Rosarno, Maroni accusa le amministrazioni di sinistra: tolleranza sbagliata
Che la 'ndrangheta abbia cavalcato la protesta di Rosarno 'e' una delle piste possibili', ma i responsabili di quello che e' successo, frutto di una 'tolleranza sbagliata', 'sono tanti' e, tra questi, il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, punta l'indice sulla Regione, gli enti locali, gli imprenditori ('che sfruttano questa povera gente') e le associazioni di categoria. Accuse rispedite subito al mittente, a partire dal Governatore della Calabria, Agazio Loiero: 'Il primo ad avere tollerato la situazione di Rosarno e' proprio il ministro Maroni', dice. Ed anche l'opposizione attacca: 'penoso scaricabarile'.Maroni, in una lunga intervista a SkyTg24, afferma che 'queste situazioni le abbiamo ereditate e sono frutto di tolleranza sbagliata'. Quella tolleranza 'che negli ultimi dieci anni ha accolto decine di migliaia di clandestini senza fare nulla, che non e' intervenuta per rimuovere le condizioni di degrado e che ha determinato il crearsi di comunita' cosi' numerose che sono vere e proprie bombe innescate'.
Maroni si riferisce esplicitamente alle colpe delle 'autorita' locali e territoriali'. E non solo. 'Sono tanti i responsabili di quanto e' avvenuto'. A chi si riferisce? Ad esempio al governatore della Calabria Loiero? 'Io non voglio fare polemiche', risponde. 'Ricordo solo che le Regioni hanno la competenza esclusiva, per esempio, per quanto riguarda gli aspetti sanitari e tutto si puo' dire tranne che nella bidonville di Rosarno fossero rispettate le norme sanitarie'.
'Si sono chiusi gli occhi - insiste il responsabile del Viminale - nessuno ha voluto vedere queste situazioni che sono diventate un problema di ordine pubblico, da noi risolto brillantemente, anche se poteva scapparci il morto. Ma potevano essere risolte prima con interventi sulle abitazioni, sulla sanita', tutte competenze della Regione e degli enti locali che in questi anni qualcuno si e' dimenticato di applicare'. Cosi' come 'non e' possibile che i datori di lavoro, le associazioni di categoria facciano finta di nulla e dicano che 'poiche' i costi sono elevati allora li paghiamo in nero'. Ci sono responsabilita' diffuse che non intendiamo piu' tollerare'.
'In Calabria lo Stato c'e'', assicura Maroni, e interverra' in tutte le situazioni analoghe 'che ci sono nelle regioni del sud'. Una linea della fermezza che verra' applicata anche ai braccianti trasferiti da Rosarno - 'i clandestini verranno espulsi' - e a quei lavoratori che scenderanno in piazza per lo 'sciopero' del primo marzo: 'per me e' un giorno come un altro.
La legge e' legge e non si puo' interpretare oppure dire che si applica tutti i giorni tranne il primo di marzo' A stretto giro la replica di Loiero. 'Nel momento in cui - afferma - la politica governativa sull'immigrazione mostra tutti i suoi limiti, il ministro invece di recitare un 'mea culpa', non trova di meglio che scaricare tutto sulla Regione, quando sa bene che la Regione non ha alcuna competenza perche' essa, sia per quanto riguarda l'organizzazione dei centri di accoglienza e soprattutto le procedure di espulsione, che non sono a ogni modo nelle nostre corde, competono esclusivamente allo Stato, al suo Ministero'. Rosarno 'non e' un problema sanitario', prosegue Loiero. 'La politica dello scaricabile non funziona'.
Di 'scaricabarile e rimpallo delle responsabilita'' parla anche Luigi Sbarra, della Cisl Calabria. Da parte del sindacato, afferma, 'nessuna tolleranza, anzi forte e costante denuncia del fenomeno. La verita' storica e' che le nostre denunce sono cadute sempre nel vuoto e siamo rimasti inascoltati'.
Anche l'opposizione attacca Maroni. 'La vergogna di Rosarno dovrebbe consigliare una riflessione seria sul fallimento della Bossi Fini. Continua invece da parte del governo un penoso scaricabarile', dice Rosy Bindi, presidente del Pd, secondo cui 'il trasferimento coatto dei lavoratori extracomunitari, che somiglia molto ai respingimenti in mare, ne ha umiliato ancora una volta la dignita''. A Maroni, che ha ricordato gli 'eccezionali risultati' dell'azione del Governo (40mila clandestini rimpatriati in due anni e sbarchi ridotti del 90 per cento) replica Marco Minniti, sempre del Pd: e' proprio 'la Bossi-Fini che ha prodotto una crescita senza precedenti della clandestinita', inchiodando gli immigrati al ruolo di fuorilegge e rendendoli di fatto ricattabili'.
Secondo il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, 'la Bossi-Fini non risolve il problema', ma bisogna mettere al centro 'la questione dell'integrazione degli extracomunitari che sono importanti in un Paese come il nostro che sta invecchiando'. Per Luca Volonte', sempre dell'Udc, il ministro dell'Interno 'scade in demagogia', mostrando una 'tolleranza inaccettabile verso mafiosi e sfruttatori'.
Secondo Paolo Ferrero, della Federazione della Sinistra, Maroni e' 'il mandante morale della caccia all'uomo che si e' scatenata a Rosarno, mentre il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, annuncia un esposto all'Unione europea per verificare 'il rispetto dei diritti umani'.
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