Lunedì 5 ottobre 2026
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Animali venerati ma senza una legge che li protegga

ASIA - NEPAL
Notizia ·

In occasione della Giornata mondiale degli animali, celebrata il 4 ottobre, una voce dal Nepal ha riacceso il dibattito su un paradosso che dura da decenni: un paese che venera gli animali nella propria cultura religiosa, ma che non possiede ancora una legge organica per tutelarli. A denunciarlo è Sulakshana Rana, responsabile di programma presso l'organizzazione Animal Nepal, in un intervento pubblicato da OnlineKhabar English News.

 

Nella tradizione induista e buddhista nepalese gli animali occupano un posto centrale: divinità che cavalcano creature sacre, racconti Jataka che narrano le vite precedenti del Buddha sotto forma animale, la vacca venerata come madre durante le festività. Eppure, dietro questa venerazione simbolica, la realtà quotidiana degli animali nel paese resta segnata da sfruttamento, incidenti e assenza di tutele concrete.

 

Il settore zootecnico non è un dettaglio marginale dell'economia nepalese: secondo quanto riportato nell'intervento, contribuisce per circa il 13% al prodotto interno lordo nazionale, pari a circa il 24% del PIL agricolo, generando qualcosa come 6,4 miliardi di dollari l'anno in un'economia complessiva da 49 miliardi. Le esportazioni legate agli animali hanno superato i 15 miliardi di rupie nepalesi nei soli primi sette mesi dell'anno fiscale in corso, un dato che comprende 6,4 miliardi di rupie da tappeti di lana e 2,3 miliardi dal chhurpi, il tradizionale formaggio di yak che negli ultimi anni viene venduto anche come snack masticabile per cani.

Da oltre un decennio Animal Nepal, insieme a una coalizione di circa venti organizzazioni, chiede l'approvazione di un Animal Welfare Act autonomo, una legge che riconosca esplicitamente gli animali come esseri senzienti e che faccia del loro benessere lo scopo primario della norma, non un effetto collaterale. Circa quattro anni fa la coalizione aveva elaborato una prima bozza, frutto di ricerca, consulenza tecnica e ampia consultazione, presentandola a tutti gli organi governativi competenti, incluso il Comitato parlamentare su Agricoltura, Cooperative e Risorse Naturali, che aveva a sua volta incaricato il Dipartimento dei Servizi Zootecnici di preparare una proposta di legge entro sei mesi.

 

Quella proposta, però, non ha mai visto la luce nella forma auspicata dalle associazioni. Il governo ha recentemente fatto circolare un testo alternativo, denominato Animal Services and Animal Welfare Bill, che tratta il benessere animale come un capitolo secondario, subordinato agli obiettivi della produzione zootecnica: una legge pensata innanzitutto per regolare il settore economico, con il benessere degli animali relegato a corollario. Per questo motivo Animal Nepal ha respinto formalmente questa bozza come sostituto di una legge autonoma dedicata esclusivamente alla tutela animale.

 

La proposta avanzata dalla coalizione includerebbe invece la protezione di ogni categoria di animale con cui l'uomo entra in contatto: animali da compagnia e randagi; animali da allevamento, tutelati per quanto riguarda alloggio, alimentazione, trasporto e modalità di macellazione; animali da lavoro, con equipaggiamento adeguato, carichi di lavoro ragionevoli, riposo, acqua e cure veterinarie; animali selvatici tenuti in cattività e impiegati nell'intrattenimento; infine animali utilizzati nella ricerca scientifica, sotto approvazione etica. La legge prevederebbe inoltre standard per un trasporto umano, procedure di soccorso, riabilitazione e adozione, l'inclusione degli animali nei piani di preparazione alle catastrofi (un tema reso urgente dalle alluvioni e dalle frane degli ultimi anni) e un sistema di applicazione affidato a funzionari specializzati, dotati di poteri di ispezione e sequestro, sanzioni effettive e percorsi educativi rivolti a scuole, forze dell'ordine, magistratura e opinione pubblica.

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