Organoidi da cellule NHS per ridurre i test sugli animali
Il Regno Unito avvierà un programma per coltivare organi umani in miniatura — i cosiddetti organoidi — a partire dalle cellule dei pazienti del Servizio Sanitario Nazionale (NHS), con l'obiettivo di migliorare la sperimentazione dei farmaci e ridurre il ricorso agli animali nella ricerca. Come riporta Health Tech World riprendendo l'articolo del Guardian, gli scienziati utilizzeranno questi aggregati di tessuto umano per studiare come le malattie si manifestano in modo diverso da paziente a paziente, aiutando così a individuare le terapie più efficaci in funzione della specifica patologia di ciascuno.
Il nuovo programma sarà coordinato da un polo di ricerca con sede a Cambridge, finanziato con 20 milioni di sterline dal Medical Research Council (MRC). I ricercatori lavoreranno alla creazione di una biblioteca di organoidi standardizzati e validati, messi a disposizione sia del mondo accademico sia dell'industria farmaceutica per accelerare lo sviluppo di nuovi farmaci.
Il finanziamento complessivo dell'iniziativa è più ampio: MRC, Wellcome e Innovate UK hanno stanziato congiuntamente 15,9 milioni di sterline per sviluppare modelli avanzati di malattia basati su cellule e tessuti umani. Il programma comprende organoidi derivati da cellule staminali, colture di tessuto prelevato durante interventi chirurgici e sistemi organ-on-a-chip, che combinano colture cellulari con microfluidica per riprodurre la struttura e il funzionamento di diversi tessuti.
L'iniziativa si inserisce nel piano più ampio del governo Starmer per ridurre progressivamente la sperimentazione animale. La strategia, presentata a novembre 2025, punta sulle cosiddette "nuove metodologie di approccio" (NAMs): oltre agli organoidi, comprende sistemi organ-on-a-chip e intelligenza artificiale per elaborare dati e modellare i processi biologici. Entro fine 2026 saranno sospesi i test sugli animali per irritanti cutanei e oculari; entro il 2027 sarà eliminato il test del botulino sui topi; entro il 2030 si ridurranno i test metabolici su cani e primati non umani.
I numeri attuali danno la misura del fenomeno: nel 2024 nel Regno Unito sono state condotte 2,54 milioni di procedure su animali, in calo del 3,8% rispetto all'anno precedente. Oltre il 90% ha riguardato topi, ratti, pesci e uccelli, ma una quota minoritaria ha coinvolto specie particolarmente protette come cani e scimmie. Storicamente, oltre il 90% dei farmaci che superano i test sugli animali fallisce poi nelle sperimentazioni cliniche sull'uomo, il che mette in discussione l'effettiva utilità predittiva di quei test.
Sul fronte degli organoidi specifici, il gruppo guidato da Matthias Zilbauer, professore clinico di gastroenterologia pediatrica presso il Cambridge Stem Cell Institute, partirà con organoidi per le malattie infiammatorie intestinali come la colite ulcerosa e il morbo di Crohn. Altri ricercatori si concentreranno sulla crescita di tumori in vitro per migliorare i trattamenti oncologici, e su organoidi cerebrali per lo studio delle patologie neurologiche. Nel frattempo la società VivoSphere sta sviluppando test cardiaci di sicurezza coltivando cellule del cuore in piccole sfere di gel: test che tradizionalmente richiedono dai 50 ai 100 animali, tra porcellini d'India, conigli e cani.
Anche i regolatori di farmaci statunitensi ed europei stanno incoraggiando approcci alternativi ove disponibili, segnalando una convergenza internazionale verso modelli di ricerca basati direttamente sulla biologia umana.