riguardo si sono decisi degli interventi, e' il caso di dire - conclude - che pacta sunt servanda'.
Le perplessita' dei vescovi italiani sul pacchetto sicurezza approvato in via definitiva dalle Camere restano tante, come confermano le parole di Tettamanzi. Alle quali oggi si e' aggiunta la replica alla Lega del vescovo di Piazza Armerina, mons.Michele Pennisi: 'i vescovi hanno il diritto e il dovere di esprimersi sulle questioni morali' anche sull'immigrazione perche' e' un tema che 'riguarda la dignita' della persona'.
Per cui i vescovi 'non si lasceranno intimidire' da attacchi come quelli del ministro degli Interni Roberto Maroni o del leader della Lega Nord Umberto Bossi. Mons. Pennisi chiede inoltre al Governo di varare un provvedimento che sani la situazione: 'se il governo vuole coniugare legalita' e solidarieta' deve fare una sanatoria perche' tutti quelli che attualmente risiedono in Italia e hanno un lavoro possano essere regolarizzati per avere diritto all'assistenza sanitaria e i loro figli all'istruzione'.
Nella sua omelia il cardinale Tettamanzi invita ad ascoltare chi nel mondo non ha voce: 'I diritti dei deboli non sono diritti deboli - afferma - Sono diritti che vanno proclamati, riconosciuti, difesi e promossi. Con tutte le nostre forze'. E fra i piu' deboli Tettamanzi cita proprio gli immigrati e ricorda quelle leggi che certo non li favoriscono: 'Milioni di persone al mondo subiscono ingiuste e drammatiche sofferenze, costrette come sono a migrare a causa delle difficili condizioni di vita nei Paesi d'origine. Molte di queste sofferenze - aggiunge riferendosi anche al contenuto del pacchetto sicurezza approvato di recente - sono causate ai migranti talvolta da discutibili provvedimenti messi in atto da quei Paesi ricchi che dovrebbero maggiormente impegnarsi in percorsi di accoglienza e integrazione seri, ragionati e rigorosi'.
'Dio vuole che riconosciamo con gioia e serieta' la fraternita' che tutti ci lega - dice ancora l' arcivescovo -: una fraternita' universale che non puo' piu' essere solo enunciata in modo vago o solo sussurrata in contesti lontani da quelli in cui si decidono le sorti dei popoli e il loro sviluppo'. Tettamanzi parla di un 'quanto mai diffuso egoismo che potremmo chiamare 'sociale' e che dietro il velo dell' apparente difesa dei propri diritti nasconde visioni ristrette, di chiusura, di vera e propria contrapposizione'. Cosi' il G8 de L'Aquila 'e' un'opportunita' che ci e' data per far sentire la voce che esprime la coscienza cristiana che avverte come proprie le necessita' di molti popoli del mondo, che purtroppo non hanno voce. Di questa 'non voce' la nostra coscienza vuole farsi carico'. 'Non posso non riaffermare con forza - aggiunge il cardinale in un altro passaggio del suo intervento - che le conseguenze dell'attuale crisi, la cui responsabilita' e le cui origini sono dei Paesi piu' ricchi, non devono alla fine ricadere pesantemente sui Paesi poveri'.
Per Tettamanzi, 'lo sviluppo e' premessa indispensabile per la pace' e in questo senso 'la cancellazione del debito estero, la necessita' di contrastare gli effetti devastanti dovuti ai cambiamenti climatici, l'esigenza di una governance globale dell'economia e della finanza come pure di una nuova regolamentazione del mercato delle risorse e dei beni a raggio internazionale, sono altrettante priorita' che non ammettono dilazione alcuna. E se al riguardo si sono decisi degli interventi, e' il caso di dire - conclude - che pacta sunt servanda'.
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