Pelo animale vero in giocattoli venduti come 'finta pelliccia'
Test di laboratorio commissionati dall'organizzazione animalista Four Paws hanno rilevato pelo animale reale in tutti e sette i giocattoli di peluche e portachiavi esaminati, venduti nei mercati e online nel Nuovo Galles del Sud, in Australia, nonostante alcuni fossero pubblicizzati come pelliccia finta. Come riporta ABC News, l'associazione ha incaricato il laboratorio britannico Microtex Analysis di analizzare il pelo presente su peluche e portachiavi acquistati sia presso bancarelle di mercato sia da rivenditori online.
L'analisi microscopica, che permette di identificare la specie animale osservando le caratteristiche microscopiche dei singoli peli, ha confermato la presenza di pelo di coniglio, di volpe e, in un caso, di cane. L'importazione di pelo di cane e gatto è vietata in Australia da oltre vent'anni. "Sono assolutamente certo che si tratti di fibre animali. Faccio queste identificazioni da oltre 50 anni", ha dichiarato Phil Greaves, responsabile di Microtex Analysis.
Tra i prodotti esaminati figurano un peluche rosa a forma di coniglio, simile a un piccolo orsacchiotto, venduto a 10 dollari in un mercato di Sydney, risultato contenere pelo compatibile con coniglio vero; un peluche giallo da 16 dollari, anch'esso con pelo di coniglio; e un portachiavi in pelle a forma di canguro con un pompon, venduto a 8 dollari, che ha rivelato pelo di volpe. Un portachiavi a forma di coda animale, venduto online a 2,61 dollari come ciondolo da borsa in "morbida finta pelliccia", conteneva invece pelo compatibile con quello del cane.
Nella maggior parte dei casi il pelo era stato tinto, il che rende ancora più difficile per i consumatori distinguere il materiale reale da quello sintetico, soprattutto quando i prodotti vengono pubblicizzati esplicitamente come pelliccia finta e privi di qualsiasi indicazione contraria. A complicare ulteriormente la situazione c'è il fatto che, in Australia, i giocattoli non rientrano tra i prodotti soggetti alle norme obbligatorie sull'etichettatura previste dalla legge sulla tutela dei consumatori: questo rende ancora più arduo, per chi acquista, capire davvero cosa sta comprando.