Domenica 7 giugno 2026
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Rivolta degli integralisti dell'Accademia pontificia per la Vita: chiesta la testa di mons. Fisichella

EUROPA - VATICANO
Notizia ·
Cinque membri della Pontificia accademia per la vita "chiedono la testa" di monsignor Rino Fisichella: e' "assurdo" scrivono che il presidente della Pav sia "un ecclesiastico che non capisce cosa comporta il rispetto assoluto per le vite umane innocenti". Parole dure - riportate da alcune agenzie di informazione americane -, messe nero su bianco in un comunicato, sottoscritto al termine della riunione plenaria (11-13 febbraio) della Pav, guidata da monsignor Fisichella dal giugno 2008. Tra i promotori dell'iniziativa c'e' anche monsignor Michel Schooyans, uno dei piu' critici nei confronti dell'arcivescovo. Professore emerito dell'Universita' cattolica di Lovanio, Schooyans e' uno stimato specialista in antropologia, in filosofia politica, in bioetica. E' membro di tre accademie pontificie - Scienze sociali, San Tommaso d'Aquino e per la Vita - e molto apprezzato da Benedetto XVI.

Gli altri firmatari sono Luke Gormally, direttore emerito del Linacre Center for Healthcare Ethics di Oxford, istituzione accademica cattolica che si occupa di ricerca in campo bioetico; Christine Vollmer, venezuelana, capo dell'Alleanza per la famiglia; Thomas Word, presidente dell'Associazione nazionale delle famiglie cattoliche; e la polacca Maria Smereczynska. Nel documento non si fa espressamente il nome dell'arcivescovo, ma si spiega che la situazione della Pontifica accademia puo' essere "rettificata solo da coloro che sono responsabili della sua nomina a presidente". In una intervista alla Cna, la Vollmer ha spiegato che "i firmatari non possono chiedere le dimissioni dell'arcivescovo, questo e' compito del Papa. Noi abbiamo espresso la speranza che il Papa trasferisca questo uomo brillante in una posizione piu' consona alle sue doti".

Il malumore nei confronti di monsignor Fisichella ha origine nel caso della bambina brasiliana di nove anni, incinta di due gemelli dopo aver subito violenza, che e' stata fatta abortire nell'ospedale di Recife, circa un anno fa. La vicenda colpi' molto l'opinione pubblica, anche per le dichiarazioni dell'arcivescovo Jose' Cardoso Sobrinho, che aveva parlato di scomunica per la madre e i medici. Il 14 marzo 2009, sull'Osservatore romano e' uscito un articolo a firma del presidente della Pav: "A causa della giovanissima eta' e delle condizioni di salute precarie, la vita (della bambina) era in serio pericolo per la gravidanza in atto.
Come agire in questi casi? Decisione ardua per il medico e per la stessa legge morale" scriveva Fisichella, che poi si rivolgeva direttamente alla bambina: "Stiamo dalla tua parte.
(...) Sono altri che meritano la scomunica e il nostro perdono, non quanti ti hanno permesso di vivere".

L'articolo ha suscitato vivaci reazioni di segno opposto, fuori e dentro la Chiesa, e su numerosi giornali di varie nazioni ha preso piede la tesi che la Chiesa approvasse l'aborto "terapeutico". Il 4 aprile, 27 membri della Pontifica accademia (su un totale di 46), inviarono una lettera a monsignor Fisichella, chiedendogli di rettificare le "errate" posizioni da lui espresse nell'articolo. Il 21 aprile Fisichella ha risposto respingendo la richiesta. Ai primi di maggio, 21 dei firmatari si rivolsero alla Congregazione per la dottrina della fede, chiedendo un pronunciamento chiarificatore. La richiesta arrivo' ai piani alti del Palazzo apostolico, finche' il 10 luglio scorso, dopo ulteriori traversie, sull'Osservatore romano usci' l'attesa nota di chiarificazione della congregazione per la dottrina della fede sull'articolo di Fisichella. Con una premessa: che quell'articolo era stato oggetto di "manipolazione e strumentalizzazione".

Passata la bufera, il clima era tornato tutto sommato tranquillo, e a detta della stessa Vollmer, non era pianificata alcuna azione di contrasto in vista della plenaria. La questione - ha spiegato - e' riemersa quanto, introducendo i lavori, monsignor Fisichella ha nuovamente difeso la sua posizione, accusando i suoi detrattori di voler creare "una situazione di conflitto", riferendosi alla richiesta di chiarificazione inoltrata alla Dottrina della fede "come 'un attacco personale'", e "sostenendo che quella nota aveva di fatto 'vendicato' la sua posizione". E' a quel punto che il gruppo dei cinque studiosi ha deciso di scrivere un documento per ribadire la propria fedelta' al giuramento reso da ognuno a difendere il Magistero della Chiesa in tutti i casi che riguardano la vita umana, "e anche in questo caso" conclude la Vollmer, riferendo che molti membri della Pav si sono detti in sintonia con il comunicato.
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