Optima Italia: il Consiglio di Stato conferma la multa AGCM da 1,3 milioni
Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso presentato da Optima Italia contro la sanzione da 1,3 milioni di euro comminata dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) per pratiche commerciali scorrette nel settore della vendita al dettaglio di energia. Come riporta Quotidiano Energia, il giudice amministrativo di secondo grado ha dunque confermato in via definitiva la legittimità del provvedimento sanzionatorio dell'Antitrust, rigettando le argomentazioni difensive dell'operatore energetico napoletano.
La vicenda prende avvio nell'ottobre 2022, quando l'AGCM aveva concluso due distinti procedimenti istruttori nei confronti di Optima Italia. Il primo riguardava la mancata ottemperanza agli impegni resi obbligatori dall'Autorità con delibera del luglio 2021: in particolare, la società non aveva correttamente integrato la documentazione contrattuale e il materiale pubblicitario, né aveva dato seguito in modo efficace alla procedura di rimborso dei clienti cui erano stati indebitamente addebitati gli sconti in caso di recesso anticipato dal contratto.
Il secondo procedimento aveva invece accertato la scorrettezza delle pratiche commerciali adottate da Optima nel presentare ai potenziali clienti le condizioni economiche di fornitura di elettricità e gas sul mercato libero. L'AGCM aveva rilevato gravi carenze di trasparenza sulle caratteristiche del servizio, sulla durata degli sconti e sulle conseguenze di un'eventuale uscita anticipata dal contratto. Le indagini avevano portato alla luce informazioni definite "ingannevoli e omissive" nella promozione delle offerte, e una condotta ritenuta aggressiva: al momento del recesso, tutti gli sconti erogati durante la fornitura venivano recuperati dall'azienda tramite uno storno nella fattura di chiusura, di fatto equivalente all'applicazione di una penale.
La sanzione originaria, che avrebbe potuto attestarsi a 2,6 milioni di euro, era già stata ridotta a 1,3 milioni in considerazione degli sforzi compiuti da Optima — dopo l'avvio dei procedimenti — per rendere più trasparente la documentazione contrattuale e per riconoscere un congruo ristoro ai consumatori penalizzati. La società aveva tuttavia impugnato il provvedimento davanti al TAR Lazio, che aveva confermato la legittimità della sanzione. L'appello al Consiglio di Stato rappresentava quindi l'ultimo tentativo di Optima di sottrarsi alla multa, tentativo che è stato definitivamente respinto.