Rinnovo permesso alle Poste? Amato: costoso e zoppicante
"Zoppicante" e "costoso". Il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, ha definito così, ieri al question time alla Camera, il sistema che affida a Poste italiane le pratiche per il rinnovo dei permessi di soggiorno degli extracomunitari.
Quella con le Poste è però una convenzione che "abbiamo trovato e di cui non siamo felici".
"Il nostro obiettivo, esplicitato nel disegno di legge di riforma - ha ricordato il ministro - è arrivare ad un sistema Interno-Enti locali. Le Poste hanno anche fatto un investimento tecnologico, ci hanno messo buona volontà, ma è un dato di fatto che il sistema, così com'è, è parecchio zoppicante". E anche "molto costoso: 70 euro sono tanti per un rinnovo. Inoltre, è sistema per il quale è insufficiente l'assistenza di cui ciascun interessato può disporre per formulare alla perfezione la sua domanda, perchè se non è formulata in modo perfetto, il computer la rigetta".
Il risultato, ha proseguito il ministro, "è che io in questo momento mi trovo davanti a 749.000 istanze di rinnovo e ne ho 272.000 bloccate in quanto anomale, cioè hanno qualche errore che può essere anche quello di una lettera sbagliata nel nome di una strada". Un sistema, ha concluso Amato, "nel quale l'immigrato possa trovare persone attorno a sè alle quali far verificare che la domanda è scritta correttamente prima di consegnarla allo sportello, acquista una speditezza che ci libererà dei problemi di oggi di cui posso solo scusarmi in Parlamento con coloro che ne pagano le conseguenze".
Quella con le Poste è però una convenzione che "abbiamo trovato e di cui non siamo felici".
"Il nostro obiettivo, esplicitato nel disegno di legge di riforma - ha ricordato il ministro - è arrivare ad un sistema Interno-Enti locali. Le Poste hanno anche fatto un investimento tecnologico, ci hanno messo buona volontà, ma è un dato di fatto che il sistema, così com'è, è parecchio zoppicante". E anche "molto costoso: 70 euro sono tanti per un rinnovo. Inoltre, è sistema per il quale è insufficiente l'assistenza di cui ciascun interessato può disporre per formulare alla perfezione la sua domanda, perchè se non è formulata in modo perfetto, il computer la rigetta".
Il risultato, ha proseguito il ministro, "è che io in questo momento mi trovo davanti a 749.000 istanze di rinnovo e ne ho 272.000 bloccate in quanto anomale, cioè hanno qualche errore che può essere anche quello di una lettera sbagliata nel nome di una strada". Un sistema, ha concluso Amato, "nel quale l'immigrato possa trovare persone attorno a sè alle quali far verificare che la domanda è scritta correttamente prima di consegnarla allo sportello, acquista una speditezza che ci libererà dei problemi di oggi di cui posso solo scusarmi in Parlamento con coloro che ne pagano le conseguenze".
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