Pescatori Raizal scomparsi nei raid "antidroga" di Trump ai Caraibi

Le isole colombiane di San Andrés e Providencia, situate nel Mar dei Caraibi, sono state trascinate nelle conseguenze degli attacchi aerei ordinati dall'amministrazione Trump nell'ambito della cosiddetta "guerra alla droga". Come riporta AOL, almeno 16 pescatori originari di queste isole risultano scomparsi da gennaio, secondo Edgar Jay Stephens, 58 anni, presidente della principale associazione locale di pescatori I-Fish. Lo stesso Stephens ammette che alcuni di loro potrebbero aver trasportato droga, ma non certamente tutti.
Le due isole si trovano geograficamente più vicine alla costa del Nicaragua — a circa 420 chilometri — che alla Colombia continentale, distante oltre 700 chilometri. Colonizzate stabilmente dai Puritani inglesi a partire dal 1629, vi furono in seguito deportati africani ridotti in schiavitù per lavorare nelle piantagioni. La popolazione locale, nota come Raizal, è di origine afrodiscendente e parla ancora oggi un Creolo caraibico, una varietà distinta dell'inglese. Solo dal 1912 lo Stato colombiano ha imposto il cattolicesimo e lo spagnolo come lingua e religione ufficiali.
La posizione strategica delle isole — a nord-ovest della Colombia continentale, lungo la rotta che collega il Sud America al Nord America — le ha rese da anni un punto di transito per il traffico di cocaina. Giovani uomini locali vengono da tempo reclutati da organizzazioni criminali per guidare imbarcazioni veloci cariche di droga verso nord. Un fenomeno non nuovo, ma che secondo i residenti si è aggravato drammaticamente da quando gli Stati Uniti hanno iniziato a bombardare motoscafi sospettati di trasportare stupefacenti nel Caribe e nel Pacifico orientale.
Gli attacchi aerei statunitensi, inquadrati nell'Operazione Southern Spear, hanno ucciso oltre 200 persone a partire dal settembre 2025, in quella che le Nazioni Unite hanno definito una serie di "esecuzioni extragiudiziali". Il portavoce del Comando Sud degli Stati Uniti ha dichiarato di non poter commentare dettagli operativi specifici, aggiungendo di non avere "alcuna informazione su attacchi, operazioni, sequestri o arresti che coinvolgano residenti di San Andrés o Providencia". Stephens, tuttavia, non esclude un coinvolgimento americano, anche alla luce delle numerose incoerenze nelle versioni ufficiali contestate da legislatori, esperti e accademici.
Le scomparse di pescatori sono un problema che affligge le isole da decenni, riconducibili a diverse cause: omicidi, arresti da parte di altri Paesi o le dure condizioni del mare aperto. Ma Stephens sottolinea che il ritmo attuale è senza precedenti. "Quante persone potrebbero essere morte senza che sapessimo cosa è successo loro?", si chiede, riecheggiando una critica ricorrente degli attivisti per i diritti umani: gli Stati Uniti non rilasciano informazioni sulle vittime, rendendo la loro identificazione un compito arduo, compiuto in poco più di una dozzina di casi grazie soprattutto al lavoro di avvocati e giornalisti.
Sul piano diplomatico, il presidente colombiano Gustavo Petro ha accusato gli Stati Uniti di omicidio, ha richiamato l'ambasciatore in Colombia e ha chiesto davanti all'Assemblea Generale dell'ONU l'apertura di un procedimento penale nei confronti di Trump e degli altri funzionari americani coinvolti nelle operazioni. Trump ha risposto definendo Petro "un capo della droga illegale" e minacciando la sospensione di aiuti e sussidi statunitensi alla Colombia.