Martedì 9 giugno 2026
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Respingimenti, l'Onu sempre più dura con l'Italia: se ne frega del diritto d'asilo

U.E. - ITALIA
Notizia ·
''Immigrati o rifugiati, poco importa. Oggi in Italia e' piu' semplice parlare di clandestini e rimandarli tutti indietro. La politica dei respingimenti entra in rotta di collisione con il diritto d'asilo: lo dimostra il fatto che il 75% di chi e' arrivato da mare nel 2008 ha chiesto diritto, e dopo audizioni individuali il 50% di essi l'ha ottenuto''. Parole chiare quelle di Laura Boldrini, portavoce dell'Alto Commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr), a Jesi per la prima presentazione al pubblico del suo libro 'Tutti indietro. Storie di uomini e donne in fuga e di un'Italia tra paura e solidarieta' (Rizzoli). Per la Boldrini, ''con la politica dei respingimenti torniamo indietro, rinneghiamo le nostre tradizioni e la nostra cultura basate sullo scambio, e ci tiriamo indietro dalla contemporaneita'. L'immigrazione e' dinamismo, movimento, opportunita': nell'era del villaggio globale l'immigrazione va regolata ma non rifiutata''. La Boldrini, che negli anni ha affrontato alcune tra le principali crisi umanitarie - dal Kosovo, all'Afghanistan, dal Sudan all'Iraq - ha voluto presentare il libro partendo dalla ''sua'' Jesi, che l'ha accolta nel salone degli stucchi di Palazzo Pianetti gremito di oltre 400 persone: ''Sono nata a Macerata ma ho vissuto in questa citta' la giovinezza, e nel libro il mio racconto parte dal porto di Ancona, dove pure arrivano nascosti nei tir i ragazzini afgani e anch'essi a volte vengono respinti''. A pochi giorni dall'uscita (il 21 aprile scorso), il volume e' gia' alla seconda ristampa, un successo che l'autrice dedica alle donne migranti (''del fenomeno delle donne nel loro viaggio della speranza subiscono l'abuso del pedaggio sessuale nessuno parla''), e i cui proventi saranno destinati a finanziare borse di studio per i ragazzi afgani giunti in Italia senza genitori. ''Il mio non e' un libro di denuncia ne' di polemica ma ha l'ambizione di fare chiarezza e di restituire una verita' poco conosciuta sul fenomeno migratorio che e' stato usato in maniera fuorviante - ha precisato la portavoce dell'Unhcr -. Cerco di raccontare il fenomeno dalla parte di chi ha bisogno di protezione, ma anche di raccontare un'altra Italia, che c'e' ma che non si vede. Oggi il modello vincente e' quello del cattivo che digrigna i denti, ma ho voluto farmi portavoce dell'Italia che non ha paura delle contaminazioni, fa volontariato nel silenzio, fa integrazione in maniera spontanea''.
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