Giovedì 11 giugno 2026
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Spagna. Extremadura. Si potranno donare staminali cordonali in ospedali pubblici

U.E. - SPAGNA
Notizia ·
Le donne che partoriscono nei reparti di maternita' pubblici dell'Extremadura potranno donare volontariamente il cordone ombelicale, al fine di disporre delle cellule staminali contenute nel suo sangue, potenzialmente in grado di salvare vite umane in ogni parte del mondo. Il Banco de Sangre dell'Extremadura s'incarica di raccogliere il plasma per trasferirlo alla banca del cordone ombelicale di Barcellona, dove viene congelato e inserito nel registro mondiale di donazioni anonime, a disposizione di chiunque risulti beneficiario idoneo. La donazione e l'estrazione del sangue sara' possibile entro "due o tre settimane" negli otto ospedali pubblici che hanno un reparto di maternita', chiarisce l'assessore alla Sanita', Maria Jesus Mejuto. Sono: Badajoz, Caceres, Merida, Plasencia, Don Benito, Navalmoral de la Mata, Coria e Llerena. Se qualche clinica privata desidera parteciparvi puo' chiedere l'autorizzazione alla Giunta, ma finora non l'ha fatto nessuno.
Fino a poco tempo fa, placenta e cordone ombelicale erano considerati inutili e si buttavano via come rifiuti sanitari subito dopo il parto, ma poi si e' scoperto che questo sangue contiene un gran numero di cellule staminali, le quali, una volta trapiantate in un paziente dal midollo osseo malato, consentono d'ottenere risultati "promettenti". Quando un malato ha bisogno di un trapianto, la possibilita' di trovare un donatore di sangue di midollo osseo compatibile non supera il 30% tra i suoi famigliari diretti, e se si cerca nei registri nazionali o internazionali s'arriva appena al 40%. "Per questo, molti pazienti non fanno a tempo e muoiono prima", spiega Mejuto.
Finora le cellule staminali per trattare malattie come leucemie, linfomi o talassemie si estraevano dal midollo osseo; con la scoperta delle cellule staminali cordonali si dispone di un complemento, inclusi relativi vantaggi e inconvenienti. Tutte queste questioni verranno spiegate nel quadro del programma di donazione del sangue cordonale, mediante volantini da distribuire nelle unita' ginecologiche e nelle materinita' degli ospedali pubblici della regione. L'informazione sara' accompagnata da un modulo di consenso informato, affinche' la gestante possa firmarlo e autorizzare la donazione in modo "libero, solidale, altruista e anonimo". L'obiettivo e' che le future madri comprendano che ci sono solo vantaggi nel donare il cordone ombelicale, e nessun rischio, ne' per la madre ne' per il neonato, giacche' il sangue lo si preleva dopo il parto -spiega l'assessore Mejuto. Aggiunge che se la madre non autorizza la donazione, il cordone "viene distrutto", percio' essa insiste con le donne incinte della Comunita' a mettersi nei panni altrui e a pensare che potrebbero essere loro le beneficiarie di una donazione simile.
In Extremadura ogni anno si registrano circa undicimila parti e, secondo Sanidad, il 10% delle donne incinte e' disponibile a donare il cordone; va detto pero' che i due terzi vengono distrutti per varie ragioni. Alla fine, la banca del sangue dell'Extremadura potra' disporne di 350-500 (500 e' l'obiettivo), da depositare nella banca di Barcellona -una delle sei strutture pubbliche esistenti in Spagna.
Si tratta di una donazione volontaria e gratuita, che prevede pero' alcune condizioni: la donatrice deve aver compiuto diciotto anni al momento del parto; il parto deve avvenire in una maternita' autorizzata; bisogna poter escludere la presenza di malattie genetiche potenzialmente trasmissibili o malattie infettive; la gestazione deve aver superato le 34 settimane; la donna non deve essersi fatta un tatuaggio negli ultimi quattro mesi.
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