Lunedì 17 agosto 2026
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Pechino minaccia e sorveglia la diaspora uigura

OCEANIA - AUSTRALIA
Notizia ·

Un nuovo rapporto di Human Rights Watch documenta come il governo cinese stia minacciando e intimidendo la comunità uigura residente in Australia. Secondo quanto riportato dall'organizzazione, le tattiche impiegate includono sorveglianza sistematica, pressioni sui familiari rimasti nella regione dello Xinjiang e tentativi di ridurre al silenzio — o di costringere al rimpatrio — gli uiguri che vivono in territorio australiano.

 

Le vittime intervistate da HRW riferiscono di essere state contattate da agenti legati alle autorità cinesi, che le hanno invitate a cessare qualsiasi attività politica o, in alternativa, a raccogliere informazioni sulle proprie comunità per conto di Pechino. Si tratta di pratiche già documentate in altri paesi, riconducibili a quella che viene definita "repressione transnazionale": la proiezione all'estero degli strumenti di controllo e coercizione tipici del regime interno.

 

Nel rapporto, HRW chiede alle autorità australiane di avviare indagini formali su questi episodi e di rafforzare le misure di protezione a favore delle comunità esposte a interferenze da parte di governi stranieri. L'appello si inserisce in un quadro più ampio di preoccupazioni già sollevate dall'organizzazione nei confronti di Canberra: nel luglio 2025, HRW aveva esortato il premier australiano a non sorvolare sulle violazioni dei diritti umani nei colloqui con la dirigenza cinese, chiedendo esplicitamente di "porre fine alla campagna di molestie e intimidazioni nei confronti di dissidenti e diaspora all'estero, anche in Australia".

 

La repressione della minoranza uigura da parte di Pechino è documentata almeno dal 2016, quando le autorità cinesi avviarono una campagna di detenzione di massa nello Xinjiang. L'Ufficio dell'Alto Commissario ONU per i diritti umani, in un rapporto del 2022, ha concluso che le violazioni commesse "possono costituire crimini internazionali, in particolare crimini contro l'umanità". Nonostante ciò, secondo HRW, le autorità cinesi non hanno adottato alcuna misura concreta per dare seguito a quelle raccomandazioni.

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