Sanatorie e ricongiungimenti familiari alla base dell'integrazione
Sono i ricongiungimenti familiari, assieme alle sanatorie, i fattori che hanno regolato fino ad oggi i flussi migratori in Italia, dando vita ad una buona integrazione tra italiani e stranieri. E' quanto e' emerso ieri ad Ancona dal convegno nazionale 'I giovani immigrati e le loro famiglie', promosso dal Dipartimento per le politiche della famiglia, e dai Comuni di Bologna e Ancona. Scopo dell'iniziativa, che si concludera' oggi, e' quello di analizzare appieno il fenomeno dell'immigrazione, per fornire alla politica dati aggiornati su cui impostare le proprie scelte. All'inizio dell'anno erano tre milioni e mezzo gli stranieri residenti in Italia, ha reso noto l'economista Luca Einaudi, con un incremento di presenze legali dal 2002 al 2008 che sfiora i due milioni. Il 50,5% del totale e' composto da donne, impegnate in maggioranza nei servizi domestici, e l'11% dei nuovi nati e' di origine straniera. Nel 2005 le domande d'ingresso in Italia di extracomunitari per lavori stagionali erano 210mila, nel 2006, 480mila (di cui il 26% provenienti da rumeni) e nel 2007, 740mila, escludendo quelle della Romania e della Bulgaria, entrate a far parte della Comunita' Europea nel gennaio dello stesso anno. 'Un numero - ha detto l'economista - superiore a quello che il mercato del lavoro italiano sembra poter assorbire, portando a ritenere che il forte incremento della presenza straniera sia dovuto piu' ai ricongiungimenti familiari, piuttosto che al lavoro'. La famiglia immigrata, ha rilevato Hascher Colombo, dell'Universita' di Bologna, e' sempre meno composta da una persona sola, in un quarto dei casi c'e' un solo genitore donna, separata o divorziata con figli, proveniente dai paesi dell'Est europeo, cui va aggiunta un' ampia quota di famiglie 'spezzate' (Filippine, Golfo di Guinea, America Andina), in via di ricongiungimento. Presente all'iniziativa, tra gli altri, il vicesindaco di Bologna, Adriana Scaramuzzino'.
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