Si avvicina sanatoria dei 'sans papiers' con un lavoro
La Francia si appresta a compiere una vasta campagna di regolarizzazione degli immigrati clandestini, sul modello di quelle compiute negli anni scorsi in Italia e in Spagna.
La misura fa parte della legge sul controllo dell'immigrazione attualmente in corso di approvazione in Parlamento, al centro di un'aspra polemica per via dei test genetici che introduce per gli immigrati che richiedono il ricongiungimento famigliare.
Le motivazioni dell'emendamento che la contiene, proposto da tre deputati della maggioranza e sostenuto dal governo e dal presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy, stabiliscono che "le autorita' amministrative possono regolarizzare uno straniero purche' abbia trovato un lavoro in un mestiere e una zona geografica caratterizzati da difficolta' di reclutamento".
In sostanza quindi gli stranieri extracomunitari irregolari che lavorano in nero o che possono dimostrare di avere una promessa di assunzione da parte di un impresa francese - stimati in 200.000/400.000 persone - potranno chiedere un permesso di soggiorno alle prefetture che rappresentano il governo in ogni dipartimento (provincia). Queste dovranno esaminare le domande caso per caso e in particolare verificare che il richiedente lavori in un settore (agricoltura, edilizia, alberghiero, ristoranti) o una zona nei quali la manodopera e' particolarmente carente.
Diversi elementi sono concorsi nel convincere Sarkozy e la maggioranza della necessita' di regolarizzare gli immigrati che si trovano in queste condizioni. Anzitutto la volonta' del governo di prendere in conto il fatto che, come spiega a Le Monde Frederic Lefebvre, uno degli autori dell'emendamento, "molti stranieri, malgrado le difficolta' incontrate, dimostrano una notevole ostinazione nel voler rimanere in Francia e hanno trovato il modo per costruirsi una vita". Il governo si e' poi reso conto che in questo modo poteva rispondere all'impegno del presidente della Repubblica di favorire l'immigrazione economica -la cosidetta "immigrazione scelta" - piuttosto che quella legata al ricongiungimento famigliare, ovvero l'immigrazione "subita".
La prima costituisce oggi meno del 6% del totale, contro quasi il 50% delle regolarizzazioni per il ricongiungimento famigliare.
Sarkozy punta invece a portare al 50% del totale l'immigrazione economica.
Il governo ha smentito di voler avviare campagne come quelle degli anni scorsi in Italia (1,1 milioni di persone regolarizzate tra il 2003 e il 2006) o in Spagna (600.000 persone regolarizzate nel 2005), e insiste sul fatto che le domande saranno esaminate caso per caso, ma appare sin da ora evidente che la maggior parte dei lavoratori clandestini presentera' una domanda di regolarizzazione appena possibile, temendo che il provvedimento venga revocato o che le condizioni vengano inasprite. Si tratta di un'inversione a 180 gradi rispetto alla politica praticata finora in Francia, che associava la concessione del permesso di soggiorno alla permanenza per almeno dieci anni sul territorio.
Quando era ministro dell'Interno, Sarkozy aveva violentemente criticato i paesi che, come l'Italia e la Spagna, avevano proceduto a regolarizzazioni massicce degli immigrati clandestini, accusandoli di creare cosi' un "effetto di richiamo" che si traduceva nell'arrivo in Francia di decine di migliaia di persone.
La misura fa parte della legge sul controllo dell'immigrazione attualmente in corso di approvazione in Parlamento, al centro di un'aspra polemica per via dei test genetici che introduce per gli immigrati che richiedono il ricongiungimento famigliare.
Le motivazioni dell'emendamento che la contiene, proposto da tre deputati della maggioranza e sostenuto dal governo e dal presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy, stabiliscono che "le autorita' amministrative possono regolarizzare uno straniero purche' abbia trovato un lavoro in un mestiere e una zona geografica caratterizzati da difficolta' di reclutamento".
In sostanza quindi gli stranieri extracomunitari irregolari che lavorano in nero o che possono dimostrare di avere una promessa di assunzione da parte di un impresa francese - stimati in 200.000/400.000 persone - potranno chiedere un permesso di soggiorno alle prefetture che rappresentano il governo in ogni dipartimento (provincia). Queste dovranno esaminare le domande caso per caso e in particolare verificare che il richiedente lavori in un settore (agricoltura, edilizia, alberghiero, ristoranti) o una zona nei quali la manodopera e' particolarmente carente.
Diversi elementi sono concorsi nel convincere Sarkozy e la maggioranza della necessita' di regolarizzare gli immigrati che si trovano in queste condizioni. Anzitutto la volonta' del governo di prendere in conto il fatto che, come spiega a Le Monde Frederic Lefebvre, uno degli autori dell'emendamento, "molti stranieri, malgrado le difficolta' incontrate, dimostrano una notevole ostinazione nel voler rimanere in Francia e hanno trovato il modo per costruirsi una vita". Il governo si e' poi reso conto che in questo modo poteva rispondere all'impegno del presidente della Repubblica di favorire l'immigrazione economica -la cosidetta "immigrazione scelta" - piuttosto che quella legata al ricongiungimento famigliare, ovvero l'immigrazione "subita".
La prima costituisce oggi meno del 6% del totale, contro quasi il 50% delle regolarizzazioni per il ricongiungimento famigliare.
Sarkozy punta invece a portare al 50% del totale l'immigrazione economica.
Il governo ha smentito di voler avviare campagne come quelle degli anni scorsi in Italia (1,1 milioni di persone regolarizzate tra il 2003 e il 2006) o in Spagna (600.000 persone regolarizzate nel 2005), e insiste sul fatto che le domande saranno esaminate caso per caso, ma appare sin da ora evidente che la maggior parte dei lavoratori clandestini presentera' una domanda di regolarizzazione appena possibile, temendo che il provvedimento venga revocato o che le condizioni vengano inasprite. Si tratta di un'inversione a 180 gradi rispetto alla politica praticata finora in Francia, che associava la concessione del permesso di soggiorno alla permanenza per almeno dieci anni sul territorio.
Quando era ministro dell'Interno, Sarkozy aveva violentemente criticato i paesi che, come l'Italia e la Spagna, avevano proceduto a regolarizzazioni massicce degli immigrati clandestini, accusandoli di creare cosi' un "effetto di richiamo" che si traduceva nell'arrivo in Francia di decine di migliaia di persone.
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