Shrinkflation. I consumatori se ne rendono conto
La Shrinkflation, ovvero la riduzione della quantità di prodotto a parità di prezzo, è diventata una pratica sempre più evidente agli occhi dei consumatori italiani. Secondo i dati SWG, ben 8 italiani su 10 dichiarano di aver notato confezioni più piccole o contenuti ridotti rispetto al passato. Una dinamica che nasce spesso dai rincari dei costi di produzione, ma che oggi non passa più inosservata e alimenta un crescente senso di sfiducia verso i brand coinvolti.
La fiducia si erode: quasi 2 italiani su 5 cambiano marchio
La reazione dei consumatori è netta: il 39% si sente tradito quando scopre che un prodotto ha subito una riduzione di formato senza variazioni di prezzo. Tra chi ha già notato la Shrinkflation, la percentuale sale al 42%. Solo il 15% rimane fedele al marchio, un dato in calo rispetto al 20% registrato nel novembre 2025. La maggioranza degli italiani, però, valuta caso per caso: il 39% afferma che la propria scelta dipende dal tipo di prodotto e dal brand coinvolto.
Una nuova legge obbliga a segnalare la Shrinkflation
Dal 15 luglio 2026 è entrata in vigore una normativa che impone ai punti vendita, fisici e online, di esporre per tre mesi un avviso informativo sui prodotti che hanno subito una riduzione di quantità. Si tratta della prima misura ufficiale approvata in Italia per rendere più trasparente questa pratica commerciale. Tuttavia, la maggioranza degli italiani non ne era a conoscenza: solo il 17% sapeva dell’esistenza della norma e dei suoi contenuti, mentre il 66% ne aveva sentito parlare senza conoscerne i dettagli.
Gli italiani chiedono più trasparenza
La nuova disciplina non convince i consumatori. Il 23% la considera utile ma troppo debole, il 27% la giudica poco efficace perché l’avviso rischia di passare inosservato, e l’83% ritiene complessivamente insufficienti le misure previste. La richiesta è chiara: serve un’informazione più diretta e immediata. Il 51% degli italiani vorrebbe un’avvertenza riportata direttamente sulla confezione, il 31% preferirebbe un cartello sullo scaffale, mentre il 27% chiede un confronto esplicito tra quantità e prezzo precedenti e attuali.
La Shrinkflation cambia il rapporto tra italiani e brand
I dati SWG mostrano come la Shrinkflation stia modificando il legame tra consumatori e marchi. La riduzione dei formati, se non comunicata in modo chiaro, genera sfiducia e spinge molti italiani a cercare alternative. La nuova normativa rappresenta un primo passo verso una maggiore trasparenza, ma secondo l’opinione pubblica non basta: l’informazione deve essere più visibile, più incisiva e più vicina al prodotto, per evitare che il consumatore si senta ingannato.
Un fenomeno destinato a restare al centro del dibattito
La Shrinkflation non è più una pratica nascosta. Gli italiani la riconoscono, la discutono e chiedono strumenti più efficaci per orientarsi negli acquisti. Con l’entrata in vigore delle nuove norme e la crescente attenzione dei consumatori, il tema è destinato a restare centrale nel dibattito sul largo consumo, sulla trasparenza dei prezzi e sulla tutela del cliente.
(FoodAffairs.it)