Parmalat si allungano i tempi dell’indagine, forse concluse entro l'anno
La procura della Repubblica di Parma potrebbe finire le indagini sui filoni principali del crack Parmalat, il falso in bilancio e la bancarotta, entro la fine dell'anno. Lo ha detto il procuratore capo reggente Vito Zincani.
"Sarei molto soddisfatto se entro il 2004 avessimo chiuso le indagini almeno sui filoni principali, vale a dire falso e bancarotta", ha detto il magistrato.
A Parma sono indagate una quarantina di persone con il reato di associazione a delinquere, false comunicazioni sociali, appropriazione indebita e truffa in danno del mercato, oltre alla bancarotta fraudolenta.
Tutti gli arrestati si trovano o in libera' o agli arresti domiciliari. Tra questi ultimi, anche i personaggi principali coinvolti nell'inchiesta, il fondatore di Parmalat Calisto Tanzi, ora in ospedale, gli ex direttori finanziari Fausto Tonna e Luciano Del Soldato e l'avvocato e consulente di Parmalat Gian Paolo Zini.
In precedenza, dalla procura di Parma si era fatta filtrare la data di giugno per la fine delle indagini sui principali filoni.
Tuttavia, una fonte giudiziaria gia' lunedi' aveva ipotizzato tempi piu' lunghi. E parlando della data di giugno, aveva detto: "Quando avremo chiaro se il lavoro dei consulenti e' completo e non occorrano integrazioni e una volta che abbiamo valutato se il materiale probatorio derivante anche dalle rogatorie e' sufficiente (potremo vedere di finire le indagini a giugno)".
Tuttavia, "una proroga potrebbe essere richiesta sia per le indagini sia per gli arresti domiciliari, anche considerata la complessita' delle indagini", aveva detto ancora la fonte.
Ancora una volta si dimostra come i risparmiatori italiani siano vittime non solo del sistema finanziario che non rispetta le regole, ma anche del sistema giudiziario che si dimostra ampiamente inefficiente a sanzionare in tempi ragionevoli queste violazioni.
"Sarei molto soddisfatto se entro il 2004 avessimo chiuso le indagini almeno sui filoni principali, vale a dire falso e bancarotta", ha detto il magistrato.
A Parma sono indagate una quarantina di persone con il reato di associazione a delinquere, false comunicazioni sociali, appropriazione indebita e truffa in danno del mercato, oltre alla bancarotta fraudolenta.
Tutti gli arrestati si trovano o in libera' o agli arresti domiciliari. Tra questi ultimi, anche i personaggi principali coinvolti nell'inchiesta, il fondatore di Parmalat Calisto Tanzi, ora in ospedale, gli ex direttori finanziari Fausto Tonna e Luciano Del Soldato e l'avvocato e consulente di Parmalat Gian Paolo Zini.
In precedenza, dalla procura di Parma si era fatta filtrare la data di giugno per la fine delle indagini sui principali filoni.
Tuttavia, una fonte giudiziaria gia' lunedi' aveva ipotizzato tempi piu' lunghi. E parlando della data di giugno, aveva detto: "Quando avremo chiaro se il lavoro dei consulenti e' completo e non occorrano integrazioni e una volta che abbiamo valutato se il materiale probatorio derivante anche dalle rogatorie e' sufficiente (potremo vedere di finire le indagini a giugno)".
Tuttavia, "una proroga potrebbe essere richiesta sia per le indagini sia per gli arresti domiciliari, anche considerata la complessita' delle indagini", aveva detto ancora la fonte.
Ancora una volta si dimostra come i risparmiatori italiani siano vittime non solo del sistema finanziario che non rispetta le regole, ma anche del sistema giudiziario che si dimostra ampiamente inefficiente a sanzionare in tempi ragionevoli queste violazioni.
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